Se la vita sceglie la musica, tu scegli come ballarla

Manu Fantini, 20Mag'19-109

Cos’è essere mamma, com’è? Com’è essere donna? E una ragazza? Cosa si prova a far finta che vada tutto bene, che tanto il mondo va così, che tanto questo è quello che si deve fare, che tanto il nostro destino è scritto, che siamo stati sfortunati nella nostra vita e che non dipende da noi?

Com’è farci vivere dalla vita?

Com’è pensare che la felicità sia solo una parola usata nelle pubblicità, com’è pensare che l’ambizione sia solo qualcosa di negativo ed associato all’arroganza, com’è passare le ore ad invidiare gli altri, rosicare, tirare fuori il paggio di noi?

Com’è accettare il corso degli eventi, non fare nulla per cambiarli, alzarsi alla mattina senza slancio, senza uno scopo, com’è parlare con le persone solo perché si deve ma manco ascoltiamo la risposta alla domanda “Ciao, come va?”

Com’è farsi andar bene una relazione perché tanto gli uomini sono tutti uguali, perché tanto la perfezione non esiste, com’è dover sempre costantemente ed incessantemente dover decidere se fare la mamma o avere una carriera, com’è rinunciare ad avere tempo libero, tempo per noi stessi, tempo anche solo per ascoltare i nostri pensieri ed inostri desideri?

Com’è?

 

Non c’è bisogno che io risponda, ma lo scrivo perché lo so bene come ci si sente eppure facciamo finta di niente, teniamo duro, teniamo i denti stretti e le chiappe ancora più strette per resistere ed andare avanti, per non crollare troppo perché non sapppiamo se riusciremmo a rimetterci in piedi, come succede a molti.

Digrigniamo i denti nella notte, facciamo incubi, abbiamo reazioni inaspettate e forse decisamente troppo aggressive alle cose che ci succedono, ma decidiamo di non vedere, di considerarlo normale, ci capiamo e ci giustifichiamo per questo, per non avere vergogna.

 

Sono sincera, non riuscirei ad indicarvi ESATTAMENTE  il momento in cui ho spezzato questo circolo vizioso, forse sono stati una serie di micro eventi che mi hanno portato qui:

da quel giorno in cui alle medie mi sono alzata in piedi in classe e ho finalmente detto ad alta voce come la pensavo, dal giorno in cui ho deciso che essere sola non mi avrebbe spaventato ed è così che volevo conoscere un pezzo di mondo, dal giorno in cui ho portato a casa per la prima volta il mio bimbo dall’ospedale dopo aver partorito e ho capito che dovevo cambiare ed essere la miglior versione di me stessa per tutti e due, anzi, tutti e 3, dagli anni in cui ho combattuto per portare avanti la mia relazione, perché no, non è facile vivere con qualcuno, amare davvero qualcuno, ma vale la pena combattere per rimanere insieme.

Forse è stato il giorno in cui ho smesso di essere solo un figlia e ho deciso che me la sarei cavata da sola, sempre e comunque, fino all’ultimo giorno, l’ultimo giorno che ricordo della mia “vecchia vita”, in cui ero già avanti in questo percorso e mi sono sentita pronta, altrimenti non sarei mai stata in grado di farlo:

ho lasciato un lavoro che amavo, ma che non mi rendeva felice, per vivere a modo mio.

 

Non ho scelto l’anarchia, non ho scelto di non fare più nulla, non ho scelto di uscire da questo mondo, ma almeno di poterlo controllare un po’, di affidarmi a me stessa, a tutto quello che avevo imparato, sapendo di poter imparare tanto in ogni momento, ovunque fossi, quello che volessi, senza sosta, senza paura, perché la formazione personale è un bagaglio che portiamo con noi tutta la vita, non si ferma con le superiori o l’università.

Ho scelto di decidere il mio ritmo, la ma marcia, la gestione del mio tempo e soprattutto di affidarmi solo alla mia costanza, determinazione e competenza per arrivare, la fortuna la lascio a chi non ha le forze di credere davvero in se stesso.

Ho scelto di smetterla di chiudermi nel mio guscio, iniziare a parlare e conoscere le persone, smettere di invidiare ma chiedere, lasciarmi ispirare da loro e soprattutto passare agli altri quello che di bello avevo dentro di me. Troppo tempo sono stata in compagnia di me stessa, con la paura di essere giudicata, di sentirmi “nuda”, di confrontarmi… diamo sempre il nome sbagliato alle cose: non è menefreghismo, è autostima, non è gelosia è insicurezza, non è rabbia è un dolore irrisolto.

 

Sono tornata da poco dall’evento “La tua mente può tutto” di Italo Pentimalli

ci sono persone a cui ha cambiato qualcosa dentro e persone che continueranno per la propria strada ed è giusto cosi. Ma a me ha proprio ROTTO qualcosa dentro, quell’ultimo pezzetto che mi mancava e vi scrivo solo una frase che mi è entrata nelle vene come un virus e ha tinto di nuovi colori la mia visione delle cose:

FUORI DA NOI NON C’E’ NIENTE. Tutto quello che viviamo, pensiamo e sentiamo è frutto dell’elaborazione della nostra mente. La felicità non segue il successo, è l’esatto opposto!

 

Non ho deciso io cosa mi è capitato nella vita, ma ho potuto decidere come reagire e non tutto ciò che ho visto è successo davvero IN QUEL MODO, a volte l’ho semplicemente interpretato secondo come sono io.

E allora diamoci una chance…

E non mi chiedete se sarà facile, chiedetemi solo se è possibile: SI’, LO E’.

Cambiare vita lavorando sui social

Healthy Lifestyle AmbassadorOrmai parlo con tantissime persone online ogni giorno, amo connettermi con voi, sapere della vostra vita, dei vostri sogni, scambiarci idee e pareri. E direi che dopo 6 mesi di chiacchiere quotidiane mi sono fatta un’idea piuttosto precisa di ciò che le persone, in media, si aspettano di ottenere in particolar modo dal loro profilo Instagram.

Io lavoro soprattutto lì e lo amo follemente, non l’ho mai nascosto, per l’incredibile overdose di belle foto, le tante opportunità di lavoro, l’atteggiamento diverso della gente rispetto a Facebook, l’avete mai notato? Più aperto, più partecipativo, più curioso, più entusiastico.

Certo, lavorare su Instagram non è semplice, crescere il proprio seguito e parlare di qualcosa di interessante in modo unico non è scontato e nemmeno immediato, ci vuole tantissima passione e dedizione, ma è tranquillamente fattibile e molto molto gratificante.

Io mi sono ritrovata in una situazione curiosa, quella che racconto sempre quando mi chiedono “Ma come hai fatto?” (premettendo che per me la strada è ancora lunghissima e sono solo all’inizio…).

Io ho iniziato a lavorare seriamente sui social quando ho deciso di diventare una networker professionista, costi quel che costi, soprattutto in termini di tempo e fatica (e vi assicuro, è necessario fare una bella scorta di pazienza!).

Nel tempo ho iniziato a studiare, provare, informarmi, fare training, sperimentare, guardarmi intorno e mi sono fatta un’idea molto chiara di ciò che funziona online e ciò che non funziona più.

Il venditore tradizionale, ad esempio, quello che ti presenta il suo prodotto e le sue mirabolanti proprietà, non interessa più molto (a me per prima). Di certo si hanno buone possibilità di raccogliere qualche ordine da parte di chi già stava cercando qualcosa che facesse al caso suo, ma rimane un “one shot”, una pesca grossa senza continuità nel tempo, senza una fidelizzazione delle persone a te ed al tuo brand.

Parlo di brand, ma non mi riferisco al prodotto, IL TUO BRAND SEI TU, tu con la tua vita, il tuo modo di parlare, le tue abitudini, ciò che ti piace e ti fa star bene. Questo è il Personal Branding, la strategia ad oggi più valida per crearsi un futuro online solido e duraturo.

In fin dei conti, non differisce molto dal fare il Brand Ambassador o l’Influencer, proprio per questo io mi definisco una “Healthy Lifestyle Ambassador”. Se io, prima di tutto come persona, sono riuscita a conquistare altre persone, allora queste persone saranno anche ben disposte ad ascoltare ciò che ho da dire e quel che ho da offrire, no?

Ricordatevi che LE PERSONE COMPRANO ALTRE PERSONE nella stragrande maggioranza dei casi e, a mio parere, è il modo che amo di più per acquistare qualcosa.

Vi è mai capitato, ad esempio, di seguire qualcuno online e con il passare dei mesi cominciate sempre più a voler sapere della sua vita, di che marca sono i suoi vestiti per poterli mettere anche voi, che trucchi usa, che libri legge, dove ha arredato casa sua, cosa mangia, cosa fa per tenersi così in forma, ecc…?

A me è successo proprio così, per questo mi sono approcciata a questo mondo: sono rimasta affascinata, ipnotizzata da qualcuno e dal suo stile di vita, esattamente lo stile di vita che volevo avere io.

Non posso fingere di non essere chi sono realmente, sono una ragazza di 34 anni con i cassetti del comodino stracolmi di sogni, sono una mamma che vuole godersi il suo pupo perchè questi 6 anni sono volati troppo velocemente e mi piange il cuore a pensarci, sono una moglie che vuole accogliere il suo uomo alla sera serena e orgogliosa, non come prima, dove portavo in casa tutto lo stress e la frustrazione di una giornata di lavoro.

Per fare questo, lavoro sodo, tengo duro ad ogni giornata no, pensiero negativo e aspettative insoddisfatte, sono disposta a sacrifici e rinunce, non importa, secondo me NULLA CHE VALGA DAVVERO LA PENA E’ RAGGIUNGIBILE FACILMENTE, perchè io guardo là, guardo più avanti, guardo al mio obiettivo.

Questa è una delle ragioni principali per le quali dico spesso che il lavoro da networker non è per tutti, questo genere di approccio è più che necessario, è VITALE, soprattutto all’inizio, quando sarai solo tu a doverti motivare, quando capisci che come ogni altro lavoro, ti devi dare il tempo necessario per migliorare ed imparare e non ce n’è uno standard.

Ma quando si fa un bilancio del tempo che molti di noi già spendono sui social, non posso fare a meno di dirmi “Ma perchè no?”, perchè non devo avere la possibilità di monetizzare il tempo che già uso per fare delle foto, curare il mio profilo, trovare delle caption accattivanti, scorrere il mio newsfeed, contattare altre ragazze… ma perchè no?

Se mi dà la possibilità di restare me stessa, di non stravolgere la mia vita ed il mio profilo (secondo la filosofia che ho descritto prima), ma di avere uno scopo in tutto ciò che faccio, non solo, ad esempio, per mostrarmi bella, intelligente o sensuale come spesso capita per molti profili, ma per qualcosa di più, qualcosa di meglio: ISPIRARE ED AIUTARE LE ALTRE PERSONE.

Sembra una stupidata altruistica, ragazzi, ma è la verità: se ci pensiamo, molte delle cose che facciamo, che sappiamo o che impariamo possono essere d’aiuto o d’ispirazione per gli altri e allora perchè non condividerle?

Io, ad esempio, dopo anni di patimenti nel confronti del mio rapporto col cibo, ho finalmente imparato ad alimentarmi ed ho fatto pace con la bilancia e col frigo, perchè non ne dovrei parlare? Son una persona molto curiosa e mi informo tantissimo, amo fare corsi e leggere, da lì ho iniziato a condividere ciò che apprendo e che ricerco sul mio blog, perchè non lo dovrei condividere? Ho imparato come lavorare sui social per crearmi una seconda entrata, perchè non dovrei spiegarlo agli altri?

Ed è proprio così, è così che è nato il mio TEAM, un gruppo di persone che hanno deciso di fare la differenza nella propria vita ed in quella degli altri e se anche a te si è accesa una lampadina leggendo questo articolo, se anche tu hai pensato “Come mi piacerebbe”, sappi che ogni mese ci sono posti liberi per diventare anche tu una Healthy Lifestyle Ambassador e costruire la tua attività sui social 😉