Crescere con te

Crescere con teLa settimana scorsa è stata l’ultima settimana di asilo del mio bimbo, gli ultimi preziosissimi giorni…le ultime volte che le mie scarpe avrebbero fatto un rumore buffo sopra il linoleum azzurro, le ultime volte in cui mi avrebbe raccontato di aver mangiato la buonissima pasta con ricotta e spinaci “della Guglia”, le ultime volte che avrei salutato le maestre sempre sorridenti al mattino, augurando loro buona giornata, le ultime volte che mi sarei dimenticata di mettere il bavaglino nello zainetto e che non avrei visto l’ora di scoprire quali bei disegni avevano preparato per stupire i genitori.

Venerdì mattina sapevo che sarebbe stato l’ultimo giorno e proprio per questo ho guadato tutto con occhi diversi: ho osservato tutti i dettagli scavandoli nella memoria, ho annusato gli odori del giardino antistante e ascoltato i rumori tenui della mattina presto in un luogo che lentamente si riempie di vita e di luce.

Non so se sia così sempre e per per tutte le mamme, ma io mi sento sempre più piccola man mano che il mio bimbo diventa grande.

Era semplice fare “l’adulto” quando lui non sapeva nè parlare nè camminare, quando sapevi di poterti prendere cura di lui perchè avevi già tutto ciò che lui avrebbe imparato solo col tempo, ma ora?

Ora cosa so in più di lui?

Non so dare importanza ad ogni istante come se non ce ne fosse uno dopo, non so esprimere affetto senza alcun motivo apparente, solo perchè in quel momento lo sento o qualcuno mi sta semplicemente simpatico e non so sognare ed inventare storie mirabolanti per darmi una giustificazione ragionevole alle cose irragionevoli che alle volte succedono nella vita.

Non so quante volte riuscirò a darti il buon esempio nelle situazioni difficili, alle volte non so se consigliarti di difenderti o di attaccare, non so calmarti quando ti ho fatto un torto e non so dirti che direzione seguire nella tua vita.

Ma so che non posso fare a meno di osservarti e di studiarti come fossi la cosa più bella del mondo, fermarmi per cercare di capire il tuo punto di vista, crescere insieme a te, per sentirmi meno piccola, mentre tu diventi grande.

Quante volte capita che i nostri genitori ci raccontano le storie della loro gioventù:

“eh, sai, quando eri piccolo non abbiamo potuto goderti tanto perchè dovevamo lavorare”, “quando sarai nonno anche tu caprai come ci si sente”, “abbiamo dovuto fare tanti sacrifici per cercare di dare a te una vita migliore”

ed ora noi vogliamo tutto: vogliamo la carriera, la ricchezza, il tempo libero e la fama, tutta in una volta, dopo qualche mese di lavoro, perchè siamo abituati ai tempi rapidi ed alle vite semplici… non pensiamo più di doverci guadagnare qualcosa.

Io penso di dovermi guadagnare il tuo rispetto a suon di sacrifici e serate passate ad ascoltarti, penso di dovermi guadagnare la tua ammirazione per la visione lucida e positiva che ho cercato di mantenere e di trasmetterti ogni giorno della mia vita,

ma, bimbo mio, ho anche bisogno di sbagliare, di litigare e di crescere insieme a te.

Non c’è libro e non c’è teoria che te lo insegni, nessuno che ti dica se è più giusto usare il tuo tempo per costruire un futuro stabile o per godermi i momenti con te… non c’è un modo per guadagnarmi il tuo amore, spero solo di essere abbastanza brava e abbastanza fortunata da riceverlo.

Con amore

La tua mamma

 

 

Gli effetti dello stress

Effetti dello stressQuando si parla di stress e di situazioni stressanti, è piuttosto comune incentrare l’attenzione sugli aspetti mentali, ovvero su come viene colpito il nostro cervello. È infatti risaputo che lo stress può aumentare il battito cardiaco e irritare lo stomaco, ma ciò a cui spesso non diamo sufficiente importanza è la ripercussione dello stress sul nostro corpo in generale.

Oggi vorrei analizzare alcuni degli effetti dello stress sul corpo, perchè effettivamente i ne ho sempre sofferto moltissimo e non mi rendevo conto che stava veramente condizionando la mia vita e la mia salute sotto diversi punti di vista.

Lo stress può farti sentire esausta

Un’attività cerebrale frenetica potrebbe addirittura tenerti sveglia tutta la notte, specialmente se il tuo cervello elabora costantemente gli stessi pensieri. Tutto questo “pensare troppo” può davvero intaccare il sonno, impedendoti di riposare tranquillamente.

In questo caso trovo che l’allenamento possa alleviare di molto lo stress e aiutarti a “scaricare” la mente dai pensieri ricorrenti. Inoltre ti farà stancare fisicamente, favorendo un riposo più piacevole e profondo.

Lo stress può farti ingrassare 

Si sa, lo stress può provocare disordini alimentari, infatti quando si è stressate è molto più facile rischiare di esagerare col cibo o cercare conforto in esso. Queste sono le tipiche caratteristiche della fame nervosa, un problema che va assolutamente affrontato. Quando sei stanca potresti optare per scelte alimentari sbagliate o incuranti, facendo magari affidamento ai cibi veloci, proprio perché, essendo affaticata, preferisci qualcosa di rapido e conveniente.

Se aggiungiamo all’equazione il fatto che la produzione di cortisolo (ormone dello stress) può ridurre il processo metabolico, come risultato otteniamo un aumento di peso!

Lo stress danneggia la pelle e i capelli

Ti è mai capitato di ritrovarti a ridosso di una scadenza imminente o una presentazione importante o un evento particolare con una bella irritazione cutanea o il classico brufolo? Allora probabilmente sai già di cosa parlo…

A causa di un aumento di ormoni, quando sei stressata potresti essere più predisposta alla comparsa di impurità o a perdere più capelli del solito. Lo stress, inoltre, può anche indebolire il tuo sistema immunitario, provocando patologie della pelle alle quali potresti essere incline!

Lo so che non è facile, ma cerca di fare attenzione alla tua alimentazione: aggiungi alla tua dieta alcuni cibi utili per rafforzare le difese immunitarie e dare una mano al tuo organismo.

Lo stress può farti sentire indolenzita e tesa

Forse non te ne sei mai resa conto, ma lo stress può irrigidire i muscoli e farti sentire tesa. Ciò accade perché la pressione sanguigna e il battito cardiaco aumentano, il che può incrementare la tensione muscolare.

Se da un lato può essere utile a darti la carica giusta per reagire o evitare situazioni di pericolo, dall’altro potrebbe provocare un forte indolenzimento se la tensione dura per un periodo di tempo troppo lungo. Un buon massaggio o un po’ di stretching possono aiutare ad alleviare la tensione muscolare.

 

Anche se lo stress è molto comune nella nostra vita quotidiana, è importante essere coscienti del fatto che, a lungo andare, può causare degli effetti indesiderati. Prendersi cura di sé è davvero fondamentale per comprendere ciò di cui il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno.

A volte può trattarsi anche solo del bisogno di prendersi una pausa, mentre altre volte potresti dover indagare un po’ più a fondo, per scoprire da dove deriva lo stress che stai subendo e capire come fare per ridurlo 😉

Basta ossessione da prova costume

Vorrei condividere questo articolo, con una foto un po’ provocatoria, per esprimere un pensiero che mi sta davvero molto a cuore in questo periodo:

BASTA ESSERE OSSESSIONATE CON LA PROVA COSTUME!

Non faccio altro che vedere post sui social, sentire pubblicità alla radio ed in TV, venire letteralmente bombardata da questi assurdi annunci tipo: “Sei pronta per la prova costume?” o “L’estate sta arrivando!”

Ma può essere più minaccioso di così?! Cos’è, l’esame di maturità? Della patente? Un test di QI?

Ma può il periodo più bello dell’anno, dove finalmente andiamo in ferie, diventare una fonte di ansia?!

Io direi proprio di no…

Vi assicuro, non importerà a nessuno in spiaggia di come vi sta il costume, se avete un po’ di pancetta, se vi coprite il lato B con un pareo colorato. Credete che per questo vi giudicheranno male? Che non vi parleranno?

Io penso piuttosto che al vostro vicino di ombrellone importerà di più se siete simpatici, se avete voglia di divertirvi e siete socievoli.

Sarà la vostra personalità ad emergere, dovrete stare bene VOI con voi stessi, nella vostra pelle, dovrete essere felici VOI di ciò che avete.

Se non lo siete, se volete cambiare qualcosa, ben venga! Sarà un passo verso il miglioramento, sarà un cercare di combattere la pigrizia e mettervi alla prova ed io sono qui apposta per aiutarvi ed accompagnarvi in questo entusiasmante percorso di miglioramento personale, ma in caso contrario, io sono felice per voi, perché avete raggiunto il mio stesso obiettivo:

STARE BENE CON SE’ STESSI.

Se prendete la decisione di cambiare qualcosa nel vostro stile di vita, vi prego, fatelo per voi stessi, per la vostra autostima, non per il giudizio degli altri.

Solo voi vivete dentro il vostro corpo 365 giorni all’anno, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, voi dovete andarci d’accordo e proprio per questo non si può pensare al proprio benessere solo all’arrivo dell’estate.

E il resto dell’anno? Solo perché non c’è una “prova cappotto” non significa che ci possiamo strafogare o mangiare cibo spazzatura, pensando di riparare ai danni solo in primavera.

Io la penso così: vogliatevi bene, prendetevi cura di voi stessi, sempre e il più possibile, senza ossessioni e rimedi dell’ultimo minuto. Vedrete che sarà tutto più semplice ed automatico.

Buona estate😉

La differenza tra mangiare troppo e fame nervosa

Fame nervosa

Molto spesso mi è capitato di chiedermi se la mia voglia di cercare un rifugio dentro al frigo rappresentasse un modo per consolarmi o una carenza alimentare espressa dal mio corpo o semplicemente un cattiva abitudine.

Spesso di sente parlare di “fame nervosa” o “sovralimentazione”, ma ti sei mai chiesta qual è la differenza tra le due?

Ho fatto un pò di ricerche e ti riporto la risposta che io stessa mi sono data:

Che si intende per “sovralimentazione”?

Sovralimentazione è un termine usato per definire l’abitudine a mangiare in modo irrazionale o incurante. Questo tipo di comportamento è occasionale, spesso quando si è realmente molto affamate o distratte. Quante volte ti è capitato di fare il bis di un piatto particolarmente goloso, anche se ti sentivi già sazia??

Se il mangiare troppo avviene solo di tanto in tanto, non rappresenta una vera preoccupazione, se invece si eccede col cibo REGOLARMENTE, allora incorriamo nell’aumento di peso e problemi di salute. E’ facile, infatti, prendere l’abitudine di consumare porzioni più grandi di quelle di cui abbiamo realmente bisogno, proprio per questo è molto importante non saltare MAI i pasti, soprattutto perché è esattamente dopo aver saltato un pasto che si rischia di mangiare troppo, dato che ci sentiamo super affamate!

Cosa significa “fame nervosa”?

Anche se la fame nervosa a volte può essere confusa con la sovralimentazione, ci sono delle differenze sostanziali. La fame nervosa rappresenta più un’esigenza emozionale che una vera e propria fame fisiologica.

Chi soffre di fame nervosa, difficilmente riesce a controllare la qualità e la quantità di cibo che mangia e questo può condurre a farci esagerare così tanto da farci sentire piene quasi da scoppiare, fino ad avvertire un senso di disagio. Molte persone soddisfano la loro fame nervosa in privato e addirittura provano imbarazzo al riguardo, infatti spesso può scatenare sensi di colpa e sensazioni di inadeguatezza, depressione e frustrazione.

Come combattere la fame nervosa e la sovralimentazione?

Seguire una dieta sana è sicuramente uno dei migliori strumenti per combattere la fame nervosa ed evitare le abbuffate. Se ti nutri regolarmente di cibi elaborati o alimenti con un alto contenuto di grassi e zuccheri, potresti entrare in un circolo vizioso dal quale potrebbe essere difficile uscire!

Ecco alcune strategie che mi sono state personalmente molto utili:

  • Fai 2 pasti regolari e 2 spuntini durante la giornata. Se hai bisogno di qualche idea, dai uno sguardo alla mia pagina Facebook
  • Mangia consapevolmente, prenditi il tempo di cui hai bisogno per mangiare e concentrati sul serio su cosa stai mangiando
  • Controlla le dimensioni delle porzioni: magari la tua porzione è più grande di quello di cui hai realmente bisogno.
  • Evita diete drastiche, potrebbero peggiorare la situazione, lasciandoti più affamata ed incline ad abbuffarti.
  • Se senti il desiderio di un pezzetto di cioccolato, prendilo, non avere paura. Più sono le limitazioni che ti imponi e più difficile diventerà resistere. Cerca solo di non esagerare!

 

Infine ci tengo a dirti che se noti di avere degli atteggiamenti simili a quelli che ho descritto in questo articolo o se realizzi che anche tu affoghi i tuoi dispiaceri nel cibo, forse potrebbe esserti d’aiuto fare due chiacchiere con il tuo medico di fiducia, non c’è nulla di cui vergognarsi nel chiedere aiuto. Non ti devi punire se ti capita, cerca solo di prenderne coscienza e tornare in carreggiata il più presto possibile!

Dedicato alle mamme, da una mamma

Alle mamme, da una mamma

Dedico a tutte le mamme un pensiero, che proviene dal mio cuore di mamma, perché è questo il viaggio più bello della vita, il lavoro più duro, la sfida più grande e l’insegnamento più importante della mia vita.

Pensavo di non essere adatta a fare la mamma, pensavo semplicemente che questo mondo non facesse per me…fino a quando non ho visto le due lineette rosa su quel piccolo bastoncino bianco di plastica.

Pensavo che mi avrebbe preso l’ansia, la paura, il disagio, eppure no!

Solo un’immensa, indescrivibile gioia, una scarica di elettricità che ha scosso tutto il mio corpo e ha contagiato anche il mio compagno, che esplodeva di felicità ed agitazione:

non riuscivamo più a stare fermi e a trattenere le lacrime…

Allora non potevo immaginare come sarebbe stato questo viaggio, quante cose avrebbe potuto insegnarmi, quanto sarei cambiata e cresciuta proprio insieme al mio bimbo.

Già, non si nasce imparati a fare la mamma…

come in tutte le cose autentiche ed importanti, è il percorso che ha valore, è trovarsi dentro una situazione e imparare a gestirla e a dedicarcisi con amore.

E’ come leggere un libro e accorgersi che le parole piano piano ci entrano dentro e ci cambiano, ci abitano, ci arricchiscono.

Lui, il mio bimbo… con i suoi ritmi, i suoi pianti, il suo calore, la sua morbidezza, la sua dolcezza, il suo carattere deciso, le sue domande, i suoi capricci, hanno sgretolato il mio modo di essere fino a quel momento e hanno costruito un castello bellissimo, con gli stessi mattoni, ma una malta solida e flessibile.

Ora non esiste più l’orgoglio quando sono ferita o offesa, non posso “mettere il muso” o andare in un’altra stanza e togliergli la parola, gli insegnerei solo a portare rancore.

Non esiste più l’essere di fretta e non aver tempo di rispettare i suoi ritmi e ascoltare le sue storie, lo farei solo sentire poco importante.

Non esiste più pensare alle mie priorità, le cose importanti da fare per un adulto, come la lavatrice o riordinare, mentre lui vorrebbe solo giocare: i bimbi non si ricorderanno se la casa è pulita, ma se leggevi loro le fiabe.

Non esiste più la linea diretta tra un’emozione negativa e la sua manifestazione: come posso permettere a me stessa di arrabbiarmi senza un valido motivo o essere troppo nervosa dopo una giornata dura? Lui vedrebbe in me solo un adulto poco simpatico e poco piacevole e magari non vorrebbe nemmeno diventare grande come me.

Non posso più dare per scontato le mie parole e le mie azioni, lui prenderà esempio da me, è una grande responsabilità ed il mio desiderio è cercare di non fargli vedere il mondo così brutto così come tendiamo a pensarlo solitamente.

Con il mio bimbo ho imparato a contare fino a 100, a pensare ai miei stessi pensieri, a non centellinare mai un bacio, ad ascoltare a cuore aperto e a lasciarmi ferire, nel profondo, come solo lui riesce a fare quando sento di averlo deluso…

Che tutte voi mamme possiate avere la forza e la vulnerabilità che può rendere felice il suo bambino.

Il nostro essere è pura e semplice magia.

I have a dream: scegliere la felicità

Choose happiness

Sempre più persone fanno fatica a ricordare com’era la vita quando erano bambini, quando si era abituati a sognare, ad usare l’immaginazione, a desiderare qualcosa fortemente. Vi ricordate ancora l’ebbrezza della notte di Natale?

Un’unica notte nella quale saremo premiati per esserci comportati bene durante tutto l’anno, dove la nostra lista colorata e stropicciata finalmente prenderà vita e potremo ringraziare il buon Babbo Natale che sa coccolarci e renderci felici come nessuno mai.

Quando il tempo passa e la vita inizia a farci pezzi, perdiamo la connessione con il nostro bimbo interiore: vediamo che le nostre speranze vengono sistematicamente disilluse, che il nostro entusiasmo non è più una merce di valore, che il lavoro per il quale abbiamo tanto studiato non è come ce lo aspettavamo.

Ci alziamo dal letto ogni mattina maledicendo la sveglia, spinti da un instancabile senso del dovere, perchè è ciò che va fatto, è quel che ci serve per pagare le bollette, per mantenere la famiglia, per vivere.

No. Per me questo è sopravvivere.

Non posso pensare di trascorrere tutta la mia vita così, di LASCIARMI VIVERE.

Passare (proprio come ho effettivamente fatto) più tempo a lavorare su messa tessa per imparare ad accettare la realtà, piuttosto che a combattere e cercare di fare qualcosa per cambiarla.

Mi rifiuto di sprecare le mie energie ed il mio tempo a concentrarmi su cosa NON voglio, mi voglio concentrare a perseguire ciò che VOGLIO o quantomeno il minimo che possa fare per dare valore alla mia esistenza è provarci. Me lo devo.

Quando sono arrivata a questa ferma convinzione, però, non sapevo cosa fare. Fino a quando non sono del tutto casualmente incappata in un video (se credete nel caso…io credo al destino, che ogni tanto incrocia la nostra strada per darci la possibilità di fare una scelta).

Questo video parlava del valore dell’imprenditoria, soprattutto ora, che ci troviamo in tempi di grande incertezza ed instabilità economica. Io non amo i discorsi sulla società e la politica, non riescono ad avere la minima presa su di me, ma un concetto mi ha colpito profondamente:

quale migliore investimento ci può essere al mondo, se non noi stessi? Se concentrassimo tutti i nostri sforzi a formarci, crescere, imparare, fare in prima persona, sperimentare, insegnare ciò che abbiamo appreso, ecc e l’unica variante messa in campo fosse la nostra volontà e la nostra passione, non sarebbe preferibile?

Il problema però è che l’imprenditoria tradizionale comporta altissimi rischi e spesso importanti investimenti per partire, quindi ho iniziato a cercare la soluzione a questa barriera: mantenere i vantaggi, ma eliminare gli svantaggi.

Ho scoperto che questo è possibile se si sceglie di entrare nel Network Marketing, che non è altro che un grande gruppo di imprenditori (chiamati distributori indipendenti), che veicolano prodotti o servizi in maniera più efficiente rispetto ad un sistema tradizionale.

Per 3 ragioni principali:

  1. il passaparola è un metodo molto più efficace della classica pubblicità, chiunque di noi preferisce andare in un ristorante che ci è stato consigliato da un amico e molti di noi prima di scegliere un hotel si vanno a leggere le recensioni su Tripadvisor.
  2. alcuni prodotti o servizi hanno al necessità di essere spiegati o dimostrati prima dell’acquisto ed in questo dei distributori indipendenti sono molto più flessibili, quantomeno perchè ne hanno già fatto uso loro stessi.
  3. per un’azienda è molto più efficiente pagare i costi di marketing (che solitamente ammontano al 50% delle spese di attività), solo una volta che il prodotto è effettivamente venduto e le va a pagare direttamente alla persona che ha fatto il lavoro, che in questo modo è molto ben premiata.

Questo lavoro, come tutte le cose che hanno davvero un valore, non è semplice, non è un sistema di guadagno rapido ed indolore e non è per tutti, ma è la migliore opportunità che esista al momento sul mercato e qualsiasi sforzo sarà necessario, ne varrà la pena.

Il mio amico bulldog

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Io ho un profondo e viscerale attaccamento per il mio bulldog francese, Guido, arrivato nella nostra famiglia da qualche mese, dopo che la nostra prima cagnolina, Camilla, una frenchie bringé tenerissima, ci ha lasciati a soli 6 anni di vita.

Con lei abbiamo ben imparato quanto questa razza possa essere STRAORDINARIA, ma incredibilmente delicata. Certo, niente a che vedere con i parenti inglesi, ma comunque bisognosi di piccoli accorgimenti per mantenerli in perfetta salute.

Prima però vi voglio parlare di quanto sia adorabile, pupazzosa e creatrice di seria dipendenza questa razza.

Ha una straordinaria capacità di alternare momenti di pigrizia più sonnolente che abbia mai visto, alla follia più energica e salterellosa del mondo: alle volte mi chiedo cos’abbia fatto tutto il giorno per arrivare così stanco la sera: continua a dormire ovunque! E poi ti guarda con quell’aria scocciata quando ti muovi o ti sposti, perché gli tocca svegliarsi e seguirti!

Ebbene sì, il bulldog ha la sindrome del compasso: tu sei il suo punto fermo, il centro del suo mondo, sembra proprio che soffra fisicamente se sta più lontano di un paio di metri da te. Ti segue ovunque, ma letteralmente ovunque! Per lui è una pena dover restare fuori dalla doccia mentre ci laviamo…

Ha una dipendenza totale dal padrone: se sei il suo capobranco, ti darà un amore incondizionato, disarmante. Ti accoglierà felicissimo, da non stare più nella pelle e non riuscire neanche a stare fermo, se solo sei uscito di casa 10 minuti. Lo amerai alla follia anche per questo.

Io poi muoio da ridere quanto lo vedo mettersi nelle sue tipiche posizioni da bullo: parcheggiato in casa seduto come un bimbo e lo sguardo perso nel vuoto oppure sdraiato sulla pancia con le quattro zampe a rana a prendere il fresco del pavimento o ancora sul divano nella posa della “tartaruga ribaltata” ad elemosinare un po’ di grattini sulla pancia.

È un testone clamoroso: ha davvero una testardaggine spiazzante e, se non vuole fare una cosa, è impossibile convincerlo a cambiare idea con la forza. Meglio distrarlo o dissuaderlo con dolcezza e ATTENZIONE: se non avete intenzione di farlo dormire con voi, non fatelo MAI salire sul letto o altrimenti, dopo, dovrete chiamare il carro attrezzi per farlo scendere… per non contare il fatto che ti farà degli occhi dolci ed un musetto triste irresistibile che ti spezzerà il cuore.

A differenza di altri cani, il bulldog perdona sempre tutto, l’ho notato tantissimo tutte le volte che mio figlio gli nasconde il suo gioco preferito o gli fa gli agguati dietro alla porta. Con te sarà sempre affettuoso e coccolone. E se lo abitui fin da cucciolo, ti aspetterà a casa tranquillo e sonnacchioso anche per ore, sempre che nel frattempo abbia terminato la fase distruttiva di mordicchiamento compulsivo di divani, cuscini, cucce, pedanine e chi più ne ha più ne metta!

E’ un ottimo cane da appartamento, che ama tantissimo stare in casa o spaparanzato al sole in giardino. Riese a colonizzare ogni singolo centimetro di casa: dal corridoio alla cucina, sentendosi padrone assoluto e incontrastato di tappeti, piastrelle, pavimenti.

C’è di buono che quando lo porti in vacanza è veramente garbato: quando lo lasci al fresco durante il giorno (MAI portarlo in spiaggia, soffre tantissimo il caldo!) raramente lo sentirai abbaiare e disturbare i vicini e se lo farà, in casa, sarà perché avrai accesso il Folletto per pulire il pavimento o perché avrai lasciata appesa una camicia sospetta, in attesa di stirarla, e lui la scambierà per un losco fantasma!

Nonostante il suo aspetto muscoloso e robusto, però, è un cane fragilissimo: il bulldog è una razza molto delicata, che va curata tanto e accudita costantemente.

Infatti hanno di frequente problemi dermatologici o alle articolazioni, soprattutto nel bacino o le zampe posteriori. Il loro protocollo di benessere prevede una vita tranquilla, pochi sforzi e nessuna gita al caldo. Meglio cercarsi un veterinario bravo, che abbia esperienza con questi cani e se potete non esitate a curarlo con alcuni dei prodotti naturali che fanno bene anche a voi: noi abbiamo trovato grande giovamento per la dermatite con la somministrazione di prodotti a base di Aloe vera, prestando sempre grande attenzione all’alimentazione: mi raccomando, niente cibo dalla vostra tavola!!!