
Oggi Instagram non mi permette di pubblicare video, come faccio ormai quasi ogni giorno, così vado indietro nel “rullino” del mio IPhone (che, poveretto, scoppia).
Cerco una foto dal passato, qualcosa che mi permetta di esprimere un pensiero o raccontare una storia.
Mi soffermo su questa.
Bellissima e mai pubblicata… perché?
Perché è FINTA.
Me l’ha fatta una mia amica fotografa 5 anni fa, quando pensavo che per emergere sui social, avevo bisogno di contenuti top e foto pro.
Lei mi ha messo in questa “posa plastica”, con l’accappatoio leggermente sceso ed il mio cane dentro al lavatoio.
Lei ha applicato questo splendido filtro rosa/beige prima di inviarmelo.
E tu che la vedi cosa fai?
Magari smetti di scorrere e la guardi.
Magari hai una grande aspettativa sul testo che la accompagna o magari non te ne frega assolutamente nulla di cos’ho da dire.
Ottimo.
Tu non sei il mio target.
Io non ho attratto a me ciò che volevo con una foto così.
Io non ho espresso DAVVERO me stessa in questo modo e ti sto creando una falsa aspettativa.
Sarebbe bello essere sempre così “patinata”, ma no, non lo sono, neanche un po’.
Io sono colorata e rumorosa.
A volte, invece, del tutto schiva e riflessiva.
E mi piacciono le donne con la testa, più che con le gambe lunghe e senza cellulite.
Io VOGLIO vicino a me quel tipo di donna, perché con lei condivido idee e creo progetti.
Perché lei ha voglia di riscatto, non di attenzioni.
Perché lei cerca l’indipendenza, non il marito ricco che la mantenga.
Sarà un femminismo moderno il mio, non mi importa mettergli un’etichetta, ma mi nutro di questa idea e la voglio continuare a portare avanti finché avrò fiato in corpo.
Questa sono io.
Questa è Girlboss.
