STEP #1: Sogna in grande

 

when I grow up

Stavo ancora sistemando i cartoni del trasloco (che ormai risale a due anni fa…) quando ho ritrovato tutte le mie cose di danza. Aprendo la scatola mi ha colpito subito l’odore famigliare e pungente di pece, misto a quello della lana e della lycra. I miei body, gli scaldamuscoli rosa, quelle scarpette con le punte che per anni mi hanno distrutto i piedi e la sacca cilindrica che mio padre mi aveva comprato a 12 anni in un viaggio a Parigi, quando sono andata a visitare l’Opera. Come ho sognato guardando le ballerine così disciplinate e leggiadre allo stesso tempo allenarsi alla sbarra!

Poi la vita ti passa in mezzo e ti rendi conto che perché ogni passione diventi una professione devi fare delle scelte, sacrificare molto del tuo tempo e dei tuoi sforzi, quindi se avessi voluto continuare anche all’università, non so se sarei davvero riuscita a fare tutto… così mi dedicai ad altro.

 

Ma questa non è la storia di come NON diventai una ballerina, ma di come lo strumento per esercitare la mia passione non fossero più le scarpette da ballo, ma quello che gli sta sotto, nella foto che ho dedicato a questo post.

 

Ho atteso davvero molto tempo prima di riprovare di nuovo la stessa sensazione che mi dava la danza nel fare qualcosa, quella sensazione di rapimento, con il cuore che batte e l’anima piena. Dopo un po’ che ne stai senza, ti abitui a vivere alla giornata, accettare quel che viene, portare a termine le settimane facendo il tuo dovere, ma senza nessun fuoco dentro. Il tempo e la routine sanno spegnerti con una forza ed una persistenza incredibile.

 

Per me è stato un vero e proprio esercizio di volontà ricominciare a guardarmi dentro, trovare da zero quali fossero i miei sogni, i miei obiettivi, i miei perché. Dopo aver iniziato a lavorare, aver costruito una famiglia ed aver cambiato casa, infatti, i miei sogni non erano più quelli di una ragazzina, ma ho scoperto di averne ancora e tanti.

Li ho tirati fuori quasi per gioco, una domenica pomeriggio in cui stavo finendo di leggere libro che ha fatto una grande differenza nella mia vita: Goal Mapping di Brian Mayne. Ricordo di averlo letto giusto un anno fa, consigliatomi da non-mi-ricordo-chi all’inizio della mia carriera da networker e credo che fosse stato il consiglio migliore che avessi ricevuto.

 

Per persone come me, che dovevano ricominciare a credere in se stesse, prima ancora di imparare le tecniche del network marketing, è il primo indispensabile viaggio di crescita personale che gli spiana la strada verso tutto quello che seguirà.

La cosa bella è che con l’esercizio di visualizzazione creativa (vi dedicherò un articolo ed un video specifico più avanti) e poi la messa per iscritto (sia come immagini che come parole, per comunicare ad entrambe le nostre parti del cervello), riusciamo davvero a definire il motivo preciso per cui vogliamo cambiare vita e per il quale ci impegneremo con tutte le nostre forze ed il nostro tempo a disposizione. Immaginare il nostro sogno nel dettagli lo renderà reale al nostro cervello e lo trasformerà in un obiettivo: se la mente lo vede, grazie all’immaginazione, non saprà distinguere la finzione dalla realtà e l’emozione che proveremo nell’immaginarci nei minimi dettagli come vorremmo vivere, farà sì che questa visione ci si attacchi alla pelle, aumentando l’impatto sul nostro subconscio.

 

Io consiglio sempre di provare a vedere il nostro noi di domani nella nostra mente… sentiremo i brividi sulla pelle e ci metterà l’energia giusta per iniziare a seguire quel percorso che ci poterà dove vogliamo, che ci farà trovare il come e che definirà anche il quando.

Pare sia questa visione, questa emozione, la forza del perché che porti alcune persone a “farcela”. Il successo non avviene mai per caso, ma di proposito. E’ il risultato naturale che deriva dall’intraprendere azioni efficaci e dal formulare pensieri efficaci.

 

Quindi immaginate il vostro sogno reale, immaginatelo fattibile, immaginatelo realizzabile e stampatevelo bene in testa. Poi mi direte se vi è servito!

 

Il mio era diviso in breve, medio e lungo termine. Non ci crederete, ma dopo un anno mi ritrovo esattamente dove avevo immaginato di essere nel medio termine, ora il mio cammino prosegue per raggiungere quello stile di vita che tanto desidero.

Compromettetevi, prendete un impegno con voi stessi e concedetevi il lusso di sognare in grande. QUESTO E’ IL PRIMO PASSO.

 

Finchè non si è preso un impegno, c’è sempre esitazione. Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala.

L’audacia ha in sé genio, potere e magia. Comincia e la mente si scalderà. Continua e il compito sarà portato a termine.

FAUST

 

Il lavoro ideale per una donna

Il miglior lavoro per una donna

Tempo fa mi è capitato di chiedermi quali sono le caratteristiche che avrei voluto trovare nel mio lavoro ideale, come donna e soprattutto come mamma.

Ne ho trovate 6 che per me farebbero davvero al differenza nello stile di vita che vorrei adottare all’interno delle mie giornate, del mio modo di pensare e del risvolto psicologico positivo che inevitabilmente avrebbe su di me.

Ve le racconto:

  1. Non dover rinunciare alla vita personale e famigliare per avere l’opportunità di fare carriera

Per me la realizzazione in campo lavorativo è una parte davvero significativa nel sentirmi appagata e soddisfatta di me stessa, ma purtroppo in molti lavori se vuoi fare carriera ed evolvere professionalmente, sai per certo che dovrai mettere da parte la tua famiglia ed il tuo essere prima di tutto una mamma.

Sai che dovrai rinunciare a seguire i progressi a scuola del tuo bimbo e la possibilità di aiutarlo con i compiti e con la sua crescita personale, sai che probabilmente sarai spesso via o tornerai tardi e ti perderai le sue partite, le sue gite, i pomeriggi con gli amichetti e i gelati al parco.

Sai che dovrai scegliere e probabilmente non avrai il supporto del tuo compagno, perché magari anche lui sarà impegnato a “portare a casa la pagnotta” oppure semplicemente non desidera avere accanto un donna manager tutta tailleur e ventiquattrore, ma gli basterebbero jeans, scarpe da ginnastica ed un bel sorriso.

 

  1. Non dover sottostare ad ordini e direttive insensate o frenetiche di qualcun altro

Spesso mi capita di pensare che i ritmi ed il metodo di lavoro che mi è stato imposto non fanno per me. Spesso non viene nemmeno considerato da parte dei nostri superiori qual è il nostro stile, il nostro tipo di persona: c’è che è motivato da obiettivi, che è spinto ad agire solo sotto minaccia e chi è spinto dalla costruttività.

Io sono una di quelle persone, sono motivata dal ciò che è positivo e risolutivo, non di certo da continue critiche e pressioni a velocizzare ed essere solo e sempre performante.

Mi  è capitato di pensare che se dipendesse da me prenderei decisioni diverse, gestirei le persone in modo diverso e sceglierei un mondo differente per me stessa e per gli altri.

 

  1. Non essere trattata in modo insolito perché sono una donna

Quando si lavora a lungo in un ambiente maschile, si ci rende conto di quanto siano ancora molto consueti alcuni tipi di discriminazioni. Non parlo solo dal punto di vista dello stipendio, dove comunque, è un dato di fatto che le donne vengano pagate meno dei loro colleghi uomini, ma parlo proprio a livello di atteggiamento degli uomini nei confronti di una collega donna.

Mi sono resa conto che o non si viene mai veramente prese in considerazione, perché siamo sensibili, emotive e lunatiche o, se vuoi giocare al loro stesso tavolo, devi snaturarti, diventare più dura e più cinica del più tosto dei manager, devi conquistarti i tuoi consensi con le unghie e con i denti, mentre basterebbe semplicemente sfruttare o, meglio, far fruttare quelle caratteristiche che ci rendono speciali:

la capacità di essere flessibili, di gestire i problemi sul momento, di entrare in empatia con gli altri…

 

Già per riuscire a trovare un lavoro che soddisfi i primi 3 requisiti risulta chiaro che dovrei mettermi in proprio, ma questo è proprio ciò che porta al prossimo punto:

 

  1. Non avere dei costi di avviamento che mettono in pericolo la mia stabilità finanziaria

Pochissime attività permettono di avere delle basse barriere d’entrata  e costi di gestione modici. Ne so qualcosa grazie alla recente esperienza del mio compagno che aveva un’attività in proprio bellissima, ma che comportava un sacco uscite:

le tasse, l’affitto, il costo dei dipendenti, i prodotti, il commercialista, la pubblicità…

Devo dire che poi con la corrente legislazione viene davvero voglia di lasciar perdere.

 

  1. Aver la possibilità di viaggiare e lavorare ovunque mi trovi

Questo per me è una delle caratteristiche più importanti del mio lavoro ideale. Odio il pensiero di poter lavorare e quindi guadagnare, solo se sono circondata da un determinato tipo di pareti, servizi e luoghi.

Trovo assurdo che nell’era dominata da internet ci si debba ancora limitare a luoghi fisici per esercitare la propria attività o quanto meno la considero decisamente un’opportunità sprecata.

 

  1. Divertirmi, appassionarmi e crescere personalmente grazie al mio lavoro

E questo è il mio desiderio finale, il sogno di tutti: vivere di ciò che amiamo e che ci appassiona.

Ci aggiungo anche la crescita personale perché sono una donna che ama le novità, ama sfidarsi e migliorarsi continuamente, sono molto curiosa di conoscere e sapere qualcosa che può arricchire e migliorare la mia vita, non voglio solo rimanere seduta alla scrivania a fare le sempre le stesse operazioni ripetute nel tempo,

penso che mi si atrofizzerebbe il cervello!

 

Dopo aver fatto questo elenco, il sapore dolce che sentivo sotto la lingua per aver permesso a me stessa di sognare così liberamente era forte e mi faceva venire l’acquolina in bocca, così ho cercato, studiato, mi sono informata e ho domandato…

e ho trovato ESATTAMENTE ciò che fa per me, ciò che mi sento cucita addosso come un abito sartoriale e, potete starne certi, combatterò per realizzare tutto questo.

I have a dream: scegliere la felicità

Choose happiness

Sempre più persone fanno fatica a ricordare com’era la vita quando erano bambini, quando si era abituati a sognare, ad usare l’immaginazione, a desiderare qualcosa fortemente. Vi ricordate ancora l’ebbrezza della notte di Natale?

Un’unica notte nella quale saremo premiati per esserci comportati bene durante tutto l’anno, dove la nostra lista colorata e stropicciata finalmente prenderà vita e potremo ringraziare il buon Babbo Natale che sa coccolarci e renderci felici come nessuno mai.

Quando il tempo passa e la vita inizia a farci pezzi, perdiamo la connessione con il nostro bimbo interiore: vediamo che le nostre speranze vengono sistematicamente disilluse, che il nostro entusiasmo non è più una merce di valore, che il lavoro per il quale abbiamo tanto studiato non è come ce lo aspettavamo.

Ci alziamo dal letto ogni mattina maledicendo la sveglia, spinti da un instancabile senso del dovere, perchè è ciò che va fatto, è quel che ci serve per pagare le bollette, per mantenere la famiglia, per vivere.

No. Per me questo è sopravvivere.

Non posso pensare di trascorrere tutta la mia vita così, di LASCIARMI VIVERE.

Passare (proprio come ho effettivamente fatto) più tempo a lavorare su messa tessa per imparare ad accettare la realtà, piuttosto che a combattere e cercare di fare qualcosa per cambiarla.

Mi rifiuto di sprecare le mie energie ed il mio tempo a concentrarmi su cosa NON voglio, mi voglio concentrare a perseguire ciò che VOGLIO o quantomeno il minimo che possa fare per dare valore alla mia esistenza è provarci. Me lo devo.

Quando sono arrivata a questa ferma convinzione, però, non sapevo cosa fare. Fino a quando non sono del tutto casualmente incappata in un video (se credete nel caso…io credo al destino, che ogni tanto incrocia la nostra strada per darci la possibilità di fare una scelta).

Questo video parlava del valore dell’imprenditoria, soprattutto ora, che ci troviamo in tempi di grande incertezza ed instabilità economica. Io non amo i discorsi sulla società e la politica, non riescono ad avere la minima presa su di me, ma un concetto mi ha colpito profondamente:

quale migliore investimento ci può essere al mondo, se non noi stessi? Se concentrassimo tutti i nostri sforzi a formarci, crescere, imparare, fare in prima persona, sperimentare, insegnare ciò che abbiamo appreso, ecc e l’unica variante messa in campo fosse la nostra volontà e la nostra passione, non sarebbe preferibile?

Il problema però è che l’imprenditoria tradizionale comporta altissimi rischi e spesso importanti investimenti per partire, quindi ho iniziato a cercare la soluzione a questa barriera: mantenere i vantaggi, ma eliminare gli svantaggi.

Ho scoperto che questo è possibile se si sceglie di entrare nel Network Marketing, che non è altro che un grande gruppo di imprenditori (chiamati distributori indipendenti), che veicolano prodotti o servizi in maniera più efficiente rispetto ad un sistema tradizionale.

Per 3 ragioni principali:

  1. il passaparola è un metodo molto più efficace della classica pubblicità, chiunque di noi preferisce andare in un ristorante che ci è stato consigliato da un amico e molti di noi prima di scegliere un hotel si vanno a leggere le recensioni su Tripadvisor.
  2. alcuni prodotti o servizi hanno al necessità di essere spiegati o dimostrati prima dell’acquisto ed in questo dei distributori indipendenti sono molto più flessibili, quantomeno perchè ne hanno già fatto uso loro stessi.
  3. per un’azienda è molto più efficiente pagare i costi di marketing (che solitamente ammontano al 50% delle spese di attività), solo una volta che il prodotto è effettivamente venduto e le va a pagare direttamente alla persona che ha fatto il lavoro, che in questo modo è molto ben premiata.

Questo lavoro, come tutte le cose che hanno davvero un valore, non è semplice, non è un sistema di guadagno rapido ed indolore e non è per tutti, ma è la migliore opportunità che esista al momento sul mercato e qualsiasi sforzo sarà necessario, ne varrà la pena.