CORREVA L’ANNO 2017

𝐂𝐎𝐑𝐑𝐄𝐕𝐀 𝐋’𝐀𝐍𝐍𝐎 𝟐𝟎𝟏𝟕 e questa è la foto più carina e sorridente che ho trovato tra i miei vecchi post di Instagram.

Non posso dire che non fossi #felice , cavolo, io, sulla carta, ero “𝐋𝐚 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐀𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨”

• un lavoro a tempo indeterminato

• una bellissima carriera davanti a me (ero responsabile marketing di un’azienda metalmeccanica affermata)


• uno stipendio più che soddisfacente, soprattutto quando andavo in fiera


• una bella casa, una bella famiglia , una ritrovata forma fisica … TUTTO INSOMMA‼️

Mi sentivo realizzata allora, ma avevo come 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐦𝐢 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐬𝐟𝐮𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐨:

la mia vita, il mio tempo, il mio essere donna piena di interessi, il mio essere mamma…

Non ero davvero 𝐒𝐄𝐑𝐄𝐍𝐀, non mi sentivo realmente 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐀 e non riuscivo a sentire che la mia vita aveva davvero un 𝐒𝐄𝐍𝐒𝐎 ed una 𝐃𝐈𝐑𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄, non so se riuscite a capire cosa intendo…

Non sono stata così pazza da mollare tutto dall’oggi al domani, non avrebbe avuto senso, ma ho iniziato a provare a creare il mio “piano B” come secondo lavoro. nel mio tempo libero.

Organizzandomi bene e sapendo cosa fare, riuscivo sempre a ritagliarmi 3 ore al giorno da dedicare al network e quello che è saltato fuori, mettendoci tanta passione e costanza , è stato davvero sorprendente… ve ne siete accorte, vero⁉️

Vi ho raccontato questa storia non per fare la fenomena di turno, probabilmente là fuori ci sono donne molto più in gamba di me, ma per dirvi che esistono lavori alternativi che ci possono permettere davvero di esprimere il nostro potenziale ed è giusto 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐞𝐫𝐥𝐢, 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐑𝐄♥️

Nata 34 anni fa…

Progetto senza titolo (13)Sono nata 34 anni fa in una famiglia come tante, in una paesotto della bassa reggiana, tra la nebbia, le costanti piene del Pò e tanta, tantissima campagna.

In casa mia ha sempre valso la regola “Studia tanto, lavora duro e risparmia fino all’ultimo centesimo”, senza se e senza ma. Una filosofia che ci ha permesso di realizzare tante piccole cose, ma che non ammette sognatori e non ammette errori di percorso.

Mio fratello, 10 anni più grande di me, il mio mito ed il mio modello di uomo per tantissimo tempo, ha seguito le orme tecniche di papà, laureandosi in Ingegneria, mentre io non avrei voluto combattere contro i numeri tutta la vita, come al liceo. Ma nonostante fossi più orientata per la letteratura, la filosofia e l’arte, ho intrapreso Economia e Marketing Internazionale, perchè, purtroppo, rimane ancora una sacrosanta verità: sono più le materie scientifiche che ti permettono di crearti un futuro, rispetto a quelle umanistiche.

Ma l’ultimo anno di università ho iniziato a viaggiare per approfondire la mia conoscenza delle lingue ed ho continuato anche negli anni successivi: passavo da una città all’altra, mi immergevo nella vita e nelle usanze dei suoi abitanti, potevo essere tutti e potevo essere nessuno. Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Stoccarda, Valencia, Nizza, l’Austria… mi si è aperto un mondo: il mondo non era lì, in quel paese della bassa padana o in tutti i libri che leggevo, la vita era altro, le persone erano tante, le mentalità erano diverse ed i sogni erano realizzabili.

Non era così facile, certo, ma credo che una volta che annusi l’odore della libertà poi non puoi più farne a meno, quindi è stato proprio nel lavoro che ho iniziato a cercare i settori che più amavo e che mi appassionavano: la moda e l’arredamento.

Ho passato alcuni anni bellissimi a lavorare come Commerciale Estero per alcune aziende importanti, fino a quando non ho conosciuto l’amore della mia vita e mi sono trasferita a Piacenza per vivere con lui e diventare una famiglia.

Non so se siete pratici del Piacentino, ma io l’ho metabolizzato come “La città del voglio ma non posso”: non più campagna, non ancora città, vicinissima a Milano, ma non così aperta ed intraprendente. Nel piacentino ci sono tante eccellenze che vivono nell’ombra, non amano pavoneggiarsi come la vicina Parma, per la cultura culinaria ed i bellissimi paesaggi, quindi rimangono un pò sottotono: un grande peccato!

Di certo sono grandi lavoratori e la metalmeccanica qui è forte, così alla fine non ho avuto altra scelta che trovarmi lavoro proprio nel settore dove, fin da bambina, non avrei mai voluto capitare: dopo anni di pranzi e cene in famiglia con mio padre e mio fratello che parlavano di meccanica, idraulica, tecnologia, elettronica, ecc… vi potete ben immaginare, no?

Eppure il destino (se ci credete, io amo chiamarlo il mio volere inconscio) trova sempre il modo di incasellarsi giusto ed, infatti, ho ritrovato una mia vecchia conoscenza: il Marketing. Se ci pensate bene, questa parola o non vuol dire niente di particolare, è solo l’ennesima parola inglese di moda, oppure vuol dire un mix di fine psicologia, grandissima inventiva e l’unica cosa che veramente conta per far “girare l’economia”.

Eh sì, marketing non vuol dire vendere, ma trovare il modo più efficace, furbo ed originale per avvicinare le persone ad un determinato prodotto o servizio…e ragazzi, quando ho conosciuto questo applicato al mondo digitale, boom! E’ scoppiato l’amore…

Ma non volevo più farlo per arricchire qualcun altro, per compiacere qualcun altro e soprattutto per far felice qualcun altro: IO volevo essere felice, IO volevo essere fiera di me stessa, IO volevo decidere le regole del gioco e soprattutto IO volevo guadagnare in base a quanto tempo, quanta energia e quanta passione mettevo nel mio lavoro.

Il resto lo sapete già, altrimenti non sarei qui a scrivervi e a condividere mia vita sui social ogni giorno, ma volevo dirvi una cosa al termine di questa storia:

non importa da dove vieni, cos’hai vissuto, cos’hai studiato…

non importa se sei una mamma o un’universitaria, se sei un operaio o un manager, se vivi in un appartamento o in una villa…

se hai un desiderio bruciante dentro, se sei disposto ad impegnarti e sacrificare qualcosa per raggiungere il tuo sogno, se riesci a liberarti dei tuoi schemi mentali e riniziare da capo…

Bada, non ti sto dicendo di cambiare la tua vita e mollare tutto!

Ti sto dicendo di coltivare un orticello nel tuo giardino, perchè se un giorno il supermercato chiudesse o non volessi più andarci e se avrai curato ed ingrandito il tuo orto, potrai avere frutta e verdura da lì e potrai vivere solo di quello…

è chiara la metafora?

 

Buona giornata sognatori!