DIMMI DOVE DEVO FIRMARE CHE RIFIRMO

Negli ultimi mesi difficili ho acquisito una consapevolezza enorme di cos’ho per le mani.

Sarà stato il momento di incertezza a causa del covid19.
Sarà stato parlare ogni giorno con persone impossibilitate a lavorare, in cassa integrazione, in quarantena forzata senza poter fare nulla.
Sarà stato (e lo dico con la massima modestia possibile, senza voler mancare di rispetto a chi è preoccupato per il suo futuro) che ho potuto sviluppare un’attività pazzesca proprio in questo periodo di merda e mi sembra quasi assurdo…

Poi ci ho pensato, ho messo da parte quella specie di senso di colpa nel sentirmi così felice e sollevata mentre la maggior parte della gente non lo è ed ho guardato la situazione per quella che è:

IO MI SONO ADATTATA.


Mi sono adattata al mondo che cambia , che viaggia sempre di più online, che lavora in smart working, che segue logiche di business differenti.

NON HO FATTO ALTRO.
Anzi. Ci ho lavorato su. Tanto. E ci ho messo del mio. Sempre.

Ed è per questo sono qui a parlarne ogni santo giorno sui social: PERCHÈ LA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE NON LO SA!

E la parte rimanente o non si fida o non ci crede o non si sente in grado. E allora ha già perso, perché ha scelto di restare nel “comodo”, nel “conosciuto” e nello “zero sbattimento” e mi spiace, ma non possiamo consumarci il fegato aspettando che l’aiuto arrivi dallo stato: QUELL’AIUTO CE LO DOBBIAMO DARE NOI!

Potete condividere o meno le mie parole, il mio obiettivo non è quello di piacervi o di farvi credere che quello che pensate o come vi sentite è lecito e condivisibile in questo momento, anzi, è proprio il contrario.

Il mio obiettivo è quello di fornirvi un punto di vista differente sulle cose, farvi vedere che ci sono anche altre strade e dimostrarvi con il mio di esempio, con la mia di vita, con i FATTI, non con le parole, che crearsi un secondo lavoro online:

• senza essere NESSUNO sui social

• senza avere CONOSCENZE PARTICOLARI

• senza SVENDERE SE STESSI ed il proprio profilo

• senza DISTURBARE le altre persone

• senza dover INVESTIRE DENARO

È possibile, è reale, è remunerante, è scalabile, è duplicabile, è entuasiamente, è sconvolgente.

Non pensare che sia facile però.

Chi non mette in conto che dovrà imparare a farlo, dovrà metterci tempo ed impegno (per poco che sia rispetto a qualunque altro tipo di lavoro), chi pensa di poter evitare di raccontarsi e di metterci la faccia non ha capito, come l’ho capito io, che cos’ha per le mani e sta buttando via LA SUA OPPORTUNITÀ NELLA VITA E NEL MONDO DI OGGI, che non resta a guardare il Covid, ma va avanti e fa selezione naturale, come sempre è stato.

Ora lo sapete… a voi la scelta.

Odiavo il mio Lavoro. Amavo Te

Questa foto è di 6 anni fa, la nostra più bella perchè allora di foto ne facevo davvero poche (e soprattutto non mi truccavo mai😅).

Tu eri negli anni più teneri per una mamma, così simpatico, coccolone e paciocchino che ti avrei mangiato di baci! Ma da quando avevi 6 mesi, mi sono dovuta trovare un lavoro, perché l’ultimo che avevo come commessa in un negozio di abbigliamento, trovato davvero con fatica appena mi sono trasferita a Piacenza, l’avevo perso proprio perché ero rimasta incinta di te.

In fin dei conti è stato meglio così, perché mi sono davvero goduta ogni minuto della maternità, ma io non sono mai stata brava a stare in casa. Mi piace avere qualcosa da fare, un progetto a cui pensare, un’attività in cui sentirmi realizzata anche come donna, semplicemente come Manu, non solo come “la mamma di Brando”.

L’unica cosa che ho trovato (per un colpo di fortuna, perché ormai il numero di curriculum e colloqui fatti non li contavo nemmeno se più) è stato in una sartoria, grazie ad una conoscenza in comune.

Non era male in fin dei conti, ma la cosa assurda e anche un po’ buffa a ripensarci, è che il lavoro era come commerciale, anche estero dato che sapevo le lingue, per lo più sul loro shop online, ma di fatto ho passato la maggior parte del mio tempo ad attaccare bottoni automatici, sistemare vecchi scaffali, piegare interminabili pile di magliette e spedire scatoloni.

La cosa che mi ha fatto pensare di potermi meritare di meglio è stato durante le fiere, non le solite a cui ero abituata, ma vendita diretta a ritmi serrati dalle 9 alle 23 in alcune occasioni… l’ultima volta era talmente stravolta che facevo 2+4 con la calcolatrice che mi portavo sempre dentro al marsupio!

Sono “sbroccata” come si suol dire, non ne potevo più, anche la richiesta di un part time non ha risolto la situazione. Si era rotto qualcosa, non avevo più entusiasmo e voglia di andare al lavoro mentre mi perdevo gli anni più belli di mio figlio.

Così mi sono licenziata, ma dopo circa 1 mesetto a casa, quella benedetta occupazione che mi faceva portare a casa la pagnotta me lo sono dovuta ritrovare per forza. Di sola aria non si vive, no?!

Questa volta ho preteso di più però, non avevo voglia di buttare alle ortiche anni di studio ed esperienze importanti per una ragazza giovane. Anche questa volta la fortuna e un amico che ha passato la voce (assurdo che ancora si debba “conoscere qualcuno” per avere almeno l’occasione di fare un colloquio!!!) mi sono venuti in aiuto.

Così è iniziata la mia carriera, che mi ha portato da semplice segretaria a diventare marketing manager. Vi potete ben immaginare una donna, assunta da poco, senza chissà quale background alle spalle, nel settore metalmeccanico come fosse vista e quanta fatica abbia dovuto fare per farmi anche solo ascoltare.

Io ero la donna che di meccanica non ci capiva nulla, la ragazza carina che evidentemente ha un “trusto” con il capo (mamma mia che nervoso che mi fanno venire questi cliché maschilisti!), la giovane ed inesperta che dovrebbe stare al suo posto a sistemare archivi, spedire mail e servire caffè.

Per non parlare del fatto che ero sempre una mamma senza grandi aiuti a casa, solo mio suocero che davvero si è fatto in quattro per sopperire alle mie mancanze e quegli stramaledetti “orari flessibili” che mi facevano sapere quando entravo in ufficio, ma non quanto uscivo.

E non importa, perché se ti piace qualcosa, ci credi, ti appassiona e senti che ti sta portando da qualche parte, queste cose non contano, non ci guardi nemmeno. Ti fumi una sigaretta (a dir la verità molte sigarette allora…), ti lamenti un po’ e vai avanti.

Più crescevo e più da me si pretendeva quella precisione, quell’efficienza e quell’essere costantemente sul pezzo che è tosta da sostenere. Le fiere erano sempre più impegnative, sia a livello di organizzazione, che di tempo, che di trasferte, perché come ogni buona azienda italiana tradizionale, fare il “passaggio al digitale” era una pena infinita, una moda passeggera … ma parliamoci chiaro: al mondo d’oggi se non hai una forte presenza su Internet non sei nessuno!

Fatto sta che proprio durante una fiera, ve l’ho raccontato in passato, mio figlio cadde dallo scivolo all’asilo e si ruppe un braccio. Io non ero lì con lui, non potevo venire a casa nell’immediato (non c’erano voli) e il mio capo era incazzato a morte perché abbandonavo un evento importante di marketing proprio a metà.

Beh, scusi Mr. CEO, ma chissenefrega! Questo pensiero mi ronzava in testa in taxi, in aeroporto, durante il viaggio, quel forte e chiaro “vaffa” che rimette ogni cosa al suo posto, ristabilisce le priorità della tua vita, cosa è importante e cosa no, ti apre gli occhi su cosa stai sacrificando in nome della carriera.

Ho capito che non esiste realizzazione personale senza equilibrio. Se io mi devo sentire “qualcuno” facendo sentire mio figlio un “nessuno” perché per lui non ci sono mai, anche quando sono a casa, solo perché lo stress mi mangia, allora non va bene. Se io mi devo sentire realizzata ma mio marito ci soffre a vedermi così e sentire che non ci sono davvero lì con lui, con la testa e con il cuore, allora non va bene. Se io devo farmi strada nella vita, calpestando tutto ciò che gli da un senso, che la rende bella e meritevole di essere vissuta, allora quel senso viene a mancare.

Sono sempre stata una persona che aveva bisogno di uno strattone, un punto di rottura, un fondo toccato per avere la forza e la grinta di reagire. E così è stato, anche questa volta.

Avevo un piano B.

Era stato un gioco fino ad allora, un passatempo, un “di più”: l’attività di Networker sui social… benedetto il giorno in cui ignara di tutto, semplicemente curiosa, mi ero buttata!

Beh, era ora di farlo diventare il mio Piano A.

Il resto lo sapete…mi avete seguito sui social, avete letto il mio percorso, post dopo post, storia dopo storia, avete visto i miei tentativi ed i miei mille sbagli, avete notato i miei cambiamenti ed applaudito la mia crescita. Non c’è stato nulla di nascosto o di poco chiaro. Nessuna raccomandazione o facilitazione. Nessun compromesso e nessuna fortuna. Solo il mio impegno e le mie regole. Questo è mio: io decido, io ho successo o fallisco.

Vi ho preparato un video su questo argomento, lo pubblicherò a breve. Si intitola “Perchè non hai successo nel network” e quando lo guarderete, ricordatevi questa storia.

Perché mamma deve lavorare…

Manu Fantini, 20Mag'19-120Mi sento di iniziare questo articolo dicendovi che è forte e prende posizione in merito al mondo lavorativo femminile, perchè vorrei darvi uno spunto di riflessione, aperto e libero da pregiudizi, sul nostro ruolo ed i nostri diritti di donne e di mamme.

Mi piacerebbe moltissimo sapere come la pensate, quindi sentitevi libere di commentare questo articolo qui sotto.

 

Tutto è nato dopo aver ascoltato una bellissima diretta Facebook con il mio Team, in cui era ospite Stefania Lo Gatto, una donna, una mamma ed un’imprenditrice che stimo moltissimo e che non ha paura di dire ciò che molte di noi tendono a non dire o addirittura a non pensare, perché i sensi di colpa ci seppellirebbero.

Probabilmente non tutti conoscete Stefania, ma è la donna Networker più influente al mondo e nonostante la posizione a cui è arrivata ha saputo mantenere una caratteristica rarissima da trovare, soprattutto in questo settore: è rimasta molto terra terra, sorprendentemente disponibile e davvero legata alla donna che era all’inizio, quando non era nessuno, quando, come molte di noi, faticava per arrivare a fine mese e doveva lavorare sodo per mantenere i suoi 3 figli dopo un brutto divorzio.

 

Io tendo a non idolatrare mai le persone, ma è la seconda volta che ascoltare le sue parole mi ha dato una forza incredibile ed una visione molto più ampia ed insolita della mia vita da mamma.

Vorrei riportarvi le sue parole di seguito:

 

“Non abbiate sensi di colpa.

Anche a me all’inizio è capitato di essere al telefono mentre il mio bimbo mi chiamava, ma in quel momento non avevo tempo di ascoltarlo oppure, per riuscire a portare a casa quei 200$ in più che mi servivano a fine mese, mi chiudevo un attimo in bagno per concentrarmi e portare a termine il lavoro.

Ogni volta mi veniva un senso di colpa pazzesco e non mi sentivo una brava mamma, come tutte le volte che alla sera davo i corn flakes o pane e nutella ai miei figli al posto della cena oppure li portavo con me alle riunioni o magari li lasciavo troppo tempo con l’ipad in mano.

Io all’inizio ero da sola e dovevo fare tutto io, mentre ora le mamme che iniziano hanno a disposizione meeting dappertutto e tantissimo materiale online!

Però non lasciate che i vostri figli diventino le vostre scuse, ma rendeteli il vostro perché, la vostra forza.

Io magari non ho visto tante partite dei miei figli, ma li ho aiutati a mostrar loro cosa si può conquistare nella vita con l’impegno ed il duro lavoro.

Io, che ora viaggio molto, spesso non li vedo e la cosa ovviamente non mi piace, ma il bello di questo lavoro è che poi quando ci sono posso fare tutto con molta più libertà e godermi davvero il tempo che passo con loro. Se è vero che il denaro non fa la felicità, di certo aiuta, come ad esempio per fare dei viaggi, delle nuove esperienze di vita e crearsi dei bei ricordi.

Sì, c’è una fase di sacrificio iniziale, ma per la quale verrete ripagate, soprattutto se lo fate proprio per i vostri figli e se iniziate ad approcciare questa attività con più qualità: la qualità sopperisce alla mancanza di tempo. Se iniziate a migliorare le vostre competenze, imparate ad ascoltare le persone che avete davanti ed imparate a gestire in modo ottimale il vostro tempo, avrete già fatto il 90%”.

 

Devo ammettere che questa visione a lungo termine dell’educazione dei figli mi appassiona, non fermandosi a pesare solo il tempo che passiamo con loro ora, ma anche quello che potremo passare in futuro, il tipo di insegnamento che potremmo dare loro con il nostro esempio, dell’inseguire i propri sogni ed essere disposti a pagare il prezzo necessario per raggiungerli.

Probabilmente questa è una mentalità particolarmente esterofila che fa parte di me, ma che non trova molto riscontro qui nella mia terra, ma il mondo sta cambiando tanto velocemente che non so più se continuare a credere ai vecchi cliché o imparare a costruirmene dei nuovi.

 

 

 

 

La mia storia

Logo YouTubeQuesto è il primo articolo del mio blog, con il quale vorrei presentarmi a tutti coloro che non mi conoscono già grazie ai social o YouTube.

Sono una giovane mamma di Piacenza che lavorava come responsabile marketing in una ditta metalmeccanica di provincia. Il mio lavoro mi appassionava molto e gli sono grata perchè mi ha permesso di accedere ad una delle migliori formazioni in questo campo, grazie all’affiancamento ad un’importante società di consulenza nel digital marketing.

Questa è stata la mia occasione per aprire gli occhi e capire che il nostro mondo è cambiato: il potere del web, della tecnologia che ci circonda e che utilizziamo tutti i giorni (forse anche un pò inconsciamente) è grandissimo ed è entusiasmante conoscere i metodi e le strategie per sfruttarli per noi stessi, per fare qualcosa di valore.

E’ stata questa idea che ha continuato a ronzarmi in testa per circa un paio d’anni: trovare il modo per usare ciò che avevo avuto il privilegio di imparare per creare qualcosa di mio, che potesse cambiare la mia vita e farmi sentire davvero appagata, come un lavoro tradizionale è difficile che possa fare.

Girovagando sui social ho visto che questo tipo di opportunità era già stata colta da moltissime persone, soprattutto ragazze, che però non riuscivano a convincermi del tutto: non volevo mettere la mia faccia in qualcosa che mi avrebbe inevitabilmente bollato come una spammatrice  seriale o una fissata con le diete o una che si era montata la testa.

Circa un anno fa, infatti, avevo provato ad intraprendere questa strada, senza però sapere quali fossero i requisiti fondamentali da osservare: la solidità e la serietà dell’Azienda, il programma di formazione che metteva a disposizione ed il team che mi avrebbe accompagnato in questo percorso. Ho pagato la mia ignoranza a caro prezzo, facendo un mucchio di errori e buttandomi in un business senza le basi necessarie per farlo crescere, così mi sono demoralizzata ed ho abbandonato.

Nel corso del tempo, però, la mia curiosità mi ha portato nel posto giusto, ma facciamo un passo indietro.

Io sono sempre stata un pò rotonda ed ho sempre dovuto combattere con la mia fisicità, che proprio non mi piaceva. Il parto del mio bimbo ha inspiegabilmente dato una botta al mio metabolismo, così ho potuto anch’io fare qualche anno di pace dei sensi: mi guardavo allo specchio e non mi dovevo più soffermare a studiare l’abbigliamento più adatto per nascondere i miei difetti, mi mettevo una maglietta e un paio di jeans e stavo bene con me stessa.

Questa sensazione è una vera droga e anche se poi il tempo passa ed il metabolismo tende a ritornare al suo stato di partenza, se non a peggiorare, non volevo rinunciare a questo benessere. Così ho passato molto tempo alla ricerca di un palliativo, qualcosa che potesse aiutarmi a mantenermi in forma e soprattutto energica.

Dopo aver provato centinaia di prodotti sul mercato sono finita, quasi per caso, dopo il periodo Natalizio, in un programma Detox veramente semplice ed efficace, che mi ha fatto rivalutare l’azienda ed i suoi prodotti. Pian piano li ho provati tutti, con grande soddisfazione, e non nego, un certo livello di stupore per l’immediata reazione che aveva il mio corpo quando li assumevo.

Così ho iniziato a valutare anche il resto: perchè non avrei dovuto iscrivermi, se questo mi comportava una scontistica sui prodotti che acquistavo abitualmente e di cui parlavo già entusiasta, consigliandoli alle persone che conoscevo? Perchè non avrei dovuto essere pagata per questo passaparola che mi veniva assolutamente naturale?

E qui la differenza l’hanno fatta le persone, eccezionali, che mi hanno letteralmente accompagnato mano nella mano nel mio percorso, informandomi, supportandomi, facendo comodi webinar da casa, consigliandomi libri d’ispirazione, dandomi l’accesso a video e corsi online… ho fatto tutto dal mio divano, nel tempo libero, mentre mio figlio mi giocherellava attorno, il mio cane mi russava sulle gambe e il mio compagno mi guardava attonito!

E’ un’esperienza incredibile, che mi ha permesso di lavorare su me stessa, la mia visione del mondo e delle persone, il mio atteggiamento mentale e la mia sicurezza, ho abbattuto le mie barriere ed i miei preconcetti ed ho ritrovato il coraggio di sognare qualcosa di più bello e di più grande per me e la mia famiglia.

 

La mia storia in breve anche in questo video, nel quale spiego come e perchè ho iniziato a fare la Networker: