DATI 2020 CHE FANNO RIFLETTERE

Questa mattina stavo leggendo alcuni Comunicati Stampa AVEDISCO (l’Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori) e mi sono resa conto che quello che io ho sempre creduto è supportato da dati davvero eclatanti in questo difficile 2020, che fortunatamente sta per concludersi.

Vi voglio riportare di seguito quelli che mi hanno fatto riflettere di più.

Mentre le conseguenze economiche del Lockdown hanno inciso fortemente su interi settori quest’anno, il Network Marketing ha registrato un bilancio più che positivo: il fatturato cresce del +6.7%, e il numero degli Incaricati alle Vendite del +18.2%.

Sempre più persone, infatti, hanno trovato nell’attività di Networker l’opportunità di reinventare la propria professione o avere un reddito aggiuntivo, anche grazie alla capacità di molte aziende di adattare i propri modelli di business al delicato contesto della pandemia.

Il ricorso crescente agli Strumenti Digitali e l’utilizzo di Strategie Social, hanno permesso di gestire questo lavoro in tutta sicurezza da casa, in Smart Working, usando un semplice Smartphone e senza alcun costo aggiuntivo.

Se poi pensiamo che in Italia il numero di persone in cerca di lavoro ha raggiunto il + 5,8%, con un Tasso di Disoccupazione in aumento al 9,7% e se consideriamo che il tasso di occupazione femminile è pari al 48,9% (inferiore di 18 punti percentuali rispetto a quello maschile), si capisce facilmente quanto questa attività possa costituire un bacino fertile e solido per l’occupazione nazionale, anche in situazioni di incertezza, per rimettersi in gioco nel mondo del lavoro, con etica, autorealizzazione e meritocrazia.

Questo Business Online ha offerto negli anni un contributo sostanziale a favore dell’emancipazione femminile:

in Italia, la percentuale di Donne tra gli Incaricati alla Vendita AVEDISCO è del 64,3%: donne casalinghe, neo-laureate, mamme ed ex-manager che hanno trovato nella professione di Networker, l’occasione di rendersi economicamente autonome ed indipendenti, bilanciando il tempo dedicato al lavoro e quello riservato alla sfera privata.

Questa figura professionale, oggi, è profondamente cambiata rispetto al passato, passando dall’essere un Secondo Lavoro per arrotondare, al rappresentare l’Attività Lavorativa a Tempo Pieno di molte donne, proprio in virtù della possibilità di svolgerla in autonomia, con un accesso immediato.

Secondo una recente Survey internazionale sull’Imprenditoria al Femminile condotta da One Poll su un campione di 9.000 donne in 15 Paesi, tra cui 500 in Italia, emerge che la ricerca dell’Autonomia Lavorativa è l’ambizione del 72% delle intervistate.

I fattori che motivano l’aspirazione di condurre un’Attività in Proprio sono le difficoltà evidenziate dalle intervistate nelle esperienze lavorative pregresse, come:

  • il dover rimandare la nascita di un figlio per evitare conseguenze sulla carriera (43%)
  • le minori opportunità di promozione (33%)
  • la mancanza di parità retributiva (31%)
  • oltre alle discriminazioni subite durante gravidanza (25%).

Tutti questi fattori, considerazioni e desideri sono stati alla base anche della mia personalissima scelta di Fare Carriera in modo alternativo rispetto ad un impiego tradizionale e sono molto orgogliosa di poter dimostrare, con il mio esempio in primis, che tutto questo è vero, è fattibile ed è, secondo me, il lavoro più bello del mondo!

L’apparenza inganna

Questa è la foto perfetta per parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore e vi giuro che non l’ho fatto apposta, l’ho notato solo dopo!!!

In questa foto SEMBRO la classica ragazza che si spara il classico selfie per SEMBRARE bella, truccata, ben vestita, sicura di sè e soprattutto una che sta andando in un posto favoloso al lato passeggero di un fighissimo suv.

Ma se guardate il riflesso nei miei occhiali cosa ci trovate??? Un trattore!!! 🤣🤣🤣

Questo è quello che succede spesso nel mio business sui social : molti “postano” di essere chi non sono, magari mostrando uno stile di vita che non potrebbero permettersi o scrivendo pensieri meravigliosi che non ha partorito la loro testa, ma non funziona a lungo, ve lo garantisco.

L’avevano insegnato anche a me:
“Manu, mettiti il cuore in pace… il Network è tutto Lifestyle e Mindset e se non mostri questo, significa che non hai successo”

Beh, prima di tutto conosco persone che non hanno mai speso i loro guadagni in borse-macchine-viaggi perché volevano comprarsi casa, pagare dei debiti o mandare i figli in una scuola privata.

Poi penso che mostrare risultati che non si hanno, nel nostro settore, sia molto pericoloso , perché non saremo MAI in grado di aiutare chi si unisce a noi, insegnando loro quello che abbiamo imparato lungo il percorso. Così il nostro Team si sgretolerà e probabilmente in molti ci lasceranno, sentendosi presi in giro, com’è capitato a me.

Già, mi sentivo delusa e presa in giro le volte che, all’inizio della mia carriera, vedevo le mie Upline arrivare alle riunioni di formazione (non usavano Zoom o strumenti digitali, ci vedevamo fisicamente…) vestite come Influencer, con borse firmate sempre diverse e l’auto aziendale.

Quando chiedevo loro “Ma come avete fatto ad avere tutto questo?!?”, cavolo, lo volevo anch’io!!! Loro mi rispondevano SEMPRE nello stesso modo:

– è perché io ci credo tanto

– è perché uso il prodotto ogni giorno

– è perché pubblico su Facebook regolarmente

Beh, caspita, io facevo LA STESSA COSA, per mesi, ma di quei risultati neanche l’ombra, non è che c’era sotto qualcosa???

Mi ci sono voluti alcuni anni e tanti sbagli per capire che ci sono così tante varianti che non avevo considerato e di cui non mi avevano parlato, da confondere chiunque:

– il target di persone simili a me (parlare a studentesse universitarie non è la stessa cosa che parlare a delle mamme)

– in che anno avevano iniziato (fino a qualche anno fa la concorrenza sui social era praticamente nulla)

– quanti amici e conoscenti ho di base, senza bisogno di farmene di nuovi (c’è chi ha costruito un impero con 5 amiche abbienti e intraprendenti e chi ha dovuto sponsorizzare migliaia di persone prima di trovare i suoi “cavalli forti”)

– quanto sono spigliata, sfacciata ed estroversa di mio o quanto, invece, sono timida, insicura e riservata

E potrei andare avanti per molti altri minuti…

Ormai sono assolutamente convinta che la vera DUPLICABILITÀ sia data da un metodo di lavoro chiaro, semplice e ben organizzato e da qualcosa che duplicabile non è, ovvero gli aspetti caratteriali di ognuno di noi, che possiamo decidere di migliorare ed adattare a questo mondo oppure perderci d’animo e mollare il colpo.

In ogni caso, alla fine, come in tutte le cose, vale sempre va verità, l’autenticità e i contenuti…anche qui, anche protetti da uno schermo.

Alla fine, in tutte le cose, vale sempre la #verità , anche dietro ad uno schermo.

Questa volta non me la bevo…

Tutti lo sanno, ma pochi se ne accorgono davvero: i social permettono di distorcere le cose.

Chiunque può fingere o dire di essere quello che vuole e chi non ha abbastanza esperienza o non è abbastanza “sgamato”, rischia di “bersi” tutto ciò che vede / legge / sente, per poi ritrovarsi con un bel bagaglio di rabbia e frustrazione.

In questo articolo vi voglio fare qualche esempio che mi capita all’orecchio un giorno sì e uno no, basato su fatti e persone reali, che per rispetto ed etica del lavoro non cito.

LE CIFRE💰
Occhio a chi si bulla di avere mega bonus o guadagni a 6 cifre , perché spesso sono stati confezionati ad hoc per gettare fumo negli occhi.

Infatti i guadagni veri di un Networker, per la norma dell’antitrust , NON SI POSSONO MOSTRARE! Anzi, chi lo fa andrebbe segnalato prima nella sua azienda e poi all’Antitrust stesso (basta cercare su Google le indicazioni precise).

IL MEGA TEAM👯‍♀️
Occhio anche a chi dice di avere team enormi, perché (è una cosa un po’ tecnica, ma che potete facilmente verificare su Internet) nei sistemi binari vi potreste ritrovare in squadra molte più persone di quelle che avete inserito personalmente, ma che non vi danno diritto una commissione tradizionale, quindi, di nuovo, tutta tuffa.

I FOLLOWERS📲
Occhio a chi rafforza la sua immagine con molti followers senza che siano reali, italiani o, almeno nella maggior parte, attivi (e non parlo di like e commenti perché sono nettamente diminuiti a favore dell’engagement nei recenti aggiornamenti dell’algoritmo di Instagram), ma almeno di non averli TUTTI comprati a basso prezzo, solo per gonfiare quel numero!

Parimenti, è improbabile che una professionista di successo ne abbia pochi o il suo profilo sia “fermo” a livello di crescita , perché questo non sarebbe coerente con la crescita del suo business , no? Se i tuoi clienti ed il tuo team cresce, queste persone non ti seguono!?!?

LA STRATEGIA📊
Occhio infine chi millanta di avvalersi di infallibili strategie marketing per lavorare sui social , perché se poi non ve le sanno insegnare , non riescono a spiegarle in modo convincente o non funzionano anche a voi, significa che c’è qualcosa sotto.

Dato che questo era parte del mio lavoro precedente, ovvero fare consulenze per far crescere i profili, curarne l’immagine, la visibilità e la reputazione e collaboro tutt’ora con vari professionisti con cui mi confronto regolarmente, vi posso dire con la quasi totale certezza, che:

Molto, ma molto spesso, chi prendiamo a modello, ha avuto successo in passato, quando la concorrenza era pressoché nulla sui social, così, quasi per caso, ed ora può scegliere di:

• o di spendere quotidianamente parecchi soldi in sponsorizzate (che non possono permettersi tutti, diciamolo chiaramente!)

• o di pagare un professionista che gli faccia lead generation o gli porti avanti le conversazioni fino al punto di conversione, in modo automatizzato.

Questa è la verità, che vi piaccia o no.

Non smetterò mai di dirlo: BISOGNA IMPARARE A COMUNICARE ED AVERE QUALCOSA DA DIRE CHE NON SIA ESATTAMENTE IDENTICO ALLA STESSA POSSIBILITÀ E LA STESSA OFFERTA DI TUTTO IL RESTO DELLA CONCORRENZA!

Oggi, dove i competitors sono molti, le persone sono abituate a vedere tante / troppe persone che provano a fare questo lavoro in malo modo ed i mezzi di comunicazione sono saturi di alternative simili, non si può più pensare che un bel filtro, un buon prodotto ed un’immagine patinata sia sufficiente per sfondare.

Quindi se avete intenzione di avvicinarvi al mondo nel network ed intraprendere questa splendida strada per stravolgere la vostra vita, chiedete sempre TUTTO alla persona che ve ne parla, fatele davvero “le pulci”, perché potrebbe rivelarsi una delle scelte più importanti della vostra vita♥️

E a volte succede davvero..

Oggi vi faccio un piccolo spoiler , dato che vi avevo promesso tante novità e progetti interessanti per il mese di settembre e poi, ormai, sono così emozionata che nelle ultime sere fatico persino a dormire!

Ci sono cose che non ho mai raccontato anche se sono state nella mia testa e nei miei progetti a lungo termine fin da subito, fin da quando ho smesso di mettere la mia creatività e il mio tempo al servizio di un’azienda ed ho iniziato ad usarle per me, mettendomi in proprio con questa attività online.

Erano idee talmente grandi che se le avessi raccontate allora, nessuno mi avrebbe creduto, perché con gli anni le persone perdono la capacità di sognare e quando qualcuno che “ce la fa” con le sue forze per noi è impossibile , “ci dev’essere qualcosa sotto!” pensiamo subito…

Così me ne sono stata zitta, da bravo capricorno, ho abbassato la testa e mi sono messa al lavoro , senza mai perdere quella visione più grande ed ora pian piano mi si sta aprendo la strada a qualcosa che un networker professionista non ha mai fatto, il motivo per cui esiste Girlboss&Co. e per cui non potrà mai essere copiato perché non è il nome del mio team , è molto, ma molto altro.

Ma soprattutto è uno dei motivi della mia decisione di lavorare con un’azienda italiana (che è la domanda che i miei colleghi di altre aziende mi fanno di continuo, ne sono quasi ossessionati!), cosa che ha un grande valore aggiunto per me, nonché un motivo di orgoglio “lavorare in patria”, soprattutto dopo tutto quello che è successo con il Covid-19 e il Lockdown.

Spesso proprio questi stessi colleghi si sono fermati solo lì, al collaborare con un’azienda che desse loro un’immagine blasonata, senza aver bisogno di crearsene una, ma, ormai lo sappiamo, non è quel qualcosa che gli può permettere di fare la differenza a lungo andare.

Essere la copia o lo stereotipo di qualcosa che funzionava fino a qualche tempo fa non è una strategia vincente oggi ed è per questo che scrivo con orgoglio questo articolo: perché ho scelto di essere diversa (o almeno diversa in Italia, perché all’estero i Networker di successo lavorano così già da parecchio tempo..) e a breve lascerò che siano ancora una volta i fatti a parlare.

#staytuned

Io rosico, tu rosichi, egli rosica…

Rosicare/ro·si·cà·re/transitivo

  1. Rodere a poco a poco, rosicchiare: r. una pannocchia; anche tr. pronom. : rosicarsi un torsolo di mela; prov. chi non risica non rosica, bisogna rischiare per ottenere qualcosa.

intransitivo

  1. REGIONALEe gerg. Rodersi per la rabbia, la gelosia o l’invidia.

Ecco, soffermiamoci sulla versione gergale, altrimenti detta “Lo sport che mi è sempre venuto meglio nella vita, il Rosicamento!”

E rosicavo perché da ragazzina non ero abbastanza fashion , abbastanza bella , abbastanza magra, abbastanza popolare (ammazza l’adolescenza che brutta bestia!)

E poi rosicavo perché non riuscivo a trovare un lavoro all’altezza dei miei studi universitari, perché non guadagnavo abbastanza, perché la mia collega ne sapeva la metà di me, ma aveva fatto il doppio della carriera (eddai, non ditemi che non l’avete mai pensato?!)

E via ancora: perché il Network non mi portava i risultati che vedevo spiattellati dalle altre colleghe sui social, perché non ero abbastanza attrattiva , abbastanza seguita , abbastanza creativa , abbastanza di successo…

E CHE ANSIA😖😣😩


Beh, sapete cos’ho fatto quando il mio fegato assunse le dimensioni di una nocciolina?

Sì proprio quello che state pensando, sì la prima cosa che vi è venuta in mente, sì è semplice la soluzione in fin dei conti.

Ho mandato a quel paese le presenze negative nella mia vita in tutti i modi che mi erano concessi: ho smesso di seguire molti account, scelto con maggior cura le mie amicizie, condizionato ed influenzato i miei pensieri con cose positive e motivanti, ma soprattutto, ho abbassato la testa, messo il paraocchi ed ho iniziato ad andare avanti per la mia strada, giorno dopo giorno dopo giorno.

E sapete qual è stato il RISULTATO??? Indovinate un po’…

Quando ho alzato lo sguardo ero arrivata molto più in alto delle persone che invidiavo.

E voi invece per cosa rosicate? Come fate a tenere a bada questa terribile sensazione?

IO, UN ANNO DOPO LA MIA SCELTA MIGLIORE

la mia scelta migliore

Quella notte è stato Luca a cambiare tutto, sulle mille volte dove i nostri compagni ci ostacolano e ci criticano in questa attività, ce ne sono altrettante dove davvero credono in noi, ci vedono più lungo e ci scuotono dagli strati di lavaggi mentali e frasi motivazionali che ci hanno fatto perdere la capacità di valutare le situazioni in modo oggettivo.

Questa è la storia di quando, un anno fa, ho deciso di cambiare Network, la mia scelta migliore.

 

So bene quanto sia doloroso e spaventoso per un Networker professionista, mediamente navigato com’ero io, cambiare l’azienda con la quale collabora.

Significa ricominciare da capo.

Significa dover dare delle spiegazioni a chi ti segue da tempo.

Significa dover fare i conti con una perdita di persone nel tuo team.

Significa accettare che le tue upline, se ti va bene, ti offendano o, se ti va male (come è successo a me), ti facciano cyber bullismo.

Significa dover provare prodotti nuovi, imparare un piano marketing diverso.

 

Ma al di là di questo, tutto rimane. Io sono rimasta. Girlboss è rimasto.

 

Mi sono rifiutata fin da subito di cambiare metodo di lavoro, uniformarmi al mio gruppo di appartenenza, seguire la mia sponsor, l’ho scelta per tutt’altri motivi o forse perché le persone a volte sono brave a farsi vive nella nostra vita al momento giusto.

Io non ho scelto questo.

Ho scelto i fatti, dati concreti, elementi che ormai, dopo la mia esperienza in questo settore e tanti amici in network diversi con cui ho sempre amato confrontarmi, ho imparato a valutare con precisone.

Vi invito ad informarvi sempre, con attenzione, su alcuni di questi, perché la mia storia possa essere utile anche voi nel caso vi ritrovaste nella mia vecchia situazione.

 

E’ molto semplice, basta rispondere sinceramente a 10 domande di base:

  1.  Ma io, questi prodotti, li userei davvero nella mia vita quotidiana anche se non collaborassi con questa azienda?
  2.  Sposterei le mie scelte d’acquisto qui o peserebbe sulle mie finanze? Qualcuno che non mi conosce di persona, ma mi segue sui social, li comprerebbe volentieri o ci penserebbe più e più volte? Costano troppo o sono troppo a buon mercato?
  3. I prodotti sono abbastanza variegati da potermi permettere di attrarre diversi tipi di clienti o distributori, con gusti ed abitudini diverse e poter andare incontro a diverse esigenze o stagionalità?
  4. Mi richiedono di fare magazzino o anticipare i soldi o è tutto online e posso vendere senza impegno ovunque, anche al di fuori dell’Italia?
  5. Ho la possibilità di guadagnare bene fin da subito se mi do da fare o devo aspettare tanto tempo prima di riuscire a crearmi una rete di distributori o clienti?
  6. Il piano marketing mi permette di poter monetizzare in base alle mie capacità in questo settore o devo solo essere un grande commerciale o un grande team leader?
  7. Mi chiedono di cambiare chi sono? Mentire? Svendere il mio profilo? Seguirli o restare a piedi? Dire e fare cose che non si adattano a me e di cui non andrei orgogliosa?
  8. L’azienda guadagna sui pacchetti d’entrata delle persone che si iscrivono o sul mio lavoro? Mi richiede di fare degli acquisti personali fissi o sono libera di decidere?
  9. Si tratta di una start up o di un’azienda consolidata alla quale posso affidare il mio futuro senza la preoccupazione che chiuda? E’ abbastanza giovane da permettermi di crescere insieme a lei?
  10.  E la formazione? E’ solo un parolone per accalappiarmi ma poi si rivela un fuoco di paglia, piena di tecniche obsolete e informazioni raffazzonate o posso contare su qualcuno e le migliori e più moderne strategie sul mercato, senza che io debba pagare nulla?

 

Ecco, questa per me è stata la base. Ovvio che per un professionista del settore c’è molto altro da valutare, ma la risposta a queste domande è proprio quel che basta per capire se si è nel posto giusto oppure no, se stiamo affidando i nostri sogni, il nostro tempo e il nostro denaro alle persone giuste oppure se dobbiamo aprire gli occhi, come ho fatto io in quella famosa sera.

 

Non voglio concludere questo articolo facendo l’elenco di ciò che ho creato qui insieme al mio Team, anche se alla fine sono i risultati che parlano, non le opinioni, sono le quasi 2.000 persone che lavorano insieme a me, l’essere esattamente a metà strada per la qualifica in assoluto più ambita di tutto il piano marketing, il Diamante, in 1 solo anno, l’aver raggiunto guadagni (che qui per ovvi motivi non posso quantificare) che mi sarei sognata, che sono paragonabili a professioni blasonate o imprenditoriali.

Ma è questo che mi è successo ed è stato così solo qui.

 

Ora vi chiederete:

Ma allora perché di così tante persone che lavorano per la tua stessa azienda solo poche hanno raggiuto quello che hai raggiuto tu? Perché ce ne sono ancora così tante che mandano messaggi indesiderati o lavorano in modo poco etico?
Beh, perchè i miei risultati sono personali, non sono una garanzia. Sono frutto del mio impegno, della mia energia, della mia costanza e dal tempo che ho dedicato alla mia attività.
E poi perché siamo tutte persone diverse e noi scegliamo prima di tutto le persone con cui lavoreremo, non solo l’azienda, le persone dalle quali impareremo, con cui collaboreremo.
E per scegliere le persone, purtroppo, non c’è un metodo, non ci sono 10 domande a cui rispondere, ma c’è la pancia, l’istinto e le sensazioni di pelle.. non dimentichiamole mai!