Odiavo il mio Lavoro. Amavo Te

Questa foto è di 6 anni fa, la nostra più bella perchè allora di foto ne facevo davvero poche (e soprattutto non mi truccavo mai😅).

Tu eri negli anni più teneri per una mamma, così simpatico, coccolone e paciocchino che ti avrei mangiato di baci! Ma da quando avevi 6 mesi, mi sono dovuta trovare un lavoro, perché l’ultimo che avevo come commessa in un negozio di abbigliamento, trovato davvero con fatica appena mi sono trasferita a Piacenza, l’avevo perso proprio perché ero rimasta incinta di te.

In fin dei conti è stato meglio così, perché mi sono davvero goduta ogni minuto della maternità, ma io non sono mai stata brava a stare in casa. Mi piace avere qualcosa da fare, un progetto a cui pensare, un’attività in cui sentirmi realizzata anche come donna, semplicemente come Manu, non solo come “la mamma di Brando”.

L’unica cosa che ho trovato (per un colpo di fortuna, perché ormai il numero di curriculum e colloqui fatti non li contavo nemmeno se più) è stato in una sartoria, grazie ad una conoscenza in comune.

Non era male in fin dei conti, ma la cosa assurda e anche un po’ buffa a ripensarci, è che il lavoro era come commerciale, anche estero dato che sapevo le lingue, per lo più sul loro shop online, ma di fatto ho passato la maggior parte del mio tempo ad attaccare bottoni automatici, sistemare vecchi scaffali, piegare interminabili pile di magliette e spedire scatoloni.

La cosa che mi ha fatto pensare di potermi meritare di meglio è stato durante le fiere, non le solite a cui ero abituata, ma vendita diretta a ritmi serrati dalle 9 alle 23 in alcune occasioni… l’ultima volta era talmente stravolta che facevo 2+4 con la calcolatrice che mi portavo sempre dentro al marsupio!

Sono “sbroccata” come si suol dire, non ne potevo più, anche la richiesta di un part time non ha risolto la situazione. Si era rotto qualcosa, non avevo più entusiasmo e voglia di andare al lavoro mentre mi perdevo gli anni più belli di mio figlio.

Così mi sono licenziata, ma dopo circa 1 mesetto a casa, quella benedetta occupazione che mi faceva portare a casa la pagnotta me lo sono dovuta ritrovare per forza. Di sola aria non si vive, no?!

Questa volta ho preteso di più però, non avevo voglia di buttare alle ortiche anni di studio ed esperienze importanti per una ragazza giovane. Anche questa volta la fortuna e un amico che ha passato la voce (assurdo che ancora si debba “conoscere qualcuno” per avere almeno l’occasione di fare un colloquio!!!) mi sono venuti in aiuto.

Così è iniziata la mia carriera, che mi ha portato da semplice segretaria a diventare marketing manager. Vi potete ben immaginare una donna, assunta da poco, senza chissà quale background alle spalle, nel settore metalmeccanico come fosse vista e quanta fatica abbia dovuto fare per farmi anche solo ascoltare.

Io ero la donna che di meccanica non ci capiva nulla, la ragazza carina che evidentemente ha un “trusto” con il capo (mamma mia che nervoso che mi fanno venire questi cliché maschilisti!), la giovane ed inesperta che dovrebbe stare al suo posto a sistemare archivi, spedire mail e servire caffè.

Per non parlare del fatto che ero sempre una mamma senza grandi aiuti a casa, solo mio suocero che davvero si è fatto in quattro per sopperire alle mie mancanze e quegli stramaledetti “orari flessibili” che mi facevano sapere quando entravo in ufficio, ma non quanto uscivo.

E non importa, perché se ti piace qualcosa, ci credi, ti appassiona e senti che ti sta portando da qualche parte, queste cose non contano, non ci guardi nemmeno. Ti fumi una sigaretta (a dir la verità molte sigarette allora…), ti lamenti un po’ e vai avanti.

Più crescevo e più da me si pretendeva quella precisione, quell’efficienza e quell’essere costantemente sul pezzo che è tosta da sostenere. Le fiere erano sempre più impegnative, sia a livello di organizzazione, che di tempo, che di trasferte, perché come ogni buona azienda italiana tradizionale, fare il “passaggio al digitale” era una pena infinita, una moda passeggera … ma parliamoci chiaro: al mondo d’oggi se non hai una forte presenza su Internet non sei nessuno!

Fatto sta che proprio durante una fiera, ve l’ho raccontato in passato, mio figlio cadde dallo scivolo all’asilo e si ruppe un braccio. Io non ero lì con lui, non potevo venire a casa nell’immediato (non c’erano voli) e il mio capo era incazzato a morte perché abbandonavo un evento importante di marketing proprio a metà.

Beh, scusi Mr. CEO, ma chissenefrega! Questo pensiero mi ronzava in testa in taxi, in aeroporto, durante il viaggio, quel forte e chiaro “vaffa” che rimette ogni cosa al suo posto, ristabilisce le priorità della tua vita, cosa è importante e cosa no, ti apre gli occhi su cosa stai sacrificando in nome della carriera.

Ho capito che non esiste realizzazione personale senza equilibrio. Se io mi devo sentire “qualcuno” facendo sentire mio figlio un “nessuno” perché per lui non ci sono mai, anche quando sono a casa, solo perché lo stress mi mangia, allora non va bene. Se io mi devo sentire realizzata ma mio marito ci soffre a vedermi così e sentire che non ci sono davvero lì con lui, con la testa e con il cuore, allora non va bene. Se io devo farmi strada nella vita, calpestando tutto ciò che gli da un senso, che la rende bella e meritevole di essere vissuta, allora quel senso viene a mancare.

Sono sempre stata una persona che aveva bisogno di uno strattone, un punto di rottura, un fondo toccato per avere la forza e la grinta di reagire. E così è stato, anche questa volta.

Avevo un piano B.

Era stato un gioco fino ad allora, un passatempo, un “di più”: l’attività di Networker sui social… benedetto il giorno in cui ignara di tutto, semplicemente curiosa, mi ero buttata!

Beh, era ora di farlo diventare il mio Piano A.

Il resto lo sapete…mi avete seguito sui social, avete letto il mio percorso, post dopo post, storia dopo storia, avete visto i miei tentativi ed i miei mille sbagli, avete notato i miei cambiamenti ed applaudito la mia crescita. Non c’è stato nulla di nascosto o di poco chiaro. Nessuna raccomandazione o facilitazione. Nessun compromesso e nessuna fortuna. Solo il mio impegno e le mie regole. Questo è mio: io decido, io ho successo o fallisco.

Vi ho preparato un video su questo argomento, lo pubblicherò a breve. Si intitola “Perchè non hai successo nel network” e quando lo guarderete, ricordatevi questa storia.

Avere ME significa condividere la mia VISIONE

Sento il bisogno di fare un po’ di chiarezza perché da quando vi ho parlato dell’uscita della nuova #girlbossguide , mi avete chiesto tutti dove trovarla o come acquistarla.

La Girlboss Guide (in versione Basic oppure Premium) è un manuale digitale in 5 semplici step per imparare a lavorare sui social ed iniziare a guadagnare da casa grazie all’attività di Networker, che io e il mio Team amiamo alla follia.

Questa guida è riservata esclusivamente ai membri della mia Community, #Girlboss&Co., composta da tutte le persone che, indipendentemente da sesso, età e provenienza, hanno deciso di unirsi al nostro splendido progetto imprenditoriale.

Lo chiamo così, perché non è solo un lavoro , un passatempo , un “provo e poi vedo”, un “sì ma tanto l’iscrizione è gratuita” o simili… esattamente come non si tratta di una scelta qualunque dell’azienda a cui associarsi, “tanto ce ne sono centinaia sui social, una vale l’altra”…

NO. NON È QUESTO.

Girlboss&Co. è uno stile unico con cui lavorare online ,è una filosofia di vita per di chi, all’interno del sistema di lavoro tradizionale, non ha trovato la sua realizzazione di sogni , ritmi di vita e guadagni , ma soprattutto è la condivisione dei valori che l’azienda con cui abbiamo scelto di collaborare incarna: italianità, umanità, semplicità e qualità.

Per questo non tutti possono entrare, non tutti hanno quel che cerco!

E chi ce l’ha, anche se è timido, anche se non ha mai usato i social per guadagnare online , anche se non ha esperienza, anche se non ha avuto successo in passato come networker, qui può avere DAVVERO la sua occasione di riscatto.

Lascia un commento, contattami su Instagram, Facebook oppure nel form di contatto di questo Blog, se hai voglia di conoscere tutti i dettagli per entrare a far parte della mia Squadra😉

Io rosico, tu rosichi, egli rosica…

Rosicare/ro·si·cà·re/transitivo

  1. Rodere a poco a poco, rosicchiare: r. una pannocchia; anche tr. pronom. : rosicarsi un torsolo di mela; prov. chi non risica non rosica, bisogna rischiare per ottenere qualcosa.

intransitivo

  1. REGIONALEe gerg. Rodersi per la rabbia, la gelosia o l’invidia.

Ecco, soffermiamoci sulla versione gergale, altrimenti detta “Lo sport che mi è sempre venuto meglio nella vita, il Rosicamento!”

E rosicavo perché da ragazzina non ero abbastanza fashion , abbastanza bella , abbastanza magra, abbastanza popolare (ammazza l’adolescenza che brutta bestia!)

E poi rosicavo perché non riuscivo a trovare un lavoro all’altezza dei miei studi universitari, perché non guadagnavo abbastanza, perché la mia collega ne sapeva la metà di me, ma aveva fatto il doppio della carriera (eddai, non ditemi che non l’avete mai pensato?!)

E via ancora: perché il Network non mi portava i risultati che vedevo spiattellati dalle altre colleghe sui social, perché non ero abbastanza attrattiva , abbastanza seguita , abbastanza creativa , abbastanza di successo…

E CHE ANSIA😖😣😩


Beh, sapete cos’ho fatto quando il mio fegato assunse le dimensioni di una nocciolina?

Sì proprio quello che state pensando, sì la prima cosa che vi è venuta in mente, sì è semplice la soluzione in fin dei conti.

Ho mandato a quel paese le presenze negative nella mia vita in tutti i modi che mi erano concessi: ho smesso di seguire molti account, scelto con maggior cura le mie amicizie, condizionato ed influenzato i miei pensieri con cose positive e motivanti, ma soprattutto, ho abbassato la testa, messo il paraocchi ed ho iniziato ad andare avanti per la mia strada, giorno dopo giorno dopo giorno.

E sapete qual è stato il RISULTATO??? Indovinate un po’…

Quando ho alzato lo sguardo ero arrivata molto più in alto delle persone che invidiavo.

E voi invece per cosa rosicate? Come fate a tenere a bada questa terribile sensazione?

Scaccia lo sconforto..

sconfortoAll’inizio della mia carriera online ho avuto un grande boom , di clienti e di vendite , perché era qualcosa che le persone non mi avevano mai visto fare, di cui non mi avevano mai sentito parlare e si sono incuriosite, ma poi nulla…per mesi…
Ho iniziato a pensare che fosse tutta una cavolata, che fosse stato solo un colpo di fortuna, che tanto non ero in grado di fare questo lavoro e questo mondo non faceva per me.
Più i risultati non arrivavano e più mi arrabbiavo, mi incaponivo, insistevo e spingevo…ma così facendo non facevo altro che scavarmi la fossa da sola! Era come continuare imperterrita a SBATTERE LA TESTA CONTRO IL MURO sperando che prima o poi si rompesse!
Le cose sono cambiate quando mi sono fermata , ho messo da parte l’orgoglio e tutto ciò che avevo imparato fino a quel momento e ho iniziato a ragionare con la mia testa, cercando di valorizzare me stessa , senza ricadere in stereotipi che non mi appartenevano, smettendo di paragonarmi agli altri ed immedesimandomi nelle persone che mi guardavano.
Questo significa, a grandi linee, IMPARARE A LAVORARE SUI SOCIAL, imparare a comunicare e socializzare , che è l’unica vera strategia che funziona nel lungo periodo.
Non è stato semplice , ma è stato emozionante , mi ha cambiata così tanto come persona e ha allargato il cerchio delle mie amicizie e delle mie conoscenze come mai avrei immaginato.
Sono consapevole che non posso evitarvi di vivere questo percorso , esattamente come non posso impedire a mio figlio di fare brutte esperienze nella sua vita, ma chi mi ha ascoltato e ha fatto tesoro di quello che ho vissuto io, ha letteralmente saltato le tappe ed è esploso come professionista.
Quindi quello che ti devi chiedere realmente, se sei anche tu una Networker , ma ti ritrovi nella situazione che ho descritto prima, è: voglio per sempre copiare ciò che è già stato fatto e che mi hanno insegnato senza capire chi sono io veramente o voglio fare la differenza nella mia attività e nella mia vita???
Se ti vuoi dare una Chance reale perché anche tu pensi di valere , non perdere altro tempo, scrivimi e parliamone insieme, Girlboss&Co è stato creato proprio per aiutare persone come te ❤

IO, UN ANNO DOPO LA MIA SCELTA MIGLIORE

la mia scelta migliore

Quella notte è stato Luca a cambiare tutto, sulle mille volte dove i nostri compagni ci ostacolano e ci criticano in questa attività, ce ne sono altrettante dove davvero credono in noi, ci vedono più lungo e ci scuotono dagli strati di lavaggi mentali e frasi motivazionali che ci hanno fatto perdere la capacità di valutare le situazioni in modo oggettivo.

Questa è la storia di quando, un anno fa, ho deciso di cambiare Network, la mia scelta migliore.

 

So bene quanto sia doloroso e spaventoso per un Networker professionista, mediamente navigato com’ero io, cambiare l’azienda con la quale collabora.

Significa ricominciare da capo.

Significa dover dare delle spiegazioni a chi ti segue da tempo.

Significa dover fare i conti con una perdita di persone nel tuo team.

Significa accettare che le tue upline, se ti va bene, ti offendano o, se ti va male (come è successo a me), ti facciano cyber bullismo.

Significa dover provare prodotti nuovi, imparare un piano marketing diverso.

 

Ma al di là di questo, tutto rimane. Io sono rimasta. Girlboss è rimasto.

 

Mi sono rifiutata fin da subito di cambiare metodo di lavoro, uniformarmi al mio gruppo di appartenenza, seguire la mia sponsor, l’ho scelta per tutt’altri motivi o forse perché le persone a volte sono brave a farsi vive nella nostra vita al momento giusto.

Io non ho scelto questo.

Ho scelto i fatti, dati concreti, elementi che ormai, dopo la mia esperienza in questo settore e tanti amici in network diversi con cui ho sempre amato confrontarmi, ho imparato a valutare con precisone.

Vi invito ad informarvi sempre, con attenzione, su alcuni di questi, perché la mia storia possa essere utile anche voi nel caso vi ritrovaste nella mia vecchia situazione.

 

E’ molto semplice, basta rispondere sinceramente a 10 domande di base:

  1.  Ma io, questi prodotti, li userei davvero nella mia vita quotidiana anche se non collaborassi con questa azienda?
  2.  Sposterei le mie scelte d’acquisto qui o peserebbe sulle mie finanze? Qualcuno che non mi conosce di persona, ma mi segue sui social, li comprerebbe volentieri o ci penserebbe più e più volte? Costano troppo o sono troppo a buon mercato?
  3. I prodotti sono abbastanza variegati da potermi permettere di attrarre diversi tipi di clienti o distributori, con gusti ed abitudini diverse e poter andare incontro a diverse esigenze o stagionalità?
  4. Mi richiedono di fare magazzino o anticipare i soldi o è tutto online e posso vendere senza impegno ovunque, anche al di fuori dell’Italia?
  5. Ho la possibilità di guadagnare bene fin da subito se mi do da fare o devo aspettare tanto tempo prima di riuscire a crearmi una rete di distributori o clienti?
  6. Il piano marketing mi permette di poter monetizzare in base alle mie capacità in questo settore o devo solo essere un grande commerciale o un grande team leader?
  7. Mi chiedono di cambiare chi sono? Mentire? Svendere il mio profilo? Seguirli o restare a piedi? Dire e fare cose che non si adattano a me e di cui non andrei orgogliosa?
  8. L’azienda guadagna sui pacchetti d’entrata delle persone che si iscrivono o sul mio lavoro? Mi richiede di fare degli acquisti personali fissi o sono libera di decidere?
  9. Si tratta di una start up o di un’azienda consolidata alla quale posso affidare il mio futuro senza la preoccupazione che chiuda? E’ abbastanza giovane da permettermi di crescere insieme a lei?
  10.  E la formazione? E’ solo un parolone per accalappiarmi ma poi si rivela un fuoco di paglia, piena di tecniche obsolete e informazioni raffazzonate o posso contare su qualcuno e le migliori e più moderne strategie sul mercato, senza che io debba pagare nulla?

 

Ecco, questa per me è stata la base. Ovvio che per un professionista del settore c’è molto altro da valutare, ma la risposta a queste domande è proprio quel che basta per capire se si è nel posto giusto oppure no, se stiamo affidando i nostri sogni, il nostro tempo e il nostro denaro alle persone giuste oppure se dobbiamo aprire gli occhi, come ho fatto io in quella famosa sera.

 

Non voglio concludere questo articolo facendo l’elenco di ciò che ho creato qui insieme al mio Team, anche se alla fine sono i risultati che parlano, non le opinioni, sono le quasi 2.000 persone che lavorano insieme a me, l’essere esattamente a metà strada per la qualifica in assoluto più ambita di tutto il piano marketing, il Diamante, in 1 solo anno, l’aver raggiunto guadagni (che qui per ovvi motivi non posso quantificare) che mi sarei sognata, che sono paragonabili a professioni blasonate o imprenditoriali.

Ma è questo che mi è successo ed è stato così solo qui.

 

Ora vi chiederete:

Ma allora perché di così tante persone che lavorano per la tua stessa azienda solo poche hanno raggiuto quello che hai raggiuto tu? Perché ce ne sono ancora così tante che mandano messaggi indesiderati o lavorano in modo poco etico?
Beh, perchè i miei risultati sono personali, non sono una garanzia. Sono frutto del mio impegno, della mia energia, della mia costanza e dal tempo che ho dedicato alla mia attività.
E poi perché siamo tutte persone diverse e noi scegliamo prima di tutto le persone con cui lavoreremo, non solo l’azienda, le persone dalle quali impareremo, con cui collaboreremo.
E per scegliere le persone, purtroppo, non c’è un metodo, non ci sono 10 domande a cui rispondere, ma c’è la pancia, l’istinto e le sensazioni di pelle.. non dimentichiamole mai!

Perché tu sei diversa

perchè tu sei diversa
Quando ero ragazzina odiavo sentirmi diversa: io ero quella che si vestiva al mercato, che non si poteva permettere tante belle cose e che si sedeva in fondo in classe. Ero quella che ha dovuto supplicare sua mamma per farsi la ceretta e smetterla così di essere chiamata “Baffy” e socializzavo a fatica con gli alti. Non ero solo timida, ero proprio introversa, trovavo rifugio nei libri – cavolo, quanti ne ho letti! – e ho imparato ad amare gli animali e le camminate in solitaria.
Ma ora – il destino è davvero buffo – “Perché tu sei diversa…” è la risposta che ricevo più spesso quando chiedo a qualcuno che inizia a lavorare insieme a me perché mi ha scelto tra centinaia di altre persone che fanno il mio stesso lavoro e magari li hanno pure assillati con tantissimi messaggi.
Perchè tu fai questa attività in modo diverso..” mi dicono, sei te stessa, sei vera e non ti sei relegata al solo e semplice essere una Networker , ma sei la Manu prima di tutto!

Dio, quanto ho amato queste parole…

Essere diversa è sempre stato qualcosa che mi apparteneva, ma solo crescendo e affrontando uno ad uno i miei fantasmi – e quanti ne ho ancora!!! – iniziando a coltivare quel pezzetto di me che non amava omologarsi, ho imparato a valorizzarlo anziché a respingerlo in continuazione.
La cosa più bella che mi sta succedendo ora è che pian piano tante altre ragazze – e per questo siamo #Girlboss nel vero senso del termine – mi dicono “Manu avevi ragione tu! Quando inizi ad amarti, accettarti e raccontarti, automaticamente iniziano ad amarti anche gli altri!”

Sembra incredibile, ma è la pura e semplice verità!

La comunicazione che facciamo sui social, attraverso il nostro profilo, è solo un scusa per trovarci, per capire chi siamo e cosa amiamo nella vita e condividerlo ci porta vicino alle persone.
Un Networker, per quanto bravo ed affermato possa essere, non nasce e si esaurisce nella sua figura professionale, insomma, non siamo interessanti perché facciamo questa splendida attività ed abbiamo il grande privilegio di poter offrire ad altri la stessa possibilità che è stata data a noi, ma siamo interessati perché siamo NOI!
Per questo anche i miei modelli sono molti cambiati negli ultimi anni: non mi interessa minimamente prendere ispirazione da persone che fanno il mio stesso lavoro per capire come farlo, mi interessa seguire altre persone che stimo in quanto tali, per quello che dicono e quello che trasmettono con le loro foto, questa è davvero la parte bella e stimolante dei social media.
Molto probabilmente, se ci pensate, vale lo stesso anche per voi… quindi non buttate via questa occasione, non svendete il vostro profilo, smettetela di non sentirvi in grado o all’altezza, dovete solo fare una parte di percorso in più o magari avete ancora qualche muro da abbattere, ma non rinunciate mai, MAI, a valorizzare la vostra diversità.

L’omologazione ha valore solo per gli oggetti, non per le persone.

Perchè non conviene fissarsi sui followers per fare il Networker

oggi do i numeri
Mi accorgo che spesso faticate a capire il mio mondo, quando dico di avere sempre un sacco di lavoro e per questo rifiuto spesso progetti , collaborazioni ed iniziative varie.
Mi capita anche che siano le “colleghe” a tentare di mettermi in cattiva luce, dicendo che “Tanto io sono molto occupata…” o “Tanto non sono duplicabile…” . Ma vi rendete conto che è una contraddizione con la realtà, vero? Se le persone mi cercano è perché si fidano di me e credono in me e se il mio Team conta 1300 persone in soli 10 mesi, evidentemente il mio metodo funziona, no?
Quindi, bando alle malelingue.

Ora, avere un profilo Instagram molto avviato e seguito è come guidare una macchina sportiva: è bellissima e va molto veloce , ma è anche pericolosa…

Oggi ho fatto due conti per darvi un’idea di cosa intendo, ma non di ciò che riguarda le mie attività quotidiane, ma della mole di contatti che gestisco DA SOLA OGNI GIORNO:
  • dalle 40 alle 60 #girlboss che mi chiedono consulenza su Whatsapp
  • un centinaio di Direct dalle persone che mi seguono su Instagram
  • in media un altro centinaio di richieste di Direct da persone “nuove”
  • circa 50 repost di storie dalla nostra pagina Instagram ufficiale @girlbossandcoofficial ed una 30ina di nuovi contatti
  • Facebook ho dovuto ridurlo, per forza di cose, al minimo indispensabile, ma non si può fermare una ruota che gira in discesa, quindi ricevo anche vari messaggi sul mio Messenger personale o su quello della mia pagina, che però non ho contato
Tutto ciò si sta rivelando un enorme vantaggio per tutte le ragazze che lavorano con me ed , andando avanti, lo sarà ancora di più perché, ormai lo dico sempre, ho grandi progetti in mente per il breve futuro, di cui sto mettendo le basi da tempo, fin da quando lavoravo come Social Media Manager e sognavo, un giorno, di poter applicare tutte le mie conoscenze professionali a qualcosa di mio. Ma so che ogni passo va fatto con calma, quando è il momento giusto e si è pronti. Ho imparato ad avere pazienza e godermi il percorso 😉
Tuttavia vi rendete conto da soli che è davvero molto impegnativo portare avanti tutto questo e, dato che lo amo follemente perché mi ha totalmente ribaltato la vita, gli sono grata e mi ci dedico con passione. Non mi sono mai negata, nemmeno una volta, di rispondere alla richiesta di aiuto di qualcuno, ma ho imparato a dare delle priorità nel mio lavoro e dare un valore al mio tempo.
Spazio per perditempo, hobbisti, sbruffoni e doppiogiochisti non ne ho.

Ma torniamo a noi: perchè questa storia vi può essere utile?

Perché vi voglio dimostrare che nel lavoro di Networker non serve a niente fissarvi sui numeri che AVETE, ma sui numeri che FATE, non serve a nulla spaventarvi per il posto da cui partite, perché si può crescere e anche tanto, non importa concentrarsi sull’avere un seguito ed aspettare, perché aspettare non fa crescere il vostro business ed è molto meglio crescere gradualmente e rendere la vostra attività online sostenibile per la vostra vita, piuttosto che soccombere sotto. Ogni peso che si sostiene dev’essere correlato a quante sono robuste le vostre gambe!
Non abbiate paura.
Con il Metodo #Girlboss , un pò di passione e tanta costanza potrete anche voi mettere in moto tutto questo meccanismo, un passo alla volta, in modo meritocratico e graduale, tutto sta se arriverete in fondo alla maratona o vi fermerete prima… ma vedrete, al traguardo, #loadorerete ♥️

Decidi il tuo valore

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Che valore ha il tuo tempo? Che valore ha l’unica cosa che non tornerà mai più indietro, che ha davvero valore, ma non si può comprare. Che valore ha il tempo passato con i tuoi figli, la tua giovinezza, i momenti che ti hanno permesso di sentirti felice, libero, orgoglioso, realizzato, vivo.
Che valore ha la tua fatica, il tuo impegno? Che valore hanno le lacrime amare e le notti insonni, le volte dove avresti voluto mollare tutto, essere ingoiato dalla terra, nasconderti da tutti. Che valore hanno le tue sconfitte, i tuoi fallimenti, le tue delusioni?
Te lo sei mai chiesta?
E che valore ha il tuo corpo, l’unica casa dove dovrai abitare per tutta la tua vita, quel qualcosa che condiziona irrimediabilmente il tuo umore se sta bene o se sta male, che può compromettere tutti i tuoi piani, a volte anche per sempre.
Che valore ha il tuo lavoro, la tua esperienza, tutto quello che hai imparato lungo il cammino, il denaro speso per averlo, il tempo che hai usato per impararlo? Che valore ha il tuo aiuto, il tuo supporto, la tua formazione.
Che valore ha tutto questo? Prima o poi te lo dovrai chiedere…
Non parlo di sogni, non parlo di obiettivi, non parlo di mindset, quelli vengono dopo, quelli li stabilisci con la testa, DOPO che hai deciso il tuo valore, dopo che te lo sei sentito nel petto. E molto probabilmente pensi di valere poco o nulla. Perché la vita ti ha restituito poco o nulla, perché le tue relazioni ti hanno dato poco o nulla, perché i tuoi genitori o le persone che ti circondano ti hanno fatto sentire così.
E allora devi andare più in fondo, oltre la nebbia delle parole, delle sensazioni vissute, delle credenze, delle esperienze, devi andare oltre e vedere cos’hai davvero nel cuore perché è quella emozione che ti comanderà e ti riporterà a galla e ti farà da motore per risalire fin dove pensi di meritarti di arrivare.
E te lo dico… la percentuale di chi ci riesce è bassissima, lo puoi vedere con i tuoi stessi occhi. Ma non vuol dire che tu non ci possa rientrare. Però per farlo devi FARE. Devi dimostrate a te stesso con le tue azioni che ce la puoi fare, che puoi andare oltre i tuoi limiti, che puoi lavorare sulla tua costanza, che puoi esercitare la tua autodisciplina, che puoi non mollare, che sai aspettare, che riesci a migliorare.
E solo tu lo puoi fare. Smettila di cercarlo negli altri, smettila di cercare la motivazione al di fuori di te stesso, se non ce l’hai non ce l’hai e basta, fattene una ragione! Smettila di cercare il santo graal del successo, l’affare del secolo, l’opportunità della tua vita… molte cose lo possono essere, ma dipenderà comunque da te, da come le affronterai e le gestirai e per quanto tempo. E smettila di incolpare qualcun altro se non ci riesci. SMETTILA. Ti stai raccontando un sacco di balle che non fanno altro che portarti sempre più lontano da dove vuoi andare.
Ma soprattutto, smettila di buttar via le tue energie con chi un valore non te lo da, con chi ti da per scontato, non ha tempo di ascoltarti, non ha tempo per TE. Non buttar via il tuo tempo con chi non ha voglia di prendere i tuoi consigli, la tua esperienza ed il tuo insegnamento per costruire qualcosa di suo, qualcosa di bello, qualcosa di grande. E in questo parlo a me.
Che per il desiderio di “salvarli tutti” non ho guardato che c’era chi saliva i gradini e si lanciava dal trampolino e chi si tuffava dal bordo o non si buttava nemmeno.
Per paura di sembrare una stronza, di essere giudicata cinica… ma si chiama legge di sopravvivenza e io questo valore me lo sono dato.
E sai qual è il problema forse? È dare qualcosa GRATUITAMENTE, il fatto che le persone non paghino un prezzo per avere il tuo aiuto, usufruire della tua esperienza e ottenere la tua consulenza gli fa automaticamente pensare che non valga poi tanto.
Sbagliato.
E allora dattelo tu il tuo valore, altrimenti nessuno lo farà.

Se vuoi fare un passo avanti devi perdere l’equilibrio per un attimo

equilibrio

Lo so, vi parlo spesso di questo argomento, perché è una delle grandi sfide personali su cui lavoro da tanto tempo: imparare a lasciarsi scivolare le cose di dosso.

So anche che la maggior parte di voi leggendo questa frase avrà fatto una piccola smorfia con la bocca, annuendo con la testa, come a dire “Eh, magari…”, vero?

So di non essere l’unica, ma so che è fattibile…

 

Se penso solo a qualche tempo fa, di passi avanti su questo aspetto ne ho fatti tantissimi e mi rendono davvero orgogliosa. Infatti, fino a 4/5 anni fa, il parere negativo o il giudizio cattivo di qualcuno (anche se non apparteneva al cerchio delle persone la cui opinione mi importa DAVVERO) mi avrebbe bloccato, paralizzato letteralmente e, cosa ancor peggiore, mi avrebbe portato a riconsiderare seriamente le mie scelte.

Ecco, cavolo, questo no, questo non dovete permetterlo MAI!!!

Anche perché un conto è essere una persona modesta, aperta mentalmente, che non si chiude nelle sue posizioni e nelle sue idee ritenendo che solo le sue siano quelle giuste e il parere degli altri è totalmente inutile, un conto è lasciarsi sempre condizionare dagli altri anche se siamo convinti del nostro pensiero, se è qualcosa di buono, di giusto per noi e soprattutto ci rende FELICI.

Non faccio altro che vedere questi due opposti, soprattutto nelle donne: la “sborona”, saccente, egocentrica e menefreghista e l’insicura, timida e titubante. Beh, pensate un po’? In mezzo ci sono proprio le persone con cui amo avere a che fare, con cui adoro lavorare, con cui mi piace avere degli scambi di opinioni, perché so che sono nella mia stessa barca e le loro difficoltà sono anche le mie e magari il modo in cui hanno risolto certi aspetti può essere d’aiuto anche a me (che in fin dei conti è il senso per cui scrivo…)

 

Ora non mi capita più di voler cambiare strada perché mi hanno detto che quel marciapiede è brutto o pericoloso, ma lo stesso avverto, di tanto in tanto, quel fastidioso prurito alla gola che mi farebbe venir voglia di guardare negli occhi la persona che mi ha ferito e sbrigarmela “alla vecchia maniera”, non con stupidi post/storie sui social o frecciatine inutili ad amici e conoscenti nella speranza che arrivino al tuo orecchio.

Ma purtroppo non è possibile, perché se quelle persone avessero davvero le p***e e meritassero davvero la mia attenzione, il problema non si porrebbe, quindi posso solo fare 2 cose:

  1. Non guardarle più, non seguirle più, non parlarci più, non frequentarle più… non mi interessa minimamente di “controllarle” e sapere se lo fanno di nuovo (lo so che non bloccate molti dei vostri “nemici” proprio per quello…) ma è del vostro umore e della “salute mentale” che si parla, mica bazzeccole…
  2. Sviluppare la mia autostima

 

E’ un argomento spinoso e delicato, che non voglio affrontare in questo momento, ma vi vorrei dire solo una cosa:

sappi che avere autostima significa semplicemente volersi bene, mettersi un pochino alla prova tutti i giorni per dimostrare a te stessa che ce la puoi fare, che puoi superare i tuoi limiti mentali. Significa avere il cuore pulito e la mente serena e tentare giorno dopo giorno di non farti fermare dalle tue paure. Significa guardare indietro nella tua vita e riconoscere che non sei rimasta al punto di partenza, che anche se non sei arrivata dove vorresti, in ogni caso non sei nemmeno rimasta dove sei partita. Significa accettare la donna che sei e volerle bene, prendersene cura. Significa che sei completa e perfetta così come sei, senza bisogno di appellativi, senza essere una moglie, una mamma, una manager, una donna di successo, una persona ricca… sei tu e basta e volente o nolente con te stessa ci devi “coabitare” tutta la vita, non puoi farti la guerra, non puoi trovare scuse, non puoi trovare continuamente degli appoggi, ci sei tu e prima di tutto tu. E un’ultima cosa, che mi avrai già sentito dire, ma lo ripeto: tu non sei un’albero, ok? Se non ti piace dove sei ti puoi spostare, se non ti piace come sei, puoi provare a cambiare e non confrontarti continuamente con gli altri, gli altri non sono dentro di te, gli altri non sono TE.

 

Ma ti prego, non chiuderti, non galleggiare 3 metri sopra il cielo dentro alla bolla tossica del tuo ego, non pensare di aver ragione solo tu, di essere capace solo tu, di essere meritevole solo tu, perché starai nella tua bolla da sola. E ti garantisco che come un bambino sa giocare da solo e anche bene, se può, sceglie comunque di giocare con i suoi amici, solo perché è più divertente.

 

Provaci…non ci sono limiti di tempo per questa prova 😉