Il Problema delle Donne

Parlo con decine di donne ogni giorno e TUTTE hanno lo stesso problema: NON SI VALORIZZANO🙌🏼

Non sanno farlo e probabilmente manco sanno di valere.

E mi fa arrabbiare tantissimo che in millenni di storia, alla fine, ben poco sia cambiato.

Se prima le donne contavano come il 2 di coppe quando non è briscola, a livello sociale, ora si assiste ad un paradosso ancora più assurdo:

Vali se sei bella, ma solo come animale da letto.
Vali se sei ricca, ma solo se non te la tiri troppo.
Vali se sei intelligente, ma solo se non rompi le scatole.
Vali se sei una brava mamma, ma solo se porti anche a casa lo stipendio.
Vali se sei brava al lavoro, ma solo se non fai sfigurare un uomo.

E le donne come rispondono a questo stigma⁉️

O diventano aggressive, mascoline, astiose, competitive e altezzose… INSOPPORTABILI in pratica‼️

O accettano, meste, lo status quo, scegliendo di DIVENTARE un oggetto, pur di essere apprezzate e desiderate o di ACCETTARE la vita incolore di chi rimane nel bozzolo, anziché spiegare le ali.

Io continuo a non mandarla giù questa situazione e per questo lavoro online, sui social, gridando ad alta voce i miei valori e la mia visione.

Lo faccio per essere una donna di successo che dà l’esempio di come si può avere tutto, la carriera e la famiglia.

Una donna che aiuta altre donne ad uscire dalla zona d’ombra.
A modo nostro: senza urlare, senza esagerare, senza ridicolizzarsi, senza offendere e senza svendersi.

Questo non è solo il mio business digitale.
Questa è la mia missione 👊🏼

Riflessioni fotografiche

Oggi Instagram non mi permette di pubblicare video, come faccio ormai quasi ogni giorno, così vado indietro nel “rullino” del mio IPhone (che, poveretto, scoppia).
Cerco una foto dal passato, qualcosa che mi permetta di esprimere un pensiero o raccontare una storia.

Mi soffermo su questa.
Bellissima e mai pubblicata… perché?

Perché è FINTA.
Me l’ha fatta una mia amica fotografa 5 anni fa, quando pensavo che per emergere sui social, avevo bisogno di contenuti top e foto pro.

Lei mi ha messo in questa “posa plastica”, con l’accappatoio leggermente sceso ed il mio cane dentro al lavatoio.
Lei ha applicato questo splendido filtro rosa/beige prima di inviarmelo.

E tu che la vedi cosa fai?

Magari smetti di scorrere e la guardi.
Magari hai una grande aspettativa sul testo che la accompagna o magari non te ne frega assolutamente nulla di cos’ho da dire.

Ottimo.
Tu non sei il mio target.

Io non ho attratto a me ciò che volevo con una foto così.
Io non ho espresso DAVVERO me stessa in questo modo e ti sto creando una falsa aspettativa.

Sarebbe bello essere sempre così “patinata”, ma no, non lo sono, neanche un po’.

Io sono colorata e rumorosa.
A volte, invece, del tutto schiva e riflessiva.

E mi piacciono le donne con la testa, più che con le gambe lunghe e senza cellulite.
Io VOGLIO vicino a me quel tipo di donna, perché con lei condivido idee e creo progetti.
Perché lei ha voglia di riscatto, non di attenzioni.
Perché lei cerca l’indipendenza, non il marito ricco che la mantenga.

Sarà un femminismo moderno il mio, non mi importa mettergli un’etichetta, ma mi nutro di questa idea e la voglio continuare a portare avanti finché avrò fiato in corpo.

Questa sono io.
Questa è Girlboss.

COSTI QUELLO CHE COSTI

Ma tu sai cosa significa il nostro #costiquellochecosti ⁉️ Te lo voglio spiegare con la mia esperienza personale.

Oggi è l’ultimo giorno del mese (e per noi il mese finisce sempre 5 giorni dopo quello di calendario, quindi siamo ben lontani dal considerarlo “finito”) e ho voluto scorrere la mia Dashboard, ripercorrendo questo anno.

In 1 solo anno ho RADDOPPIATO il mio assegno, che se era già FOLLE (perché, diciamocelo, uno STIPENDIO MENSILE a 5 cifre è veramente fuori dal comune), ora è quasi INCONCEPIBILE per la stragrande maggioranza delle persone.

Lo è anche per me.

Perché io non mi sento di fare nulla di che‼️
Pubblico ciò che amo, condivido ciò che voglio della mia vita, racconto la mia enorme passione per questo lavoro digitale e per i prodotti della mia azienda e mi diverto nel conoscere e parlare ogni giorno con gente nuova.

Eddai, vi sembra difficile⁉️⁉️

Difficile era alzarsi ogni giorno alle 6.30 del mattino e stare chiusa in un ufficio 8/12 ore a smazzarsi le rotture di scatole di capi e colleghi.

Difficile era stare lontana da casa, da mio figlio, mio marito, i miei cani, i miei hobby o semplicemente il tempo per me stessa ogni santo giorno.

Difficile era sapere che tutto quel tempo e quello stress erano pagati meno di 2.000€ al mese (che già è un signor stipendio).

Difficile era arrendermi all’idea che avrei vissuto tutta la mia vita così, accontentandomi, con l’amaro in bocca di una donna che ha seppellito i suoi sogni.

Questo slogan significa solo che DECIDI di darti il valore che meriti, decidi di andarti a costruire TU il tuo futuro e che NULLA ti fermerà, perche altre migliaia di persone l’hanno fatto prima di te e non non hai niente di meno di loro🫶🏼

DISCLAIMER: I risultati ottenuti non sono intesi come garanzia, ma sono frutto della costanza e dell’impegno profuso da ognuno di noi #distributoreindipendentesnep

Il giorno in cui mi laureai…

Il giorno in cui mi laureai… lo ricordo come se fosse ieri, nonostante siano ormai passati 16 anni.

Doveva essere un giorno felicissimo per me, avevo finito un percorso di studi impegnativo in Economia e Marketing Internazionale, ora potevo avere la mia indipendenza, trovare il lavoro dei miei sogni, iniziare la mia vita…
e invece fu un giorno difficilissimo, perché la mia famiglia stava passando uno dei periodi più bui che riuscissi a ricordare.

Ma non vi voglio raccontare questo, questa è la mia vita privata, non va sui social.

Amo lo stesso questa foto, perché mi ricorda quando ancora pensavo “I miei mi hanno insegnato questo, mi hanno cresciuto così”

Volevano che studiassi, che mi trovassi un buon lavoro, che mi sposassi con un uomo “importante” e accettassi il mondo, le sue regole ed i suoi ritmi perchè “così è la vita per tutti, purtroppo”.

Non li ho mai sopportati questi discorsi e ringrazio i miei genitori per avermi accettato comunque ribelle e combattiva com’ero (e come sono…)

L’università è stata un passeggiata rispetto a tutto quello che ho studiato dopo, da sola.
La mia carriera come Manager è stata una barzelletta rispetto a quella da Imprenditrice Digitale.
E beh… mantenere un rapporto d’amore più che uno di comodo è stato nettamente più impegnativo.

Arriva un giorno dove devi smettere di ragionare come una figlia (e succede molto prima che tu diventi madre) e prendere la tua strada, le tue decisioni, senza dare la colpa di come sei al tuo passato o come sei stata cresciuta.

Tu sei tu.
Tu puoi cambiare ciò che spesso sembra già scritto, prima che lo vivi davvero.

Ma devi esserne consapevole… è un po’ folle.

#BuongiornoUnCazzo Mood

Questo Blog Post è per voi che state vivendo ORA un Momento “Buongiorno un Cazzo“,
situazioni che io ho vissuto più volte in passato e che ho sempre raccontato perché, per me, le più grandi ispirazioni arrivano da chi ha reagito e superato Momenti “No”,
piuttosto che da chi paventa una vita perfetta e sminuisce i vostri problemi e difficoltà, come se fossero scuse o capricci inesistenti.

Io non sono una psicologa nè una Mental coach, ma una persona normale e poco affine al motto “Pensa positivo ed andrà tutto bene”.

Sono una donna concreta e molto realista, per questo mi sento di darti questo consiglio:

NON CERCARE DI CAMBIARE O TOGLIERE QUELLO CHE TI FA INCAZZARE O SOFFRIRE.
NON PUOI QUASI MAI.
ED OLTRETUTTO “NON STAR MALE”, NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE “STARE BENE”…

Rinuncia ad avere il controllo su tutto quello che non dipende da te ed è al di fuori di te.
Lavora solo su di te, sulla tua testa, sul tuo modo di sfruttare a tuo vantaggio o reagire alle situazioni più difficili.

Che non significa affatto “Vedere il lato positivo delle cose”, ma usarle da ELASTICO, per avere lo slancio necessario a spostarsi da dove altrimenti saresti rimasta impantanata.

È stato proprio questo Mindset che, negli ultimi tempi, mi sta permettendo di costruire progetti professionali e personali immensi, che ho sempre considerato fuori dalla mia portata e per i quali pensavo di non essere adatta o di non avere tempo.

Se proprio vuoi investire su qualcosa, fallo su te stessa.
Sei e sarai sempre la tua risorsa più preziosa ed affidabile.

La mia prima volta a Londra

La mia prima volta a Londra fu 25 anni fa (ammazza come mi sento vecchia😭)e ci lasciai il cuore…

Ci andai a vivere diverse volte negli anni successivi, affascinata da quello stile di vita: mille etnie, mille mode, mille tipi di cibo, la metro affollata e nessuno che ti guarda, quell’accento pazzesco e la sensazione di vivere al centro del mondo anche se sei solo in Europa.

Sognavo un loft in una vecchia fabbrica ristrutturata, di far colazione ogni mattina con il caffè di Starbucks e di non leggere mai più neanche un libro in italiano.

Cos’è successo allora? Perché non sono là? Al di là del fatto che non avrei mai conosciuto mio marito e avuto mio figlio…

Se sapete osservare, da questa vecchia foto si vede:

ero follemente insicura, invischiata in problemi molto più grandi di me, che mi hanno portato a sviluppare disturbi alimentari (e anche questi si vedono dalla foto) e quella tristezza nascosta dietro ad un grande dolore.

Non posso cambiare il mio passato e nemmeno lo rinnego, continuo a credere che le cose più pesanti capitino alle persone che, alla fine, sono in grado di sostenerle,
ma negli anni, un errore dopo l’altro, una difficoltà dietro l’altra, ho reagito e sono diventata la #donna di cui quella ragazzina in foto andrebbe orgogliosa!

Rimpianti vs Opportunità

𝐍𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐠𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, 𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨, 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐬𝐢’

Dall’estate del 2018 lavoro a stretto contatto solo con “colleghi pelosi”, prima uno, ora due.

Dall’estate del 2018 gestisco la mia attività imprenditoriale senza limitazioni di spazio e di tempo, senza aver investito nulla e senza correre rischi.

Dall’estate del 2018 non indosso nè pantaloni a sigaretta con tacco, nè longuette con camicie (quindi potrei mettere in vendita metà del mio armadio…)

Dall’estate del 2018 non obbedisco agli ordini di nessuno, non punto la sveglia, sto con mio figlio quando voglio e vado in vacanza una volta al mese.

Non sono le cose belle quelle che voglio, ma i momenti felici, quelli con le persone che amo, quelli che mi fanno star bene con me stessa e mi fanno sentire che questa vita la sto vivendo davvero, senza limitarmi a sopravvivere o tirare a campare.

Ho quasi 40 anni e mai avrei pensato di vivere così quando ero ragazzina, perché inizi a pensarci ed apprezzare queste cose, solo se prima ti è passato un carro armato addosso e capisci cosa conta davvero e il potere che puoi avere nel condizionare il tuo futuro.

Alcuni la chiamano vecchiaia, altri consapevolezza, altri ancora follia… poco importa il nome che gli dai, conta solo poterlo fare.

Insieme a me ci sono altre migliaia di donne e uomini che la pensano così, per questo siamo una community eccezionale, per questo lavoriamo ogni giorno per costruire la nostra indipendenza economica e c’è posto anche per te, se scegli di fare la differenza nella tua vita ed in quella degli altri.

39 anni di me…

Tutta la mia vita è stata segnata dalla consapevolezza di essere diversa, un po’ matta e decisamente poco convenzionale.

Gli ultimi, però, mi hanno resa fiera di questa differenza.

39 anni di me, della persona che ho imparato a conoscere in tutto questo tempo, ma di cui sono diventata orgogliosa solo molto, moltissimo tempo dopo.

Orgogliosa di arrivare a sera stanca e di aver voglia di lavorare anche in vacanza.

Orgogliosa di preferire un libro ad un film e sentirmi bellissima anche in tuta.

Orgogliosa di non sapere che numero c’è sulla bilancia, orgogliosa di dire una parolaccia, al momento giusto, su un palco.

Orgogliosa di valutare le persone in base all’energia che emanano e di aver imparato a sbattermene di cosa pensano di me.

Orgogliosa di parlare come uno psicologo che si è calato di acido, alle volte, orgogliosa di mischiare continuamente 5 lingue nella mia testa.

Orgogliosa di fare un giro in macchina senza meta, solo per farmi venire delle idee, orgogliosa di svegliarmi di notte per prendere appunti, se mi viene in mente qualcosa di importante.

Orgogliosa di saper tenere nella mia vita solo chi voglio davvero, orgogliosa di avere un pensiero indipendente ed irriverente.

Orgogliosa di parlare con i cani e diventare piccola quando sto con mio figlio, orgogliosa di non dare troppa importanza a quello che ci viene insegnato o obbligato a fare.

Orgogliosa di combattere per quel che credo, anche se non serve a nulla ed orgogliosa di poter risolvere molte brutte giornate con un bicchiere di GinTonic.

Sono orgogliosa di essere una mamma e una compagna terribilmente imperfetta, ma di riuscire sempre a scherzarci sopra.

Sono orgogliosa di essere me, nonostante me🫶🏼

Preparando La Mia Storia per Il Libro dei Successi

Poi un giorno mi viene chiesto di rimettermi a scrivere, la mia storia, per il libro dei successi della mia azienda, che mi vuole dedicare ben 2 pagine.

“Fai sì che chiunque, sfogliando questa raccolta di storie non possa fare a meno di leggere la tua, di emozionarsi e di identificarsi in te”

Alla faccia dell’ansia da prestazione…
Ma sapete perché?

Perché mi sono chiesta:

Come faccio a dire che è stata una delle sfide più difficili della mia vita, che mi ha portato a contatto con i miei limiti e le mie paure , che mi ha sconvolto e cambiato nel profondo?

Come faccio a distruggere l’idea che tutti hanno, che il Network Marketing sia un lavoro semplice, dove basta vendere il prodotto e fare team?

Come faccio a descrivere tutte le volte in cui ho rinunciato al mio tempo libero, ho trascurato mio marito e ridotto all’osso i giochi, le passeggiate e i pomeriggi insieme a mio figlio, pur di costruire qualcosa di più grande, che ci avrebbe rivoluzionato la vita e che avrei potuto lasciargli in eredità?

Come faccio a far capire che io NON faccio parte della “Prima Generazione di Networker Digitali”, quelli pre-pandemia , che avendo pochissima concorrenza e promuovendo qualcosa di nuovo sui social, bastava che facessero mezzo post benfatto che si ritrovavano una sfilza di richieste di info e non sanno manco loro come hanno fatto a guadagnare certe cifre, mentre io mi sono dovuta sudare ogni singolo contatto e mi ricordo perfettamente di come ho fatto a guadagnare ogni singolo Euro del mio stipendio?

Come faccio a rovinare i sogni di queste persone??

Beh, la risposta che mi sono data era più semplice del previsto:

I desideri di una vera sognatrice non si rovinano perché qualcuno le dice che saranno difficili da realizzare, anzi…
Le basterà solo che le facciate vedere che è possibile realizzarli, niente di più.

E per questo continuerò per sempre a dire e scrivere la verità.
Perché che ce la possiate fare anche voi a diventare donne straordinarie … ve l’ho già dimostrato.