Il mio blog

Come combattere la paura di non farcela

blogpost cappello

Ah però, interessante, ma ne sarò capace?!

La mia risposta è sempre stata un netto e semplice “No, Manu, lascia stare…”

Ogni volta che mi si presentava un’occasione nuova, magari diversa dal solito, magari più impegnativa o ambiziosa di quanto ero abituata fino ad allora, anche se con un potenziale di carriera, stile di vita o guadagno veramente invidiabile, la risposta della mia maledettissima vocina sabotatrice in testa era sempre la stessa: “NO”.

 

Negli ultimi due anni ho visto così tante persone dubitare di riuscire fare quello che davvero vorrebbero – me compresa – da essermi fatta un’idea molto precisa di cosa ci fa davvero preoccupare e bloccare davanti ad alcune scelte importanti.

E dato che odio fare la saputella, quella con la verità in tasca, vi racconto quali sono state le scuse che io stessa mi sono raccontata ed il mio percorso mentale nel passare da “NO” a “PERCHE’ NO?!”

  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “non ho voglia di sbattermi”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “mi sembra troppo difficile”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “ma cosa direbbero gli altri?”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “non ho tempo per dedicarmici…”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “ma figurati se funziona?!”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “non sono la tipa!”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “si vabbè, uno su mille ce la fa”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un ” ma come si trasformerebbe la mia vita se…”

Manu… E SE NON???

 

Cosa mi perderei se lasciassi comandare le mie paure? Quanto mi farebbe male se vedessi tutti quanti che ce la fanno tranne me? Cosa ne sarebbe della mia vita se non fossi mai disposta a lavorare su me stessa, uscire dalla mia zona di comfort e “pagare il prezzo” necessario?

Qui le risposte sono soggettive ovviamente e nessuna è opinabile, per quanto mi riguarda. Ognuno ha il diritto di vivere come vuole, di credere in quel che vuole e condurre la propria vita a modo suo, senza che nessuno abbia il diritto di giudicare…NESSUNO!

 

Ma se ci sono altre persone come me là fuori, che si sentono qualcosa ribollire nello stomaco, un fuoco – come lo chiamo io – una voglia di rivalsa, un desiderio bruciante e sono disposte ad imparare e lavorare con costanza e modestia, allora non è giusto che si lascino frenare dalla paura ed è proprio a loro che dedico questo articolo.

 

5 piccoli consigli per superare la paura di non farcela

 

  1. Prova a fare ogni giorno qualcosa che esce dalla tua zona di comfort, qualcosa di semplice ed apparentemente insignificante, che però ti farà acquistare più fiducia in te e ti farà sembrare le novità meno spaventose
  2. Prova a pensare cosa ti perderesti se ti lasciassi vincere dalle paure, come ti sentiresti? Cosa potresti perdere? Vivi l’ipotetico dolore e frustrazione dentro di te, saranno una bella benzina per non farti prendere quella strada.
  3. Cerca di realizzare che gli errori sono una componente inevitabile in un qualsiasi processo di crescita, quindi non lasciarti fermare dai fallimenti, perché servono per migliorarsi ed imparare. Dopo tutto quando eri bambina e dovevi imparare a camminare ti sei lasciata demoralizzare dal fatto che cadessi di continuo?
  4. Inizia seriamente a fregartene del giudizio degli altri, per me non c’è stato esercizio più difficile e più importante, ovvero smettere di pensare agli altri, ma cavolo, loro non sono noi! Questa è la nostra vita non la loro! Il loro pensiero è totalmente ininfluente ed abbiamo il grande potere di allontanare da noi le persone negative, critiche e lamentose… sempre!
  5. Prova ad immaginarti come se fossi sempre un “work in progress”, una “versione beta” di te stessa, i cui ogni ostacolo serve a sviluppare le abilità necessarie e se qualcosa non funziona non significa che siamo difettosi o negati, dobbiamo solo modificare qualcosa nel processo!

 

Cambia il tuo punto di vista in un modo insolito

 

Leggendo il  libro “Ego is the Enemy” di Ryan Holiday ho imparato a far mio un concetto davvero molto interessante ed insolito, che ha cambiato drasticamente la mia concezione di autostima, ovvero:

Se ti senti già troppo speciale, troppo sicura di te, smetti automaticamente di metterti in discussione e smetti di imparare! Ristagni solo nella tua arroganza (come capita fin troppo spesso a chi pensa di essere già arrivato…)

 

Sai di cosa avresti bisogno quindi? Non di più autostima, ma di più CORAGGIO!

E sai come si acquisisce il coraggio? Mettendosi in gioco!

 

Eh sì, perché il vero coraggio è procedere a piccoli passi nonostante la paura,

è riconoscere che quello che non sappiamo è molto più grande di quello che sappiamo

che ogni persona può insegnarci qualcosa lungo il percorso

che nessuno dei nostri piani è perfetto

che se il risultato non dipende da noi, da noi dipende però la determinazione a procedere nonostante le difficoltà.

Coraggio è  rendersi conto che più ci apriamo ad apprendere qualcosa di nuovo, più ci sentiremo incompetenti, ma prima potremo scoprire la direzione che vorremo seguire nella vita.

Coraggio è riconoscere che a volte abbiamo sbagliato tutto, ma proprio per questo ora sappiamo come fare le cose diversamente e come migliorarci.

 

Ognuno di noi è semplicemente unico e possiamo usare la nostra unicità per costruire il futuro che desideriamo, perché nulla ci è dovuto, ma molto può essere conquistato se siamo pronti a rimboccarci le maniche.

 

Spero che questo Blogpost ti abbia messo una piccola pulce nell’orecchio, un semino, che se coltivato, ti porterà lontano.

Te lo auguro, anche se non ti conosco, con tutto il cuore.

 

Manu

6 Miti da sfatare sulle Diete

falsi miti

Ogni anno, con l’arrivo della bella stagione, è sempre la stessa storia: saltano fuori centinaia di consigli improbabili, segreti di pulcinella e pseudo-guru della linea che ti propongono ogni genere di prodotto miracoloso o dieta innovativa per prepararci alla prova costume.

Ma davvero?!? Non faccio in tempo a portare il piumino in lavanderia che già mi fai pensare a quando metterò il costume?!

Io sono un pò allergica a queste cose…

 

E PREMETTO:

Io AMO prendermi cura di me stessa. Amo provare e sperimentare cose nuove e stimolanti. Amo aiutarmi con integratori e creme ad hoc e soprattutto ci tengo tanto a mantenere il mio peso e migliorare la mia forma fisica, dato che so bene quanto disagio possa provocare avere un brutto rapporto con il frigo e lo specchio.

Ma proprio per questo, vedermi sbattere in faccia l’ultimo ritrovato commerciale, con la puntualità dello schioccare dell’ora legale, anche no! Preferisco una bella testimonianza sincera, un risultato migliorativo piuttosto che miracoloso e un po’ di buonsenso.

Per questo ho pensato di scrivervi questo articolo, in cui mi piacerebbe sfatare alcuni dei falsi miti più ricorrenti sul tema dell’alimentazione che ho imparato nel corso degli ultimi due anni.

Mito #1: Eliminare i carboidrati per perdere peso

Ci sono tantissimi falsi miti sui carboidrati, ma non dobbiamo mai dimenticarci che i carboidrati vengono utilizzati dal nostro corpo per produrre energia, favorire la concentrazione e il recupero muscolare. Insomma, abbiamo bisogno di carboidrati!

Eliminare i carboidrati dalla nostra alimentazione non è un trucco duraturo ed efficace per dimagrire, ma solo un piccolo “diversivo” che possiamo adottare di tanto in tanto per non dare sempre al nostro corpo gli stessi input. Ricordo sempre con piacere le parole di un famoso esperto di remise en forme: “I GRASSI BRUCIANO AL FUOCO DEI CARBOIDRATI”.

Quindi l’unica vera soluzione nei confronti dei carboidrati è quella di scegliere quelli giusti: provate a sostituire i cereali raffinati (come il pane bianco) con delle versioni meno elaborate (come il pane di segale o quello VERAMENTE integrale, almeno al 70/80%), che hanno un minor indice glicemico e insulinico, basta solo non eccedere con le porzioni.

Mito #2:  “Naturale”, “light” e “sano” fanno bene alla linea

Queste tre parole vengono usate moltissimo nell’industria alimentare, perchè hanno moltissimo appeal a livello di marketing, ma vi invito ad andare un po’ oltre il loro significato commerciale.

Leggere “naturale” nell’etichetta di un alimento non significa necessariamente che quell’alimento sia sano. Ci sono diversi tipi di cibi “naturali” che dovrebbero essere consumati con moderazione, come per esempio il sale. Addirittura potete trovare diciture come “aromi naturali”,  quando invece quei cibi, essendo confezionati, contengono conservanti e coloranti artificiali. Meglio scegliere alimenti non elaborati o cucinati direttamente da noi.

Per quanto riguarda la parola “light”, invece, beh, molto spesso credo sia davvero uno specchietto per le allodole, perché spesso i valori nutrizionali non sono poi così bassi come ci si aspetterebbe, tanto vale prendere la versione “normale” di un cibo e mangiarne meno oppure propendere per un’alternativa.

Infine uno dei cliché più diffusi è che mangiare “sano” significhi “poco calorico”, ma no! Non per forza! E’ sicuramente una scelta attenta e consapevole degli alimenti che ingeriamo, ma questo non significa che siamo a dieta.

 

Mito #3: I grassi fanno male

Mangi grassi e ingrassi, giusto? Sbagliato. Per molti anni il metodo tradizionale per perdere peso è stato sottoporsi a una dieta a basso contenuto di grassi.
Ma come ormai molti studi hanno dimostrato, questa credenza è ormai obsoleta e togliere completamente i grassi dalla dieta è una pessima cosa da fare, dato che il corpo necessita un minimo di grassi omega 3 e omega 6.

Gli unici grassi che sono davvero dannosi per la salute sono i grassi trans (salatini, patate fritte, burro formaggi stagionati eccetera), quindi vanno sicuramente limitati il più possibile, ma quelli buoni contenuti ad esempio nell’olio d’oliva, la frutta secca, il burro d’arachidi, l’avocado, il salmone e i semi oleosi sono davvero un toccasana per la nostra forma fisica!

 

Mito #4: Non mangiare prima di andare a letto

Alcuni studi dimostrano che c’è un leggero vantaggio a mangiare di più nella prima parte della giornata, questo è assolutamente vero. Ma anche se ci capita di fare un sesto pasto della giornata, ovvero quello dopo cena, non porterà a alcun problema se:

  • lo snack che fate prima di dormire non costituisce di fatto un pasto aggiuntivo ai vostri pasti normali e quindi non aumenta l’apporto calorico giornaliero.
  • scegliamo cibi giusti, a basso indice glicemico, a discapito della voglia incontrollata di salato o di dolce che ci assale quado siamo stanchi la sera e ci rilassiamo. Possiamo infatti optare per arachidi, noci, pistacchi, yogurt magro, ciliegie, cioccolato fondente, albicocche e mele.

 

Mito #5: Fare cardio a digiuno

Chiariamo una cosa: quando ci si allena intensamente è necessario mangiare prima, altrimenti la nostra prestazione sarà scarsa, ve lo assicuro.
Molte persone però decidono di fare un leggero cardio a digiuno pensando di dimagrire, ma la spesa energetica a digiuno e non è praticamente la stessa: allenandoci a digiuno consumiamo un pò più di grasso e anche un pochino più di muscolo, ma sono entrambe cose che vengono ribilanciate durante la giornata.
Il cardio a digiuno potrebbe sopprimere di più l’appetito, ma non si traduce automaticamente in un differenza di calorie che mangiamo durante il giorno!

 

Mito #6: Frutta sì, frutta no

Non ci sono dubbi rispetto alla salubrità della frutta e alle sue preziose sostanze nutritive (per assimilarle tutte si consiglia di alternare almeno cinque colori a settimana), ma è bene non esagerare con la quantità perché è un alimento ricco di fruttosio, saccarosio e calorie. La frutta dovrebbe essere mangiata con parsimonia: a colazione o per uno spuntino è perfetta, ma non ci si potrà di certo abbuffare di frutta quando abbiamo gli attacchi di fame!

Io facevo questo trucchetto con la verdura: ne mangiavo tantissima prima del pasto vero e proprio per sopprimere il senso di fame, ma per quanto nella pratica funzioni, poi mi ritrovavo sempre molto ma molto gonfia, quindi il troppo stroppia, anche con qualcosa di poco calorico e che fa bene.

 

Spero che i miei consigli vi siano stati d’aiuto e se avete dei commenti al riguardo, lasciateli pure qui sotto!

 

 

5 STRATEGIE PER AUMENTARE I FOLLOWERS SU INSTAGRAM

 

5 strategie

Questa settimana ho avuto il piacere di essere ospitata nella Facebook Live di Marion Boniforti e Marco Anelli, due professionisti che stimo moltissimo e con i quali ho il piacere di collaborare nel mio progetto di business online #35andFabulous.

Come forse già sapete, io amo follemente lavorare su Instagram , per questo ho passato gli ultimi 2 anni a studiare e mettere in partica diverse tecniche e strategie che mi hanno permesso non solo di crescere i miei followers in modo inaspettatamente esponenziale, ma soprattutto di iniziare ad essere apprezzata e considerata nel mondo del micro-influencer marketing e da coloro che mi seguono, che ringrazio sempre per l’affetto e la partecipazione costante alla mia vita ed il mio lavoro.

 

Dopo un primo periodo nel quale ho voluto conoscere il mondo degli Instagrammer, ho deciso di scremare le collaborazioni che avevo in essere, per dedicarmi anima e corpo ad un’attività che ritengo molto più redditizia e soddisfacente di un semplice scambio merce in cambio di pubblicità o codici sconto di vario tipo, ovvero l’attività da Networker.

Trovata l’azienda giusta, il team gusto ed il giusto piano marketing, ho iniziato a decollare e raccogliere i frutti di tutto il mio lavoro precedente, per questo oggi voglio condividere con voi 5 grandi-piccoli segreti che mi stanno permettendo di realizzare il sogno di avviare un’attività imprenditoriale indipendente, sviluppata interamente sui social e sul mondo del web.

 

Pronti?!? Eccoli a voi:

 

  1. Definisci la tua nicchia

Instagram è un social molto targettizzato per contenuti.

 

C’è chi parla di moda, di make up, di viaggi, di sport, di cibo e… chi di vita da mamma, magari!

Il primo passo da fare è capire cosa ci piace, in cosa siamo bravi e cosa ci appassiona condividere. Non per forza si deve parlare solo e soltanto di una categoria, infatti chi non è specializzato ed esperto in qualcosa di specifico, può scegliere anche 2 o 3 argomenti facenti parte della stessa nicchia.

Ma, vi prego, non pensate MAI che se non avete una vita patinata ed una passione struggente allora significa che non avete niente di bello da condividere…. PENSATECI  BENE!!!

Io ad esempio, sono una persona normalissima con una vita ancora più normale, però la mia passione è lavorare online e condividere ciò che mi fa star bene ed apparire più bella a 360 gradi. Ecco fatto quindi: condivido i miei migliori consigli su come sviluppare la propria attività sui social e condivido il mio stile di vita secondo la mia personalità.

Ricordatevi che se sparate nel mucchio parlando di tutto e di niente le persone non avranno alcun motivo per seguirvi oppure risulteranno confuse e poco affezionate al vostro “brand”.

 

 

  1. Migliora i tuoi contenuti

Instagram è il social fotografico per eccellenza.

 

Il primo sforzo che bisognerebbe fare è proprio quello di migliorare giorno dopo giorno la QUALITA’ DELLE FOTO. Questo non significa che dovete desistere se non siete professionisti! Io ad esempio ho iniziato 2 anni fa con foto buie e sfuocate (che non si filava nessuno perché non avevo neanche 2K followers), ma poi pian piano ho cercato di:

–          migliorare la luce (è la cosa essenziale per avere una bella foto!)

–          la qualità del telefono usato per farle (l’ideale sarebbe averne alcune fatte con una macchina fotografica)

–          cercando soggetti sempre più interessanti, riducendo al minimo i selfie e cercando di non tagliare il soggetto (un po’ per ragioni di spazio va bene, ma fare inquadrature insensate senza un vero soggetto no, meglio evitare)

Spesso noto che per il mito di avere foto dai colori omogenei vengono abusati i FILTRI, che se ci fate caso, non si adattano sempre ad ogni tipo di foto e di luce. Quindi concentratevi di più sull’utilizzo di COLORI RICORRENTI piuttosto che su filtri spinti e soprattutto postate foto della dimensione corretta: proprio non riesco a capire come mai alcuni profili continuano a postarle più piccole… Instagram dev’essere un’OVERDOSE di foto, non delle foto in pillole!

 

  1. Interagisci con gli altri

Instagram è un social media.

 

Ciò significa che è stato ideato per SOCIALIZZARE. Non si può pretendere di accrescere i propri followers senza fare nulla, solo postando, usando gli hashtags giusti ed essendo presenti. Quello è il minimo sindacale!

Dobbiamo interagire con gli altri profili, sia quelli che già ci seguono, sia profili nuovi, che ci piacciono e ci ispirano. Non abbiate il braccino corto con i LIKE ed i COMMENTI, siate curiosi ad andare a scoprire chi altro è simile a voi o ha i vostri stessi interessi.

Instagram non è come Facebook dove seguite solo le persone che conoscete, questo è il suo bello! Vi mette a disposizione migliaia di profili, che condividono contenuti interessanti e vi permettono di trarre ispirazione da foto bellissime. Andate a cercare quel che vi interessa nella search page o lasciatevi consigliare da ciò che Instagram già vi propone nella popular page.

Ovviamente do per scontato che, per lo stesso principio, anche il vostro profilo sia PUBBLICO: foto private o che non avete il piacere di condividere, lasciatele sul vostro telefono o pubblicatele su Facebook (primo fra tutti i bambini la cui faccia viene coperta da uno smiley per proteggere la privacy: fate la foto da un’altra inquadratura nella quale non si vede il viso oppure postate la foto di un soggetto neutro).

 

 

  1. Buttati su storie e video

Instagram è fatto essenzialmente di 2 cose, diverse tra loro.

 

l vostro NEWSFEED, che è un po’ la vostra carta d’identità, il vostro “curriculum social” in qualche modo, qualcosa di curato ed ufficiale e poi le STORIES, il vostro “dietro le quinte” il posto dove potete fare entrare le persone nella vostra vita in modo spontaneo e non preparato.

Raccontatevi qui, fatevi conoscere, toglietevi il gesso delle pose, dei filtri e dell’ordine e siate voi stessi. Le storie ed i video, caricabili sulla IGTV, sono potentissime! Sono il vostro personalissimo canale TV, la vostra occasione di bucare lo schermo.

 

 

  1. Trova il tuo obiettivo

Instagram, al contrario di Facebook, ha uno scopo ben preciso.

 

Se Facebook, infatti, è essenzialmente dedicato alla condivisione di momenti famigliari/privati e notizie, Instagram no.

E’ totalmente inutile condividere paro paro gli stessi contenuti tra un social e l’altro (tanto quanto è inutile postare su Facebook una foto con sotto una sfila di hastags!)

Chi si vuole mettere su Instagram SERIAMENTE, non per passatempo o mero sfoggio della propria bellezza, lo fa per condividere qualcosa di valore e trarne un guadagno, di qualunque tipo sia, Instagram è molto BUSINESS-ORIENTED, per questo vi consiglio di approdarvi e ottimizzare i vostri sforzi ed il vostro tempo solo dopo aver deciso il PERCHE’, cosa volete ricavarne.

 

Mi fa molto piacere condividervi qui sotto anche la replica del mio intervento nella Live. Portate pazienza solo i primi 5 minuti dove si sente l’eco, ma poi si sente perfettamente 😉

 

La mia storia, dalle diete al progetto ZEN

Zen Project 8Eccomi qui finalmente, con l’emozione di una scolaretta e la sicurezza di una donna che ne ha provate talmente tante ormai, da capire immediatamente se qualcosa fa al caso suo oppure no, quando si parla di diete&co.

Spesso mi chiedete come mai io sia sempre alla ricerca di nuovi stimoli per mantenermi in forma oppure di prodotti e programmi alimentari che mi diano una mano nel farlo, ma il fatto è proprio che io non sono sempre stata come mi vedete ora.

Per questo ho deciso di raccontarvi, per la prima volta, il mio rapporto conflittuale nei confronti del frigo, della bilancia e dello specchio, fino ad arrivare dove sono ora.

 

Ecco la mia storia:

Molti disordini alimentari e disagi nel rapporto con il proprio corpo nascono nel periodo dell’adolescenza ed anche per me è stato così:

ricordo come fosse ieri il giorno nel quale ho preso coscienza della mia fisicità, ho iniziato a guardare le mie amiche e sentirmi più brutta di loro. Fino ad allora non era mai stato un problema, ma un giorno ho semplicemente iniziato a sentirmi “grassa”, a voler desiderare la ricreazione solo per svaligiare le macchinette della scuola e ho cominciato a prestare un’attenzione quasi maniacale a tutto ciò che mi mettevo addosso, perchè, d’un tratto, mi sembrava che nulla mi stesse bene e mi facesse sentire sicura di me.

Per forza: io NON ERO sicura di me…

Fortunatamente non ho mai sviluppato dei veri disordini alimentari, ma il cibo è stato per anni la mia più grande consolazione ed, al tempo stesso, il mio più grande nemico. Quando si sviluppa un rapporto emozionale e conflittuale con ciò che si mangia, proprio nell’età dello sviluppo, poi credo che rimanga un segno, un tarlo, una fissazione per sempre.

Gli anni sono passati tra alti e bassi, effetti yo-yo, diete di ogni tipo, nutrizionisti, diuretici, pillole miracolose, rimedi dell’ultimo minuto, i segreti dimagranti dei VIP, palestre, saune e trucchi di ogni genere…il che ha peggiorato molto l’aspetto psicologico che stava dietro il mio comportamento incostante.

Non vi nego, poi, che alcune delle mie scelte hanno anche avuto effetti negativi sulla mia salute: alcuni prodotti mi hanno causato un’intossicazione del fegato, sfogazioni cutanee, metabolismo bloccato, gonfiori e dolori addominali ricorrenti, con cui pensavo di dover convivere per sempre!

 

Poi però ci sono dei momenti nella nostra vita dove tutto cambia, dove le persone che incontriamo nel nostro cammino danno una svolta al nostro destino:

ho conosciuto il vero amore, per mia immensa fortuna, ben 3 volte nel giro di un anno: mio marito, mio figlio, il mio cane… LA MIA FAMIGLIA!

Forse era proprio l’amore di cui avevo bisogno per smetterla di concentrarmi su cose futili, forse avevo bisogno di sentirmi amata e di dare amore per sentirmi completa, forse avevo solo bisogno di crescere e trovare il mio posto nel mondo per riacquistare sicurezza in me stessa e trovare la forza e la volontà di mettere in equilibrio la mia vita.

E così è stato.

Pian piano ho preso la situazione in mano ed ho deciso di prendere il toro per le corna ed affrontando il mio disagio in modo serio, completo e maturo, ovvero adottare uno stile di vita sano, senza per forza cercare la magrezza, ma la sicurezza in me, sentirmi bene in jeans e maglietta, avere l’energia e la serenità per svegliarmi con il sorriso e godermi le giornate con la mia famiglia.

 

Così ho iniziato a cercare, mi sono informata, ho studiato e non mi sono risparmiata a chiedere referenze e feedback a molte persone.

Con le idee ben chiare su ciò che desideravo e ciò che volevo evitare, dopo le tante esperienze negative, un giusto stato mentale e finalmente pronta a mettermi in gioco, ho iniziato ad adottare piccole buone abitudini che mi hanno portato, nel tempo, a raggiungere un equilibrio nel mio stile di vita.

Ebbene sì, non è stato solo una questione di alimentazione, una buona integrazione, più attività fisica e molto, moltissimo buonsenso ed equilibrio mentale, ma è stato il PERCORSO, l’affrontare i problemi uno step alla volta, chiedere aiuto e supporto a chi mi era vicino ed imparare ad accettare centimetro per centimetro il mio corpo e le mie debolezze a fare la differenza.

 

E questo è: la storia di una persona come tante, che non vuole parlare di MIRACOLI, ma solo condividere al sua esperienza e consigliare qualcosa che, dopo tutto questo, ho ritenuto intelligente, bilanciato e sostenibile, nulla più.

Non sono un guru, una nutrizionista e una fitness coach, vi prego di rivolgervi a professionisti del settore se il vostro problema è importante ed il vostro obiettivo ambizioso. 

Però sono una mamma appassionata di ciò che fa e ciò che scrive, appassionata nel fare il mio lavoro meglio che posso e nell’aiutare concretamente chi si sente simile a me.

Non ci sono segreti, trucchi, sotterfugi o cose strane, ma tanta positività e tanta voglia di farcela, insieme, nella nostra Community di #35&Fabulous.

 

In questo video vi spiego il nuovo progetto di remise en forme, lo ZEN Project 8 ideato da Marc MacDonald , che sto seguendo ora e che mi piace davvero tanto 🙂

 

STEP #5: Quel che nessuno ti ha mai detto

segreti del successo

Siamo arrivati allo step finale di questo piccolo viaggio attraverso i 5 step fondamentali per costruire un business online solido, duraturo e proficuo, ma soprattutto un qualcosa di cui andare fieri, che parla di noi, che ci fa crescere come persone e come professionisti. Un percorso che ti farà pensare, notte dopo notte, quando ti corichi a letto “Cavolo, ce la sto facendo! Non era una stupidaggine, non era un falso mito, non era una cosa per pochi fortunati…”

Oggi ti parlerò del cuore del corso più bello che abbia mai fatto in vita mia, insieme al gradissimo Tim Erway. Devo ammettere che non è facile condensare il succo di mesi di lezioni in inglese in un solo blogpost, ma ti dirò due piccoli segreti fondamentali in questa attività, due consigli che solitamente nessuno ti dice:

 

1. METTI IN PRATICA LA TECNICA “IMPARA – FAI – INSEGNA”

Il miglior modo per raggiungere il successo è mettere in pratica la tecnica “LEARN – DO – TEACH”, ovvero avviare un’attività che ti permetta allo stesso tempo di imparare, mettere in pratica ciò che apprendi – permettendoti quindi di guadagnare – e nel frattempo poter a tua volta “Passare il favore” ad altre persone simili a te, che stanno cercando la loro strada, per avere un effetto leva ineguagliabile dei tuoi sforzi.

Per me avere a disposizione qualcuno che mi faccia da Mentore con un coaching online personalizzato, un portale di formazione, un supporto costante, un metodo semplice e collaudato da seguire ed un sistema di apprendimento step by step è qualcosa di unico, qualcosa che nessun lavoro tradizionale mi potrebbe offrire e per il quale, in passato, ho dovuto sborsare parecchi soldi di tasca mia per poterlo imparare.

Qui ho iniziato a imparare e mettere in pratica, giorno dopo giorno, passo dopo passo, fino al momento in cui ho potuto anch’io, a mia volta, essere una guida per qualcuno ed è stato incredibilmente gratificante, un tornado che ha travolto me e chi mi sta attorno.

Sai quali sono le caratteristiche che cerco di più nelle persone che valuto da inserire nel mio team? Il livello di insegnabilità (che spesso è associato ad un atteggiamento umile ed entusiastico) e la voglia di superare i propri limiti, uscire dalla propria zona di comfort e crescere insieme a me, insieme a tutto il nostro gruppo.

DA SOLI NON SAREMMO NESSUNO.

 

2. SMETTILA DI CONCENTRARTI SU TE STESSO E CONCENTRATI SUGLI ALTRI!

Me l’avrai già sentito dire varie volte ormai, ma questo è l’unico vero grande segreto: il vero business se TU, il tuo nome, la tua faccia, la tua energia, la tua sicurezza, il tuo entusiasmo. Lo so, all’ inizio non sarai nulla di tutto questo o forse semplicemente non l’avrai ancora tirato fuori, ti sentirai insicura, non ti sentirai all’altezza e ti renderai conto che non conosci e non sai fare tante cose, ma non importa, ci siamo passati tutti!

Però se tu ti rendi unica, come già sei, e continui a crescere il tuo valore personale, aumenterai automaticamente la tua credibilità ed il modo in cui verrai percepita dagli altri, sia online che offline.

E non ti fermerai qui.

In questa attività puoi prendere ciò che impari per dare maggiore valore alle altre persone: fornirai un “servizio” agli altri, magari risolvendo alcuni dei loro problemi, costruendo relazioni e dando loro qualcosa, senza nessun’altra ragione, senza aspettarti nulla in cambio. Credimi, in questo modo attrarrai a te il successo come una calamita!

Ricordo sempre volentieri questa frase:

“La tua abilità di crearti un benessere economico reale e duraturo sarà sempre direttamente proporzionale alla quantità di valore che puoi davvero portare sul mercato”.

Ed infine ricordati:

tutti noi siamo più inclini ad essere influenzati da qualcuno che ci piace, che conosciamo e del quale ci fidiamo. Il più grande problema in qualsiasi ambito legato vendita è la mancanza di fiducia ed internet può essere il posto più freddo ed impersonale del mondo.

Sta a te portare un pò di calore umano!

LE PERSONE FANNO AFFARI CON ALTRE PERSONE

Tratta loro ESATTAMENTE come faresti di persona, cerca di conoscere le altre persone, ascoltarle, costruisci delle relazioni e porta loro qualcosa di bello ed importante.

 

Se questi consigli ti sono piaciuti e ti hanno aiutata a prendere confidenza con questo mondo, puoi lasciarmi un commento qui sotto oppure contattarmi su Facebook o Instagram o sul Modulo di contatto di questo sito per iniziare a progettare insieme il tuo viaggio verso una stile di vita più libero ed appagante 🙂

 

STEP #4: Diffida del marketing, fidati delle persone

distrust marketing trust people

Oggi vorrei fare una piccola riflessione sul nostro ruolo di consumatori: cosa ci spinge a comprare qualcosa? Cosa ci rende più disposti a spendere di più per un marchio piuttosto che un altro? Cosa ci ispira fiducia e suscita emozioni?

Una bella pubblicità? Un testimonial famoso? Un racconto accattivante? Una percezione di lusso ed esclusività?

Negli ultimi anni porzioni sempre più grandi dei budget aziendali vengono destinati al marketing e alla pubblicità, andando spesso a puntare l’accento su una buona comunicazione piuttosto che un buon prodotto.

Questo è stato il mio pane quotidiano fino a quasi un anno fa, quando lavoravo come responsabile marketing di un’importante azienda metalmeccanica piacentina e prima ancora nel settore della moda – per un brand che non trovo giusto citare – dove mi sono sempre chiesta come mai le persone fossero disposte a spendere delle discrete sommette per capi prodotti in Cina, con una qualità di tessuto e di finiture che lasciava a desiderare e per non parlare di scarpe e borse dall’odore di plastica anziché di pelle (a me non ne è mai durata una più di una stagione…)

 

Questa non vuole essere una critica…

Anch’io sono dentro questo sistema e devo dire che spesso mi fa comodo badare più al portafoglio che alla qualità, per questo sono una cliente delle catene dove tutti, almeno una volta, abbiamo acquistato qualcosa: Zara, H&M… A tutte noi piace cambiarci e prendere qualcosa di nuovo e di bello senza spendere una fortuna, no?

Ma queste domande me le sono fatte spesso e devo ammettere che sono diventate sempre più frequenti quando, dopo la nascita del mio bimbo, ho iniziato a fare molto SHOPPING ONLINE, perché il tempo e la disponibilità di quello che cercavo non era più molto, invece sul web trovavo di tutto comodamente.

Sono pochi, dopo tante fregature che ho preso, i rivenditori ed i brand di cui mi fido. Nel tempo ho visto recensioni su Amazon comprate in cambio di prodotti gratis, foto di prodotti che non corrispondevano nemmeno lontanamente alla realtà ed addirittura venditori che non mandavano la merce. Con lo sviluppo degli shopping online ho notato con piacere che le cose sono migliorate, ma vi dirò la verità, questo articolo è nato proprio dalla mia ultimissima esperienza con una collaborazione non andata a buon fine.

 

Quando mi hanno contattata ero così entusiasta! Conoscevo questo brand da tempo perché lo seguivo, mi era capitato di vedere qualche pubblicità, visitare il loro sito, davvero molto chiaro e ben fatto, ed addirittura i gruppi Facebook di recensioni e risultati dopo averlo provato. Wow! C’era da rifarsi gli occhi: packaging bellissimi, tante idee in cucina, mille gusti diversi, video di ragazze che raccontavano entusiaste la loro esperienza, colori e buonumore ad agni angolo.

Così ho accettato anch’io con la stessa energia che respiravo…ho aperto il pacco, iniziato a provare tutto e indovinate un po’? Ho avuto quella bruttissima sensazione di delusione di quando non ti riesci a giustificare come mai il sapore di quello che stai provando non corrisponde a NULLA di quello che hai sentito o letto.

 

Mi sono sentita tradita.

A quanti di voi è capitato?

 

Così, in questo momento della mia vita più che mai ho deciso che mi sarei ritagliata solo un piccolo spazio di “rischio” per provare cose nuove (questo mio istinto è davvero più forte di me!) e per il resto mi sarei affidata al PASSAPAROLA.

Avete presente quando un vostro amico vi consiglia un buon ristorante dov’è andato, un libro che gli ha lasciato il segno, una ricetta particolarmente ben riuscita o una persona da seguire su Instagram?

Noi facciamo passaparola su TUTTO e manco ce ne accorgiamo.

Io chiedo pareri di continuo a parsone che ritengo più brave di me in molte cose e addirittura chiedo al mio “pubblico” sui social dei consigli e devo ammettere che saltano fuori idee strepitose!

Ho scelto dall’asciugatrice, alla marca del caffè, alle verdure da abbinare al salmone, allo shampoo, alla finta nutella vegana, a dove farmi le unghie, ai ristoranti da provare, tramite passaparola… e ora non ricordo nemmeno tutto perché è diventata un’abitudine inconscia.

 

Beh, io credo di voler davvero sfruttare questa cosa, renderla bella e sincera, per crescere una COMMUNITY di persone che la vivono come me, che si raccontano e condividono ciò che gli piace e li ha fatti stare meglio. Perché non mi interessa fare l’influencer da strapazzo che parla tutto il giorno di quel thè o quella crema solo perché è pagato per farlo. E non mi interessa nemmeno fare quella che ha la verità in tasca e parla solo di prodotti fighissimi dai risultati strabilianti.

Voglio vivere le mie prove di prodotti per lo skincare, i miei esperimenti fai-da-te, i miei percorsi dimagranti, i progressi in palestra e i mie successi (e insuccessi) in cucina insieme a voi e parlarne liberamente. Credo che ci sia sempre qualcuno che può trovare utile la mia esperienza e la mia piccola “recensione”.

Fare networking, il mio lavoro, è prima di tutto DARE UN VALORE ALLA NOSTRA ESPERIENZA DI CONSUMATORI e io lo trovo davvero bello, utile e divertente, ma soprattutto alla portata di tutti.

E se poi questa esperienza di costruirti un business online attraverso le tue esperienze e le tue passioni ti piace, vuoi proprio non parlarne con nessuno?!?

 

STEP #3: Sviluppare l’unica capacità che fa davvero la differenza

comunicazione

Qualche tempo fa ho finalmente deciso di investire un po’ del mio tempo e del mio denaro per apprendere una cosa semplice ed spesso molto sottovalutata: imparare ad diventare un buon comunicatore.

Mi sono affidata al celebre corso “Potere alle Parole” di Lisa Nichols, una delle speaker motivazionali più richieste al mondo. Lei è davvero eccezionale e potete trovare molti dei suoi libri su Amazon.

Ma perché proprio la comunicazione?

Pensaci, ciò che ci distingue da qualsiasi atro essere vivente è la capacità di parlare. Ma attenzione, parlare non vuol necessariamente dire comunicare. Comunicare è un’arte sottile, una dote importantissima, la chiave di ogni relazione ed un lasciapassare per molte professioni.

La capacità di comunicare è l’abilità più importante per fare la differenza in ogni area della tua vita.

In molti, però, credono che questa capacità sia un talento innato, appartenente a una ristretta cerchia di fortunati. Ma è davvero così? O forse, più semplicemente, i grandi comunicatori hanno scoperto come attivare una competenza a cui tutti noi, in fin dei conti, abbiamo accesso?

Prova a vedere le cose da questo punto di vista:

anche se sei nato con spiccate doti comunicative, crescendo, potresti esserti trovata costretta a tarpare questa tua attitudine, per paura di essere giudicata, per insicurezza, per nervosismo, per la fatica ad esprimerti liberamente ed un certo senso della privacy.

La società ci ha educato fin da bambini a tenere i nostri pensieri per noi e a “non smuovere troppo le acque”

Così è facile convincersi di non essere abili comunicatori o che ciò che abbiamo da dire non faccia la differenza, ma la fa eccome!

Non solo per la tua crescita personale e professionale, ma anche per le persone che ti circondano: il tuo partner, i tuoi figli, i tuoi amici o i tuoi colleghi e clienti meritano di conoscerti a fondo, in modo autentico e magari anche essere ispirati dalle tue parole.

 

Se ti ritrovi in questo pensiero, beh, sei in buona compagnia!

Anch’io ho pensato per anni di essere una persona introversa, riservata, troppo diretta e un po’ cinica, aspetti che saltavano fuori molto spesso nel momento in cui mi imbattevo in un discorso serio, facendomi risultare sgradevole e sempre dalla parte del torto, anche quando non lo ero.

È molto frustrante sentirsi incapaci di esprimere in modo efficace il proprio pensiero ed ancor più non sentirsi mai veramente liberi di farlo. In fin dei conti noi siamo esseri sociali con un innato desiderio di comunicare e connetterci con gli altri ed è la nostra stessa anima ad avere l’esigenza di esprimere se stessa.

Insomma, in un mondo dove siamo tutti “connessi“, anche se ad una rete più che gli uni con gli altri, le persone stanno ancora cercando una VERA connessione, un’ispirazione e spesso la si può trovare nelle storie altrui.

 

Ti è mai capitato di sentire la necessità di sapere che “Tutto andrà bene“, come quando guardi un film? Sentire qualche esperienza di caduta, ripresa, lotta e difficoltà, quando tocchi il fondo e ti devi rialzare?

E’ il cosiddetto “Viaggio dell’eroe“, siamo un po’ tutti Rocky che dopo aver preso una fila di pugni impressionante sente il tifo delle persone che lo incitano ad alzarsi, pensa alla sua motivazione più grande e sgancia il colpo della vittoria!

Noi siamo lui! VOGLIAMO che lui si alzi, che ce la faccia, che vinca!!!

NOI VOGLIAMO SAPERE CHE LE NOSTRE VITE SARANNO OK, NONOSTANTE TUTTO.

 

Ora mi chiederai: “Manu, ma cosa c’entra Rocky con la comunicazione efficace?”

Beh, ti voglio spiegare quello che ormai non è proprio più un segreto per iniziare ad essere un’ottimo comunicatore, per entrare in empatia con le persone ed iniziare a farti amare e seguire:

Lascia che le persone entrino nella tua vita, racconta la tua storia in modo reale e potente, suscita emozioni, non restare nel conformismo. Non importa se non hai un passato tragico o un’esperienza memorabile, il fatto che tu la racconti e ti apri farà sì che TU sia indimenticabile.

Prenditi il rischio di condividere qualcosa che ti ha fatto soffrire, ma che ti ha insegnato qualcosa, sarà un piccolo dono per le altre persone. Può essere un semplice momento di dubbio, un periodo in cui le cose non andavano alla grande, mostra agli altri ciò che è stato il tuo problema nei dettagli e come ne sei venuto fuori.

Ma attenzione, non fermarti alla teoria ti prego…

 

Ho visto e letto molte persone (tra cui decine di mie “colleghe”) che sapevano la potenza di questa tecnica, ma non riuscivano ad essere natura

li, non riuscivano a parlare con il cuore, a risultare autentiche e convinte in modo genuino e DISINTERESSATO.

Perché ragazze, il segreto è quello e pare che nessuno riesca a rendersene conto: LA COMUNICAZIONE SERVE PER ENTRARE IN CONNESSIONE CON LE PERSONE NON PER RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO, come il convincimento, al vendita o un qualsiasi secondo fine.

Sarà quello a farti fallire: “Staccati dal risultato e concentrati sul percorso“, dicevano i miei mentori. Devi mantenere la convinzione su qualcosa, devi batterti per qualcosa, devi schierarti.

“Se non combatti per qualcosa ti ritroverai con niente” – Martin Luther King

 

 

 

La Comunicazione Stabilisce la Distanza tra Te e Tutto Ciò che Desideri”