Perché mamma deve lavorare…

Manu Fantini, 20Mag'19-120Mi sento di iniziare questo articolo dicendovi che è forte e prende posizione in merito al mondo lavorativo femminile, perchè vorrei darvi uno spunto di riflessione, aperto e libero da pregiudizi, sul nostro ruolo ed i nostri diritti di donne e di mamme.

Mi piacerebbe moltissimo sapere come la pensate, quindi sentitevi libere di commentare questo articolo qui sotto.

 

Tutto è nato dopo aver ascoltato una bellissima diretta Facebook con il mio Team, in cui era ospite Stefania Lo Gatto, una donna, una mamma ed un’imprenditrice che stimo moltissimo e che non ha paura di dire ciò che molte di noi tendono a non dire o addirittura a non pensare, perché i sensi di colpa ci seppellirebbero.

Probabilmente non tutti conoscete Stefania, ma è la donna Networker più influente al mondo e nonostante la posizione a cui è arrivata ha saputo mantenere una caratteristica rarissima da trovare, soprattutto in questo settore: è rimasta molto terra terra, sorprendentemente disponibile e davvero legata alla donna che era all’inizio, quando non era nessuno, quando, come molte di noi, faticava per arrivare a fine mese e doveva lavorare sodo per mantenere i suoi 3 figli dopo un brutto divorzio.

 

Io tendo a non idolatrare mai le persone, ma è la seconda volta che ascoltare le sue parole mi ha dato una forza incredibile ed una visione molto più ampia ed insolita della mia vita da mamma.

Vorrei riportarvi le sue parole di seguito:

 

“Non abbiate sensi di colpa.

Anche a me all’inizio è capitato di essere al telefono mentre il mio bimbo mi chiamava, ma in quel momento non avevo tempo di ascoltarlo oppure, per riuscire a portare a casa quei 200$ in più che mi servivano a fine mese, mi chiudevo un attimo in bagno per concentrarmi e portare a termine il lavoro.

Ogni volta mi veniva un senso di colpa pazzesco e non mi sentivo una brava mamma, come tutte le volte che alla sera davo i corn flakes o pane e nutella ai miei figli al posto della cena oppure li portavo con me alle riunioni o magari li lasciavo troppo tempo con l’ipad in mano.

Io all’inizio ero da sola e dovevo fare tutto io, mentre ora le mamme che iniziano hanno a disposizione meeting dappertutto e tantissimo materiale online!

Però non lasciate che i vostri figli diventino le vostre scuse, ma rendeteli il vostro perché, la vostra forza.

Io magari non ho visto tante partite dei miei figli, ma li ho aiutati a mostrar loro cosa si può conquistare nella vita con l’impegno ed il duro lavoro.

Io, che ora viaggio molto, spesso non li vedo e la cosa ovviamente non mi piace, ma il bello di questo lavoro è che poi quando ci sono posso fare tutto con molta più libertà e godermi davvero il tempo che passo con loro. Se è vero che il denaro non fa la felicità, di certo aiuta, come ad esempio per fare dei viaggi, delle nuove esperienze di vita e crearsi dei bei ricordi.

Sì, c’è una fase di sacrificio iniziale, ma per la quale verrete ripagate, soprattutto se lo fate proprio per i vostri figli e se iniziate ad approcciare questa attività con più qualità: la qualità sopperisce alla mancanza di tempo. Se iniziate a migliorare le vostre competenze, imparate ad ascoltare le persone che avete davanti ed imparate a gestire in modo ottimale il vostro tempo, avrete già fatto il 90%”.

 

Devo ammettere che questa visione a lungo termine dell’educazione dei figli mi appassiona, non fermandosi a pesare solo il tempo che passiamo con loro ora, ma anche quello che potremo passare in futuro, il tipo di insegnamento che potremmo dare loro con il nostro esempio, dell’inseguire i propri sogni ed essere disposti a pagare il prezzo necessario per raggiungerli.

Probabilmente questa è una mentalità particolarmente esterofila che fa parte di me, ma che non trova molto riscontro qui nella mia terra, ma il mondo sta cambiando tanto velocemente che non so più se continuare a credere ai vecchi cliché o imparare a costruirmene dei nuovi.

 

 

 

 

Girlboss & Co. è online!

girlbossandcoofficial

Ogni movimento ha un inizio, un giorno in cui tutto cambia e le idee non solo prendono forma, ma prendono letteralmente il volo!

Qualche mese fa io e le mie ragazze abbiamo fondato una Community di donne, mamme e ragazze imprenditrici digitali, ambasciatrici di uno stile di vita che ci insegna a volerci bene e credere in noi stesse.

L’idea è nata proprio qui, sul mio blog, nel post del 21/03/2019 in cui cercavo le caratteristiche essenziali di una donna per costruire la sua attività online: beh, “Diventare una Girlboss” era proprio lo Step 2! Però ho dovuto aspettare che si unissero a me le mie splendide ragazze per far diventare questa idea un vero e proprio movimento, una tendenza, brand per condividere idee e tecniche per monetizzare il nostro tempo sui social, senza aspettare di dover diventare delle Influencer 😉

 

Ma cos’è una Girlboss?

E’ essenzialmente una donna che ha deciso di prendere il controllo della sua vita e che lavora per ottenere quello che sogna. Ha imparato a credere in se stessa, a non vergognarsi della sua ambizione e sfruttare il suo piccolo spirito imprenditoriale.

Ma soprattutto è una donna che non ha bisogno di spingere gli altri, perché è capace di trascinarli, che rimane autentica, modesta e disponibile, senza aver bisogno di calpestare, offendere o sminuire chi è contro di lei o semplicemente diverso da lei.

E’ una donna sicura di sé nel profondo, perché sa quanto vale, quanto ha da dire e da dare a questo mondo, per questo non da troppo importanza all’opinione altrui: è una donna che si basta.

Ma è anche una donna disposta ad aiutare le altre donne a raggiungere il successo, incoraggiarle, augurar loro qualcosa di bello o condividere le sue risorse, perché sa che questo non toglie nulla a lei, anzi, più da più riceve.

 

E noi cosa sognavamo?

Noi, come tante altre donne, mamme e ragazze, sogniamo più libertà nel nostro stile di vita, siamo disposte a combattere per raggiungere i nostri obiettivi e abbiamo deciso di fare la differenza nella nostra vita e in quella degli altri condividendo motivazione, supporto e tutto ciò che abbiamo imparato e impareremo lungo il cammino su come sfruttare i social media per costruire il nostro piccolo impero.

 

Quindi cosa abbiamo creato?

Noi volevamo creare un posto dove si potessero imparare cose nuove senza annoiarsi e fossimo stimolate a fare domande e discutere insieme soluzioni.

Volevamo un posto dove parlare dei nostri problemi e confrontarci, un posto in cui ci sentissimo libere di dire e libere di essere, in cui non si dovesse studiare per superare gli esami, ma per diventare sempre più brave, sempre più grandi, sempre migliori del giorno prima.

Un posto dove non ci fossero capi, ma l’opinione di tutte contasse, il carattere e la personalità di tutte avesse un valore.

Sognavamo questo e ora l’abbiamo creato: è Girlboss & Co.

 

Perché Girlboss & Co.?

Girlboss & Co. è un movimento ispiratore di autostima, positività e crescita personale per creare un’attività imprenditoriale online direttamente dal computer e dallo smartphone.

Girlboss è una tendenza, un’immagine forte di donne che vanno oltre i cliché, oltre la banalità, oltre le consuetudini e sfruttano quel che di bello il mondo digitale può dare.

Ma dato che nessuna di noi è tanto in gamba quanto noi tutte messe insieme, abbiamo deciso di unirci per volare, perchè in questa attività lavorare insieme significa vincere insieme.

 

Ma…

Sappiamo anche che fare questa attività in modo diverso da tutti gli altri ci espone e se vogliamo essere originali, dobbiamo anche essere pronte ad essere copiate. Per questo abbiamo creato la nostra identità sui social con la nostra pagina Instagram @girlbossandcoofficial  ricca di ispirazione, motivazione e tanti consigli da parte di ognuna di noi su ciò che ci appassiona e ci riesce meglio nella vita.

 

Se qualcuna di voi si vuole unire al nostro progetto al femminile o desidera avere qualche informazione in più, è la benvenuta e mi può scrivere in Direct, su Messenger o sul form di contatto di questo sito.

Ricorda: “Girls compete, women empower”

 

Come combattere la paura di non farcela

blogpost cappello

Ah però, interessante, ma ne sarò capace?!

La mia risposta è sempre stata un netto e semplice “No, Manu, lascia stare…”

Ogni volta che mi si presentava un’occasione nuova, magari diversa dal solito, magari più impegnativa o ambiziosa di quanto ero abituata fino ad allora, anche se con un potenziale di carriera, stile di vita o guadagno veramente invidiabile, la risposta della mia maledettissima vocina sabotatrice in testa era sempre la stessa: “NO”.

 

Negli ultimi due anni ho visto così tante persone dubitare di riuscire fare quello che davvero vorrebbero – me compresa – da essermi fatta un’idea molto precisa di cosa ci fa davvero preoccupare e bloccare davanti ad alcune scelte importanti.

E dato che odio fare la saputella, quella con la verità in tasca, vi racconto quali sono state le scuse che io stessa mi sono raccontata ed il mio percorso mentale nel passare da “NO” a “PERCHE’ NO?!”

  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “non ho voglia di sbattermi”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “mi sembra troppo difficile”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “ma cosa direbbero gli altri?”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “non ho tempo per dedicarmici…”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “ma figurati se funziona?!”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “non sono la tipa!”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un “si vabbè, uno su mille ce la fa”
  • a volte il mio “non so se ne sarei capace” era un ” ma come si trasformerebbe la mia vita se…”

Manu… E SE NON???

 

Cosa mi perderei se lasciassi comandare le mie paure? Quanto mi farebbe male se vedessi tutti quanti che ce la fanno tranne me? Cosa ne sarebbe della mia vita se non fossi mai disposta a lavorare su me stessa, uscire dalla mia zona di comfort e “pagare il prezzo” necessario?

Qui le risposte sono soggettive ovviamente e nessuna è opinabile, per quanto mi riguarda. Ognuno ha il diritto di vivere come vuole, di credere in quel che vuole e condurre la propria vita a modo suo, senza che nessuno abbia il diritto di giudicare…NESSUNO!

 

Ma se ci sono altre persone come me là fuori, che si sentono qualcosa ribollire nello stomaco, un fuoco – come lo chiamo io – una voglia di rivalsa, un desiderio bruciante e sono disposte ad imparare e lavorare con costanza e modestia, allora non è giusto che si lascino frenare dalla paura ed è proprio a loro che dedico questo articolo.

 

5 piccoli consigli per superare la paura di non farcela

 

  1. Prova a fare ogni giorno qualcosa che esce dalla tua zona di comfort, qualcosa di semplice ed apparentemente insignificante, che però ti farà acquistare più fiducia in te e ti farà sembrare le novità meno spaventose
  2. Prova a pensare cosa ti perderesti se ti lasciassi vincere dalle paure, come ti sentiresti? Cosa potresti perdere? Vivi l’ipotetico dolore e frustrazione dentro di te, saranno una bella benzina per non farti prendere quella strada.
  3. Cerca di realizzare che gli errori sono una componente inevitabile in un qualsiasi processo di crescita, quindi non lasciarti fermare dai fallimenti, perché servono per migliorarsi ed imparare. Dopo tutto quando eri bambina e dovevi imparare a camminare ti sei lasciata demoralizzare dal fatto che cadessi di continuo?
  4. Inizia seriamente a fregartene del giudizio degli altri, per me non c’è stato esercizio più difficile e più importante, ovvero smettere di pensare agli altri, ma cavolo, loro non sono noi! Questa è la nostra vita non la loro! Il loro pensiero è totalmente ininfluente ed abbiamo il grande potere di allontanare da noi le persone negative, critiche e lamentose… sempre!
  5. Prova ad immaginarti come se fossi sempre un “work in progress”, una “versione beta” di te stessa, i cui ogni ostacolo serve a sviluppare le abilità necessarie e se qualcosa non funziona non significa che siamo difettosi o negati, dobbiamo solo modificare qualcosa nel processo!

 

Cambia il tuo punto di vista in un modo insolito

 

Leggendo il  libro “Ego is the Enemy” di Ryan Holiday ho imparato a far mio un concetto davvero molto interessante ed insolito, che ha cambiato drasticamente la mia concezione di autostima, ovvero:

Se ti senti già troppo speciale, troppo sicura di te, smetti automaticamente di metterti in discussione e smetti di imparare! Ristagni solo nella tua arroganza (come capita fin troppo spesso a chi pensa di essere già arrivato…)

 

Sai di cosa avresti bisogno quindi? Non di più autostima, ma di più CORAGGIO!

E sai come si acquisisce il coraggio? Mettendosi in gioco!

 

Eh sì, perché il vero coraggio è procedere a piccoli passi nonostante la paura,

è riconoscere che quello che non sappiamo è molto più grande di quello che sappiamo

che ogni persona può insegnarci qualcosa lungo il percorso

che nessuno dei nostri piani è perfetto

che se il risultato non dipende da noi, da noi dipende però la determinazione a procedere nonostante le difficoltà.

Coraggio è  rendersi conto che più ci apriamo ad apprendere qualcosa di nuovo, più ci sentiremo incompetenti, ma prima potremo scoprire la direzione che vorremo seguire nella vita.

Coraggio è riconoscere che a volte abbiamo sbagliato tutto, ma proprio per questo ora sappiamo come fare le cose diversamente e come migliorarci.

 

Ognuno di noi è semplicemente unico e possiamo usare la nostra unicità per costruire il futuro che desideriamo, perché nulla ci è dovuto, ma molto può essere conquistato se siamo pronti a rimboccarci le maniche.

 

Spero che questo Blogpost ti abbia messo una piccola pulce nell’orecchio, un semino, che se coltivato, ti porterà lontano.

Te lo auguro, anche se non ti conosco, con tutto il cuore.

 

Manu

6 Miti da sfatare sulle Diete

falsi miti

Ogni anno, con l’arrivo della bella stagione, è sempre la stessa storia: saltano fuori centinaia di consigli improbabili, segreti di pulcinella e pseudo-guru della linea che ti propongono ogni genere di prodotto miracoloso o dieta innovativa per prepararci alla prova costume.

Ma davvero?!? Non faccio in tempo a portare il piumino in lavanderia che già mi fai pensare a quando metterò il costume?!

Io sono un pò allergica a queste cose…

 

E PREMETTO:

Io AMO prendermi cura di me stessa. Amo provare e sperimentare cose nuove e stimolanti. Amo aiutarmi con integratori e creme ad hoc e soprattutto ci tengo tanto a mantenere il mio peso e migliorare la mia forma fisica, dato che so bene quanto disagio possa provocare avere un brutto rapporto con il frigo e lo specchio.

Ma proprio per questo, vedermi sbattere in faccia l’ultimo ritrovato commerciale, con la puntualità dello schioccare dell’ora legale, anche no! Preferisco una bella testimonianza sincera, un risultato migliorativo piuttosto che miracoloso e un po’ di buonsenso.

Per questo ho pensato di scrivervi questo articolo, in cui mi piacerebbe sfatare alcuni dei falsi miti più ricorrenti sul tema dell’alimentazione che ho imparato nel corso degli ultimi due anni.

Mito #1: Eliminare i carboidrati per perdere peso

Ci sono tantissimi falsi miti sui carboidrati, ma non dobbiamo mai dimenticarci che i carboidrati vengono utilizzati dal nostro corpo per produrre energia, favorire la concentrazione e il recupero muscolare. Insomma, abbiamo bisogno di carboidrati!

Eliminare i carboidrati dalla nostra alimentazione non è un trucco duraturo ed efficace per dimagrire, ma solo un piccolo “diversivo” che possiamo adottare di tanto in tanto per non dare sempre al nostro corpo gli stessi input. Ricordo sempre con piacere le parole di un famoso esperto di remise en forme: “I GRASSI BRUCIANO AL FUOCO DEI CARBOIDRATI”.

Quindi l’unica vera soluzione nei confronti dei carboidrati è quella di scegliere quelli giusti: provate a sostituire i cereali raffinati (come il pane bianco) con delle versioni meno elaborate (come il pane di segale o quello VERAMENTE integrale, almeno al 70/80%), che hanno un minor indice glicemico e insulinico, basta solo non eccedere con le porzioni.

Mito #2:  “Naturale”, “light” e “sano” fanno bene alla linea

Queste tre parole vengono usate moltissimo nell’industria alimentare, perchè hanno moltissimo appeal a livello di marketing, ma vi invito ad andare un po’ oltre il loro significato commerciale.

Leggere “naturale” nell’etichetta di un alimento non significa necessariamente che quell’alimento sia sano. Ci sono diversi tipi di cibi “naturali” che dovrebbero essere consumati con moderazione, come per esempio il sale. Addirittura potete trovare diciture come “aromi naturali”,  quando invece quei cibi, essendo confezionati, contengono conservanti e coloranti artificiali. Meglio scegliere alimenti non elaborati o cucinati direttamente da noi.

Per quanto riguarda la parola “light”, invece, beh, molto spesso credo sia davvero uno specchietto per le allodole, perché spesso i valori nutrizionali non sono poi così bassi come ci si aspetterebbe, tanto vale prendere la versione “normale” di un cibo e mangiarne meno oppure propendere per un’alternativa.

Infine uno dei cliché più diffusi è che mangiare “sano” significhi “poco calorico”, ma no! Non per forza! E’ sicuramente una scelta attenta e consapevole degli alimenti che ingeriamo, ma questo non significa che siamo a dieta.

 

Mito #3: I grassi fanno male

Mangi grassi e ingrassi, giusto? Sbagliato. Per molti anni il metodo tradizionale per perdere peso è stato sottoporsi a una dieta a basso contenuto di grassi.
Ma come ormai molti studi hanno dimostrato, questa credenza è ormai obsoleta e togliere completamente i grassi dalla dieta è una pessima cosa da fare, dato che il corpo necessita un minimo di grassi omega 3 e omega 6.

Gli unici grassi che sono davvero dannosi per la salute sono i grassi trans (salatini, patate fritte, burro formaggi stagionati eccetera), quindi vanno sicuramente limitati il più possibile, ma quelli buoni contenuti ad esempio nell’olio d’oliva, la frutta secca, il burro d’arachidi, l’avocado, il salmone e i semi oleosi sono davvero un toccasana per la nostra forma fisica!

 

Mito #4: Non mangiare prima di andare a letto

Alcuni studi dimostrano che c’è un leggero vantaggio a mangiare di più nella prima parte della giornata, questo è assolutamente vero. Ma anche se ci capita di fare un sesto pasto della giornata, ovvero quello dopo cena, non porterà a alcun problema se:

  • lo snack che fate prima di dormire non costituisce di fatto un pasto aggiuntivo ai vostri pasti normali e quindi non aumenta l’apporto calorico giornaliero.
  • scegliamo cibi giusti, a basso indice glicemico, a discapito della voglia incontrollata di salato o di dolce che ci assale quado siamo stanchi la sera e ci rilassiamo. Possiamo infatti optare per arachidi, noci, pistacchi, yogurt magro, ciliegie, cioccolato fondente, albicocche e mele.

 

Mito #5: Fare cardio a digiuno

Chiariamo una cosa: quando ci si allena intensamente è necessario mangiare prima, altrimenti la nostra prestazione sarà scarsa, ve lo assicuro.
Molte persone però decidono di fare un leggero cardio a digiuno pensando di dimagrire, ma la spesa energetica a digiuno e non è praticamente la stessa: allenandoci a digiuno consumiamo un pò più di grasso e anche un pochino più di muscolo, ma sono entrambe cose che vengono ribilanciate durante la giornata.
Il cardio a digiuno potrebbe sopprimere di più l’appetito, ma non si traduce automaticamente in un differenza di calorie che mangiamo durante il giorno!

 

Mito #6: Frutta sì, frutta no

Non ci sono dubbi rispetto alla salubrità della frutta e alle sue preziose sostanze nutritive (per assimilarle tutte si consiglia di alternare almeno cinque colori a settimana), ma è bene non esagerare con la quantità perché è un alimento ricco di fruttosio, saccarosio e calorie. La frutta dovrebbe essere mangiata con parsimonia: a colazione o per uno spuntino è perfetta, ma non ci si potrà di certo abbuffare di frutta quando abbiamo gli attacchi di fame!

Io facevo questo trucchetto con la verdura: ne mangiavo tantissima prima del pasto vero e proprio per sopprimere il senso di fame, ma per quanto nella pratica funzioni, poi mi ritrovavo sempre molto ma molto gonfia, quindi il troppo stroppia, anche con qualcosa di poco calorico e che fa bene.

 

Spero che i miei consigli vi siano stati d’aiuto e se avete dei commenti al riguardo, lasciateli pure qui sotto!

 

 

La mia storia, dalle diete al progetto ZEN

Zen Project 8Eccomi qui finalmente, con l’emozione di una scolaretta e la sicurezza di una donna che ne ha provate talmente tante ormai, da capire immediatamente se qualcosa fa al caso suo oppure no, quando si parla di diete&co.

Spesso mi chiedete come mai io sia sempre alla ricerca di nuovi stimoli per mantenermi in forma oppure di prodotti e programmi alimentari che mi diano una mano nel farlo, ma il fatto è proprio che io non sono sempre stata come mi vedete ora.

Per questo ho deciso di raccontarvi, per la prima volta, il mio rapporto conflittuale nei confronti del frigo, della bilancia e dello specchio, fino ad arrivare dove sono ora.

 

Ecco la mia storia:

Molti disordini alimentari e disagi nel rapporto con il proprio corpo nascono nel periodo dell’adolescenza ed anche per me è stato così:

ricordo come fosse ieri il giorno nel quale ho preso coscienza della mia fisicità, ho iniziato a guardare le mie amiche e sentirmi più brutta di loro. Fino ad allora non era mai stato un problema, ma un giorno ho semplicemente iniziato a sentirmi “grassa”, a voler desiderare la ricreazione solo per svaligiare le macchinette della scuola e ho cominciato a prestare un’attenzione quasi maniacale a tutto ciò che mi mettevo addosso, perchè, d’un tratto, mi sembrava che nulla mi stesse bene e mi facesse sentire sicura di me.

Per forza: io NON ERO sicura di me…

Fortunatamente non ho mai sviluppato dei veri disordini alimentari, ma il cibo è stato per anni la mia più grande consolazione ed, al tempo stesso, il mio più grande nemico. Quando si sviluppa un rapporto emozionale e conflittuale con ciò che si mangia, proprio nell’età dello sviluppo, poi credo che rimanga un segno, un tarlo, una fissazione per sempre.

Gli anni sono passati tra alti e bassi, effetti yo-yo, diete di ogni tipo, nutrizionisti, diuretici, pillole miracolose, rimedi dell’ultimo minuto, i segreti dimagranti dei VIP, palestre, saune e trucchi di ogni genere…il che ha peggiorato molto l’aspetto psicologico che stava dietro il mio comportamento incostante.

Non vi nego, poi, che alcune delle mie scelte hanno anche avuto effetti negativi sulla mia salute: alcuni prodotti mi hanno causato un’intossicazione del fegato, sfogazioni cutanee, metabolismo bloccato, gonfiori e dolori addominali ricorrenti, con cui pensavo di dover convivere per sempre!

 

Poi però ci sono dei momenti nella nostra vita dove tutto cambia, dove le persone che incontriamo nel nostro cammino danno una svolta al nostro destino:

ho conosciuto il vero amore, per mia immensa fortuna, ben 3 volte nel giro di un anno: mio marito, mio figlio, il mio cane… LA MIA FAMIGLIA!

Forse era proprio l’amore di cui avevo bisogno per smetterla di concentrarmi su cose futili, forse avevo bisogno di sentirmi amata e di dare amore per sentirmi completa, forse avevo solo bisogno di crescere e trovare il mio posto nel mondo per riacquistare sicurezza in me stessa e trovare la forza e la volontà di mettere in equilibrio la mia vita.

E così è stato.

Pian piano ho preso la situazione in mano ed ho deciso di prendere il toro per le corna ed affrontando il mio disagio in modo serio, completo e maturo, ovvero adottare uno stile di vita sano, senza per forza cercare la magrezza, ma la sicurezza in me, sentirmi bene in jeans e maglietta, avere l’energia e la serenità per svegliarmi con il sorriso e godermi le giornate con la mia famiglia.

 

Così ho iniziato a cercare, mi sono informata, ho studiato e non mi sono risparmiata a chiedere referenze e feedback a molte persone.

Con le idee ben chiare su ciò che desideravo e ciò che volevo evitare, dopo le tante esperienze negative, un giusto stato mentale e finalmente pronta a mettermi in gioco, ho iniziato ad adottare piccole buone abitudini che mi hanno portato, nel tempo, a raggiungere un equilibrio nel mio stile di vita.

Ebbene sì, non è stato solo una questione di alimentazione, una buona integrazione, più attività fisica e molto, moltissimo buonsenso ed equilibrio mentale, ma è stato il PERCORSO, l’affrontare i problemi uno step alla volta, chiedere aiuto e supporto a chi mi era vicino ed imparare ad accettare centimetro per centimetro il mio corpo e le mie debolezze a fare la differenza.

 

E questo è: la storia di una persona come tante, che non vuole parlare di MIRACOLI, ma solo condividere al sua esperienza e consigliare qualcosa che, dopo tutto questo, ho ritenuto intelligente, bilanciato e sostenibile, nulla più.

Non sono un guru, una nutrizionista e una fitness coach, vi prego di rivolgervi a professionisti del settore se il vostro problema è importante ed il vostro obiettivo ambizioso. 

Però sono una mamma appassionata di ciò che fa e ciò che scrive, appassionata nel fare il mio lavoro meglio che posso e nell’aiutare concretamente chi si sente simile a me.

Non ci sono segreti, trucchi, sotterfugi o cose strane, ma tanta positività e tanta voglia di farcela, insieme, nella nostra Community di #35&Fabulous.

 

In questo video vi spiego il nuovo progetto di remise en forme, lo ZEN Project 8 ideato da Marc MacDonald , che sto seguendo ora e che mi piace davvero tanto 🙂

 

Come affronto il “Winter Blues”

February blues.jpg

Ed eccolo qua, puntualissimo, come ogni anno da quando sono ragazzina, tra Gennaio e Febbraio BAM! Sono a terra…

Avete presente quando a Dicembre, nonostante il freddo e l’inverno siamo carichi di energia positiva, impegnati ad organizzare cene ed uscite, circondati da lucine e musica ovunque? Beh, poi arriva Gennaio, che si trascina quasi senza rumore nel calendario e a ruota Febbraio quando, improvvisamente, si ferma tutto. Un mese silenzioso e quasi senza senso (se non fosse per il Carnevale e San Valentino).

Guardi fuori dalla finestra e ti sembra che l’intera giornata sia fatta di lunghi pomeriggi bui, un freddo dilagante e la sensazione che le prossime vacanze siano molto, ma molto lontane.

Questa sensazione ha un nome, lo sapevate? Si chiama “Disturbo Affettivo Stagionale”, vi riporto anche la definizione scientifica di Wikipedia:

Il disordine affettivo stagionale (SAD), anche noto come depressione d’inverno, winter blues o depressione stagionale, è considerata un disturbo dell’umore nel quale persone con una condizione di buona salute mentale per la maggior parte dell’anno cadono in depressione in inverno.

Caspita no! Se è persino riconosciuta con un nome e cognome, allora non c’è scampo! Almeno così ho sempre pensato… e in effetti mi sono sempre vissuta il mio mese di “down” senza troppi sforzi: accettavo la cosa e me ne andavo in giro con la testa bassa e la cuffia sugli occhi, lasciando solo una piccola fessura per riuscire a schivare le persone. Perché funziona così, no?! Quando non ci si sente tanto in forma stare in mezzo alle persone, dover gestire delle conversazioni e sforzarsi di risultare accettabilmente simpatici è davvero, davvero, davvero un pena.

Ma quest’anno no.

Ovvio che non posso cambiare radicalmente da un anno all’altro, ogni cambiamento, piccolo o grande che sia, è un percorso e non posso pretendere di tirare un dado da 100 punti passando dal “via” all’ “hai vinto” in una sola mossa.

Però ci provo ad affrontare questo periodo scomodo e oggi, primo di Febbraio, ho preparato qualche piccola idea per rendere un po’ più speciale, speziato e sensato questo mese delicato.

Siete con me? Bene, Diamo vita all’inverno!

 

MANTENETE IN CASA ALCUNE PICCOLE DECORAZIONI NATALIZIE

Avete presente quelle carinissime lucine d’arredo che noi associamo subito al Natale, ma che, invece, in molte foto di arredo d’autore, Pinterest ed Instagram riscaldano l’ambiente tutto l’anno? Ecco, lasciatene appesa qualcuna, magari piccola, di luce bianca fissa, vedrete che renderanno subito il vostro soggiorno più luminoso ed accogliente. Potete appendere fili di lucine in qualsiasi angolo della casa: sopra il letto a mo’ di ghirlanda, dentro ad un vaso trasparente, come fosse pieno di lucciole luminose o intorno alla libreria, per un look un pò bohémien.

E ragazze, non vi dimenticate delle candele! Soprattutto quelle profumate, che vanno a stimolare i nostri sensi ed il nostro umore. Le candele fanno subito casa, calore, serenità e relax… praticamente infallibili!

 

VIA LIBERA A BEVANDE CALDE E COCCOLOSE

Niente da dire, il cibo è una grandissima coccola… Con questo non voglio giustificare un comportamento poco salutare, come buttarsi sui classici comfort food invernali per “consolarvi”, anzi, propongo una coccola che faccia bene in tutti i sensi.

Cosa ne dite di tutte quelle belle bevande calde aromatizzate da bere con le copertone addosso o i piedi sul camino? Il latte alla cannella, il thè alla mela e zenzero, le mille versioni di cioccolate calde light disponibili sul web. Per me niente è come avere un piccolo momento di relax, togliersi di dosso i vestiti scomodi e rigidi dell’ufficio, mettersi in pigiama e bersi qualcosa di caldo con il cane accucciato addosso, è quasi una coccola per l’anima, non trovate?

 

RICORDATEVI DELLE PERSONE A CUI VOLETE BENE

Sotto Natale sembriamo rapiti dall’incantesimo del “volemose bene” ed in fin dei conti ci sta, dalla serie “se non a Natale, quando?!”. Ma nei mesi successivi vi potete concedere l’incredibile lusso di coltivare le relazioni che davvero vi scaldano il cuore o quanto meno, che ne hanno il potenziale.

Invitate a cena  vostri amici più cari, riempite la casa di musica, chiacchiere e vino rosso. Scambiatevi opinioni ed esperienze con persone che stimate, che vi capiscono e sono disposte a darvi pareri sinceri (e anche scomodi!) sulle cose. Ricordatevi di chi avete vicino e spesso date per scontato…non basta un bigliettino d’auguri carino per le feste, ricordate tutti i giorni a vostro figlio e vostro marito che li amate: un pensiero al mattino vicino al caffè, un biglietto nascosto nello zainetto o scritto sullo specchio, un pensierino fatto in casa… queste cose non hanno prezzo.

 

RITAGLIATEVI UN MOMENTO TUTTO VOSTRO

Questa può sembrare una vera banalità, ma cavolo, quando siamo donne, mamme, mogli, lavoratrici, casalinghe, noi a che posto veniamo? C’è sempre qualcosa da fare, da dire, da spostare, da pulire, da… da… da…

Ma io credo che quello che dà veramente qualità alle mie giornate è quel riuscire a ritagliarmi un momento tutto per me, che sia per leggere, per farmi una maschera sotto alla doccia oppure qualche minuto in più sotto al piumone, magari mentre fuori piove. Alle volte anche ritagliarmi un’oretta senza telefono e senza computer per giocare con mio figlio o fare un massaggio ai piedi al mio compagno è un momento d’oro.

Provate… scegliete qualcosa che vi piace davvero, che vi rilassa e vi riempie il cuore e ponetevelo come obiettivo della settimana!

 

FATEVI BELLE ANCHE SENZA UN MOTIVO

Questa cosa l’ho imparata quando ho iniziato a lavorare a casa. Apparentemente non avevo nessun motivo per togliermi il pigiama, truccarmi e sistemarmi i capelli, tanto nessuno mi avrebbe visto, tanto nessuno lo sapeva. Eppure ho notato che nei giorni in cui non mi “preparavo”, la giornata non iniziava, ero più lenta al lavoro e non riuscivo a trasmettere lo stesso entusiasmo e la stessa sicurezza. A volte il modo in cui sappiamo di esserci fatte belle, in cui ci SENTIAMO belle, cambia il modo di rapportarci con noi stesse e con gli altri.

Per quanto mi riguarda la stessa cosa vale quando si esce: nel limite del buonsenso, solo perché sono una mamma o non vado a cena in un posto di lusso, non significa che non possa mettermi un bell’abito e magari un paio di tacchi. Così come solo perchè non è estate e non dobbiamo affrontare la fatidica prova costume, allora possiamo sfondarci di cibo o evitare di depilarci! Facciamo brillare questo scuro inverno con la versione migliore di noi stesse.

 

PASTICCIATE IN CUCINA!

Last but not least… ho capito sul serio quanto possa unire e rasserenare la cucina solo da un’annetto a questa parte, ma vi posso assicurare che è una medicina potentissima.

Scegliete qualche bella playlist da Spotify e mettete le mani in pasta con i vostri bimbi (o il fidanzato o l’amica o anche da sole). Accendendo il forno la casa diventerà subito calda e profumata, è il perfetto antidoto per i winter blues! L’odore di biscotti arriva direttamente al cervello, ve lo assicuro…

Potete ispirarvi ad alcune ricette che ho pubblicato sul mio profilo Instagram o la mia pagina Facebook, come quella della cheesecake light, i cookies al cocco e ai fiocchi d’avena o i ciambelloni e plum cake per la colazione.

 

Buon inverno!

 

 

 

 

 

Il numero sulla bilancia non definisce la tua bellezza

the scale desn't define how beautiful you areRipeti dopo di me: “Io non sono un numero!”

Voglio iniziare così questo articolo, con un piccolo mantra, da ricordare ogni giorno a chi possiede una bilancia, perchè so bene quanto questo semplice oggetto possa sia essere una cosa buona, un alleata, sia diventare una cosa cattiva, una vera e propria ossessione.

La bilancia è uno strumento importante da tenere in casa, proprio come il caffè, una corda per saltare e il cassetto del frigo pieno di verdura, perché è capace di fornirti dei feedback. Difatti, se ti pesi una volta alla settimana (al massimo) puoi sapere quanto peso hai perso o se sei un periodo di stallo, per cui è necessario adottare qualche modifica alla tua routine.

Ma una pesatura più frequente (giornaliera o anche più volte al giorno) può diventare seriamente problematica, perché in quel caso, ti salteranno continuamente all’occhio le tue fluttuazione giornaliere, che spesso si verificano a causa di svariati fattori, come la ritenzione idrica o cosa si è mangiato.

La cosa più pericolosa è che spesso le persone (me compresa fino a non molto tempo fa) a volte lasciano che il numero sulla bilancia condizioni il loro umore della giornata. Suona familiare anche a te per caso?

Ti è mai capitato che quel maledetto numeretto ti porti a stare a stecchetto per metà giornata ritrovandoti incredibilmente affamata all’ora di cena oppure ti faccia mandare a monte tutti gli sforzi fatti, per andarti a consolare dentro la scatola dei biscotti?

Ti prego, NON LASCIARE CHE LE BILANCE CONTROLLINO AL TUA VITA!

Il tuo peso corporeo non riflette chi sei, la tua forza, la tua intelligenza, la tua gentilezza, la tua bellezza o il tuo valore. Non esprime nulla di te, solo un disagio passeggero che può essere risolto con costanza e buonsenso. Concentrati sul mangiare bene, nelle giuste quantità e scegliendo i cibi migliori, senza tralasciare un po’ di esercizio fisico per scaricare i nervi e sviluppare massa magra. Usa i vestiti e lo specchio per capire come sta progredendo il tuo viaggio verso una forma fisica più sana.

Ma NON LASCIARE CHE IL NUMERO SULLA BILANCIA DEFINSCA CHI SEI O QUANTO ESSERE FELICE NELLA TUA VITA!

 

Un recente studio inglese ha evidenziato che la maggior parte di noi ha un rapporto molto emotivo con le bilance, ma se ci rifletti un attimo (e, lo ammetto, a me ci è voluto ben più di un attimo…) ti renderai conto di quanto sia ridicolo.

Non parlo solo di una questione di peso, ma di “qualità” del peso. La bilancia (quantomeno quella classica) ha molte lacune e di certo non è in grado di dipingere l’intero quadro, infatti:

1. Non tiene conto delle fluttuazioni
Il tipo di cibo e di bevande ingerite, l’ora del giorno in cui ti pesi, come ti sei idratata e quanto sei stata attiva, sono tutti fattori che influenzano il numeretto che vedi sulla bilancia… per non parlare del caos provocato dal tuo ciclo mensile! Pesarsi al mattino a digiuno comporterà risultati diversi dal farlo dopo un frullato proteico ed una sessione di workout oppure dopo una pizzata tra amici o sotto il ciclo. Capisci cosa intendo?

2. Non tiene conto del muscolo
Non dimenticare mai questa cosa: il muscolo pesa più del grasso e occupa meno spazio all’interno del corpo (circa il 20% in meno). Ma il muscolo ha due doti davvero eccezionali: prima di tutto TU puoi decidere dove svilupparlo, al contrario del grasso, che si andrà a depositare in base alla tua genetica. Secondariamente i muscoli bruciano molte più calorie rispetto al grasso, per questo è consigliato tenerli tonici ed allenati durante un percorso dimagrante, perché ti porteranno ad accellerare il metabolismo.

3. Non dice quanto sei sana
La bilancia non sa se hai raggiunto quel determinato peso mangiando poco e male oppure scegliendo i cibi più nutrienti e salutari. Hai mai visto il programma TV “Grassi contro Magri“? La quasi totalità dei magri di questo programma mangiano vere schifezze e si imbottiscono di zuccheri e caffina per avere l’energia necessaria ad affrontare la giornata! Quindi questo ti deve far riflettere: la bilancia non misura il tuo livello di forma fisica o quante vitamine riesci ad assumere e di certo non dà alcun indizio sul tuo stile di vita.

4. Non tiene conto di come ti senti
Ci sono volte dove, ne sono certa, ti senti di aver avuto una settimana veramente buona, hai tenuto a bada la voglia di dolce, mangiato 5 volte al giorno e portato avanti un paio di allenamenti killer, quindi ti senti piuttosto orgogliosa di te stessa! Pensi di essere sulla buona strada, ma se in quel momento la bilancia non mostra alcun movimento, allora che fai? Bene, in quel caso scendi, mettila via per un pò e continua per questa strada, perché è quella giusta per raggiungere il tuo obiettivo.

5. Non tiene conto dell’aspetto fisico
Infine è giusto dire che la bilancia non prende in considerazione la tua conformazione fisica. Se sei sportiva e muscolosa, se hai i cuscinetti ed i rotolini nonostante tu sia magra, se hai la pancia ma braccia e gambe magrissime, ecc. Siamo tutti diversi e tendiamo ad accumulare in modo differente gli uni dagli altri, quindi non fare paragoni con il peso o la taglia altrui, misurati solo con te stessa.

In conclusione, ecco come la penso:
non farti prendere dai numeri e puntare a quello che secondo te va bene, il tuo corpo è ciò che ti farà sentire bene. Perché abbiamo tutti delle fluttuazioni di tanto in tanto, ma se farai attività fisica regolarmente e ti alimenterai con cura, la bilancia la dovrai utilizzare solo come una guida, non come l’obiettivo da raggiungere.

 

Buona vita

Manuela